Il segretario alla salute americano lancia un cooking show

RFK Junior ci spiega cos'è il cibo vero, dimenticandosi però che per la maggioranza degli americani la dieta che promuove non è accessibile.

Il segretario alla salute americano lancia un cooking show

Il trucco c’è, potenziato dalla tintarella permanente sul viso segnato da cui spuntano due occhi azzurrissimi. Il carisma pure, nonostante la voce bassa, metallica e a tratti balbettante. Sotto ai riflettori Robert F. Kennedy Junior ci sta benissimo, da una vita. A partire dal 1968 quando gli hanno ammazzato il padre Robert F. Kennedy, fratello dell’altrettanto cruentemente scomparso JFK.

Ora più che mai, dall’alto della prestigiosa posizione di segretario alla salute americano sotto l’egida di Donald Trump. Il lancio di un cooking show è cosa di poco conto per un veterano della vita pubblica. Ed è il passo successivo di una propaganda perfettamente allineata con lo stile televisivo che piace tanto al boss.

Da qualche giorno sul sito HHS è disponibile la prima puntata di The Real Food Show, programma di cucina presentato da RFK Jr qui in veste di cuoco/divulgatore. L’Health Secretary in persona incoraggia gli spettatori a mangiare “cibo vero” e dunque sano, almeno secondo le linee guida MAHA. Tuttavia, a partire dal suo stesso, controverso personaggio, non mancano le contraddizioni.

Intanto rispetto al riscontro fra il tipo di dieta promossa e quello che dicono decenni di scienza alimentare a riguardo. E poi rispetto a quanto questa dieta sia effettivamente accessibile al grande pubblico americano. Dai costi sempre più alti della spesa, fino ai tagli, fortemente voluti dal governo Trump, alla salute e ai buoni pasto.

Una figura controversa

robert kennedy

Il mestiere di Health and Human Services Secretary non è facile. Men che meno per uno che non è neanche medico o scienziato, ma una figura politica e pubblica al limite della celebrità. E decisamente è il posto meno indicato per un noto complottista, negazionista di malattie come HIV e Covid e tra le figure più prominenti del movimento no-vax.

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RFK Jr è tutte queste cose insieme, eppure eccolo lì a dettare le linee guida americane su cibo e salute. Da uno che ritiene i vaccini direttamente responsabili dell’autismo ci si aspetterebbe una certa ipocondria, o almeno una sana paura degli aghi. Invece no: perché RFK Jr è pure un ex eroinomane. Uno che ammette tranquillamente di aver sniffato droga sulla seduta di un bagno pubblico, e non è un’esagerazione.

La sua figura è controversa anche per quanto riguarda le opinioni sull’alimentazione. Il segretario è fermamente convinto che il consumo di carne rossa e latte crudo non sia solo sano, ma anche auspicabile. Ce lo dimostra la nuova piramide alimentare capovolta con i grassi saturi in cima alle indicazioni nutrizionali e i cereali integrali in fondo.

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Di più. RFK Jr promuove il consumo di integratori, guarda caso quelli venduti dai suoi amici o finanziatori. Non importa che la loro efficacia o addirittura sicurezza non sia ancora stata testata e regolamentata. Più pillole per tutti, soprattutto amino acidi, peptidi e testosterone.

Ah sì, perché il nostro è promotore di una mascolinità iper proteica, fatta di caccia (con tanto di fetish per gli animali morti), armi e strenuo allenamento fisico. RFK Jr non perde occasione per promuovere la sua personalissima versione di maschio vero in jeans e petto nudo, mentre si ammazza di flessioni con personaggi di dubbio gusto come Kid Rock. Chi meglio di lui dunque può incarnare i valori di questa American way of life?

The Real Food Show

kennedy

In questo panorama di credenze e iniziative politiche per metterle in pratica, uno show di cucina è davvero il minore dei mali. Il nome è già tutto un programma: The Real Food Show, il programma del cibo vero. Il logo contiene parte della nuova piramide alimentare, finalmente rovesciata proprio “grazie al presidente Trump” come non manca di ricordarci il presentatore nel trailer.

