Cosa dice di noi l’apertura di una pasticceria per cani a Brescia

A Brescia, domani, aprirà una pasticceria per cani con dolci come il canettone o il candoro, oltre a biscotti, snack e torte, tutto rigorosamente per cani. L'apertura, salutata con entusiasmo dagli amanti dei cani, ha innescato polemiche da parte di chi la vede come uno schiaffo alla povertà

La vetrina con le torte di compleanno farcite, i cupcake colorati e poi macaron, biscotti e, vista la stagione, il “Canettone gourmet per il tuo cucciolone” e il “Candoro per il tuo tesoro”, fa intuire che a Brescia, nel centralissimo corso Zanardelli, a due passi dal Teatro Grande, abbia aperto una nuova pasticceria.

Certo, una pasticceria insolita. Sì, perché, come strillato dall’insegna, tutte le prelibatezze, dai cantuccini con le mandorle ai “biscotondi” fino alla “birthday dog cake” (prezzi tra i 5 e i 10 euro) sono studiate per palati speciali, quelli dei cani.

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Però attenzione, Doggye Bag, che inaugura domani 25 novembre, non è una semplice (?!) pasticceria per cani, ma una pasticceria ARTIGIANALE per cani.

Ci tiene a precisarlo l’azienda di Bagnolo Mella che con lo stesso nome, Doggye Bag, commercializza da anni prodotti di pasticceria destinati ai cani.

Tutto fatto in casa, insomma, e come puntualizzano dall’azienda seguendo “ricette equilibrate dal punto di vista nutrizionale che contengono le vitamine e i minerali essenziali di cui il cane ha bisogno in tutte le fasi della vita”.

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Se vi state chiedendo qual è l’intima ragione che ha spinto la Doggye Bag all’apertura di una vera pasticceria, beh ecco pronta la risposta.

“La pasticceria per cani nasce dall’assoluta convinzione che nell’immediato futuro i nostri amici a 4 zampe diventeranno, a tutti gli effetti, membri ufficiali delle nostre famiglie, cui verranno riconosciuti diritti fondamentali a oggi sconosciuti tra i quali la possibilità di alimentarsi, finalmente, in maniera sana”.

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Ma non tutti hanno salutato la notizia con entusiasmo, la pasticceria per cani ha innescato polemiche da parte di chi vede l’apertura di domani come uno schiaffo alla povertà, un insulto nei confronti dei tanti che devono tirare la cinghia per arrivare a fine del mese.

Con in più la sensazione che stiamo costruendo un modello sociale sbagliato, in cui gli animali rischiano di diventare più importanti delle “altre” persone”

[Crediti | QuiBrescia, immagini: Rolando Giambelli per Repubblica Brescia]

Avatar Anna Silveri

24 Novembre 2017

commenti (7)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    Forse a Brescia hanno più soldi da buttare che a Milano.

    1. Avatar Cinzia ha detto:

      Sono di Brescia e posso assicurarvi che, passata la novità e il periodo natalizio, il posto non è così frequentato.
      Nessuno, nemmeno a Brescia (che è/era una città “ricca”) ha ancora soldi da buttare.
      Trovo il posto inutile, assurdo.
      Amo gli animali, amavo il nostro cane e ritengo che vadano curati ed amati come parte della famiglia: ma non con pesudo-pasticcerie.
      Non è questo ciò di cui hanno bisogno i nostri migliori amici.

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    Sicuramente dietro a ciò ci sono quel tipo di animalisti assurdi, estremi, di quelli che l’animale appunto viene prima delle altre persone, soprattutto quelle meno animaliste di loro.

  3. Avatar MAurizio ha detto:

    Il “lusso” (specie se “sfrenato”) e’ per definizione uno schiaffo alla poverta’. Per altro, su un sito che si occupa (anche) di cucina stellata, dove un pasto puo’ costare quanto una pensione sociale, sarebbe un po’ ipocrita gettare la croce sulla pasticceria per cani.
    Consumare una bottiglia da alcune centinaia di euro e’ meno “disdicevole” di ordinare la torta per un fedele compagno a quattro zampe, che per molti, specie anziani, rappresenta spesso l’unico affetto reale ?
    Piuttosto mi chiedo quanta “speculazione” ci sia intorno. Cambiando campo, un banale antibiotico per uso umano costa pochi euro a confezione: lo stesso prodotto “per animali” costa molto di piu’. Questi dolci (spero certificati da un veterinario con ingredienti “idonei” ai destinatari) hanno prezzi “artigianali” ? E, soprattutto, se consumati da un umano, specie un bambino, possono avere “controindicazioni” ?
    Poi, come per tutte le attivita’ commerciali, sara’ la clientela a determinarne il successo o il fallimento.

  4. Avatar ROSGALUS ha detto:

    A volte non esiste limite alcuno per la vergogna e l’indecenza.