di Carmelita Cianci 26 Aprile 2011

Con quel tocco di patriottismo che uno non si capacita, il post-25 aprile è per Torino, capitale di tante cose, oggi come 150 anni fa, incluso l’hamburger. Anzi, l’amburgher, per distinguerlo dal cugino americano, un po’ volgare. Per ribadirlo in meno di un mese si sono aperti due locali a tema, lo scorso 31 marzo: La Granda in mezzo al pane (marchio che appartiene a Eataly, catena di supermercati per gourmet), e M**Bun il 19 aprile. Obbligatorio un confronto tra i due, un versus per dirla con Dissapore. Detto, fatto.

M**BUN, Corso Siccardi 8/A. Siamo in pieno centro all’incrocio con Via Cernaia, la zona è di passaggio e molto frequentata. E’ il primo M**Bun (dal piemontese Mac Bun: solo buono) in città; l’originale è nato neanche un paio d’anni fa a Rivoli, da un’idea di Graziano Scaglia (allevatore di razza bovina piemontese) e soci, proponendo attraverso la filiera corta un hamburger a km 0. Anche ortaggi, formaggi, pane, dolci, birre artigianali e vino, sono esclusivamente locali.

L’aspetto del locale è in tutto e per tutto fast food style (anche se slow in questo caso): il concept è semplice colorato a tinte rosse e bianche. L’ambiente è comprensibilmente giovane, ma le famiglie non mancano. Atmosfera amichevole. Il menù (scritto in piemontese) è ricco e oltre alle proposte di hamburger (a partire da 4,50 Euro), si trovano svariati piatti del territorio: carne cruda, robiole al forno, bagna caôda, bonet e così via. E’ possibile di scegliere anche la combinazione panino+patatine+bibita/birra a partire da 9 Euro.

Ho ordinato un hamburger tuma (con formaggio), patatine, polpette fritte, birra artigianale.

Servizio efficiente: telecomandino in mano per la chiamata e tempo d’attesa poco più di 5 minuti. Il panino è abbondante, il pane morbido, la carne molto buona, tenera e cotta al punto giusto. E’ servito in un sacchetto monouso e biodegradabile, come posate e bicchieri.

Le patatine sono discrete ma migliorabili.

LA GRANDA IN MEZZO AL PANE, Piazza Solferino 16/A. Spostandosi di poco, proseguendo lungo Via Cernaia, si arriva in Piazza Solferino all’hamburgheria di Eataly. Anche se c’è la fila per entrare, i tempi d’attesa per l’ordine non sono lunghissimi. Lo stile del locale su due piani è meno fast food rispetto a M**Bun. Le luci sono leggermente soffuse, le pareti in muratura, il bancone semicircolare abbraccia l’area bar dalle sfumature nere che conferiscono un tocco di eleganza. La cucina è a vista. Atmosfera vivace e frequentazione anche qui prettamente giovanile.

Il menù è simile a quello M**Bun, le proposte sono hamburger, carne cruda, robiole al forno, zuppe, birre artigianali. Le alternative sono hot dog, kebab e i dolci d’autore del pasticcere Luca Montersino. Si dà molto risalto agli ingredienti impiegati com’è evidente leggendo il menù: la carne è quella del Presidio Slow Food de La Granda, il pane è prodotto dall’ottimo forno Delper con le farine di Mulino Marino (quelle del pizzaiolo romano Gabriele Bonci, per capirci), le salse sono rigorosamente bio di Cereal Terra e le verdure sono selezionate e scelte. I prezzi partono da 5 Euro per l’hamburger classico, ma è possibile prendere anche in questo caso la combinazione panino+patatine+bibita/birra a partire da 9 Euro.

Il mio ordine: hamburger cispanciotto (con pancetta affumicata selezionata da Pezzani e formaggio fondant), patatine, birra super Baladin.

Tempo d’attesa per il ritiro circa 10 minuti (segnale del telecomandino anche in questo caso). Ammetto che trattandosi di Eataly le aspettative erano alte, purtroppo l’hamburger mi ha delusa sia nella presentazione che per il sapore: ho trovato la carne secca e insipida, la pancetta molto salata, il pane asciutto.

Le patatine (servite in un contenitore very fast food) molli ed eccessivamente unte.

IL VERDETTO. Le due amburgherie sono simili nel menù, nella scelta di prodotti esclusivamente locali, nei prezzi, e sono anche vicine geograficamente parlando. Al primo confronto M**Bun esce sicuramente vincitore, l’amburger è più invitante, ben presentato (e fotogenico!), ma soprattutto buono, gustoso. L’aspirante panino gourmet di Eataly ha tradito le aspettative, gli ingredienti super brandizzati saranno di primissima qualità (come per M**Bun), ma il risultato lascia perplessi.

La Granda in mezzo al pane è un’operazione di marketing riuscita, ma per ora una replica sottotono dell’originale M**Bun.

__ __ __ __ __

Gli altri post della serie Versus: La spesa: mercato del contadino vs supermercato, Pizzerie di Roma | La gatta mangiona vs La Fucina, Roma | Caffè Settembrini vs Cristalli di Zucchero.

[Crediti | Link: La Granda, M**Bun, immagini: Carmelita Cianci]