La nuova piramide alimentare MAHA continua a non convincere La nuova piramide alimentare MAHA continua a non convincere

Si tratta manco a dirlo di RFK Jr stesso, che fa da host e assistente a quello che è essenzialmente un celebrity cooking show. In ogni puntata un ospite prepara ricette salutari e a basso prezzo. Il primo della lista è lo chef californiano Andrew Gruel, che esordisce con polpette di salmone e insalata di mela e fagioli bianchi. Nel corso della puntata i due realizzano la ricetta mentre sciorinano pillole di buone pratiche alimentari.

Abbiamo davvero bisogno di tutte queste proteine? Abbiamo davvero bisogno di tutte queste proteine?

Da sito leggiamo: “Il segretario Kennedy porta sullo schermo le linee guida nutrizionali per dimostrare che cucinare cibo vero è pratico, facile e accessibile per ogni famiglia”. Il messaggio di fondo è semplice: Eat real food, mangiate cibo vero. Ok ma che significa?

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Come RFK Jr e ospite non mancano di ricordarci a ogni pie sospinto, si tratta di tutto ciò che non è ultra processato. No zuccheri aggiunti, no coloranti, no olii vegetali. L’enfasi è su “cibi integrali ricchi di nutrienti” che aiutino a ridurre il rischio di malattie “più efficientemente dei farmaci”. Fin qui tutto bene, o quasi (le red flag sulla demonizzazione dell’olio vegetale e la ritrosia verso la medicina convenzionale le vediamo tutti, vero?).

Il problema è che la dieta MAHA è tutta spostata su cibi ad alto contenuto di grassi saturi in larga parte di origine animale, su tutti carne rossa e latticini. E se l’olio d’oliva è ammesso, in questa cucina si usano tranquillamente e abbondantemente grassi come burro, strutto e sego. Saranno pure alimenti considerati integrali, ma quanto davvero possono far parte di una cosiddetta sana alimentazione?

Le contraddizioni MAHA sull’alimentazione

piramide alimentare kennedy cover

La prima sta proprio qui: la dieta proposta va contro decenni di studi sull’alimentazione e sul rischio di malattie croniche a essa legate. Diversi nutrizionisti e associazioni di settore definiscono preoccupanti le linee guida MAHA. Il rischio più immediato è quello di confondere i consumatori. Il più insidioso è il via libera al consumo di grassi saturi, sodio e proteine in eccesso. Che alla lunga aumenta l’insorgenza di di malattie cardiovascolari, diabete e obesità.

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Seconda contraddizione: a oggi la maggioranza degli americani non può permettersi una dieta à la Kennedy. Inflazione, dazi e riduzione di manodopera nell’industria agro-alimentare (ricordiamolo, caratterizzata soprattutto dagli immigrati cui ICE dà letteralmente la caccia) hanno causato un generale aumento dei prezzi.

Il cibo più accessibile ed economico resta proprio quello più demonizzato dall’amministrazione, ovvero il junk food ultra processato. Per le fasce meno abbienti, che costituiscono due terzi della popolazione americana, sono un salvavita. Non sano e su questo siamo tutti d’accordo, ma pur sempre una fonte di calorie preziosa per sfamare la famiglia.

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Terza contraddizione: il governo Trump ha fatto e sta facendo di tutto per limitare l’accessibilità ai servizi di cibo e salute per le fasce meno abbienti. Tagli ai buoni pasto, tagli all’istruzione e alle mense scolastiche, riduzione del diritto all’assicurazione sanitaria. Che mangino brioches, ma solo se integrali.

Per non parlare poi di tutte le altre decisioni che interessano direttamente o indirettamente il cibo in America. Via libera a pesticidi finora considerati cancerogeni, perdita di biodiversità per far posto al business del carbon fossile, piccoli produttori sempre più fagocitati da Big Agriculture. Tutto a beneficio di monopoli che finanziano e influenzano le scelte dell’amministrazione. E che al primo sbaglio, fanno venire la diarrea a tutti.

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Ebbene. Il messaggio alla base del nuovo cooking show MAHA è certamente condivisibile. È tutto il resto che non va. La dieta promossa da RFK Jr non è sostenibile a livello economico e ambientale, non è realistica, non è neanche così sana. L’insistenza sul mangiare cibo vero vorrebbe distogliere dai problemi sociali ed economici del paese. Ma per chi non ha le fette di prosciutto sugli occhi (e nemmeno sul piatto) il quadro non è mai stato così squallido.

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