In Irlanda i pub stanno diventando sempre più sobri

Nella terra di San Patrizio si assiste a uno shift culturale verso stili di vita più sani, che comprendono anche le alternative analcoliche.

In Irlanda i pub stanno diventando sempre più sobri

La festa di San Patrizio è appena passata, e con essa anche tutti gli stereotipi sugli irlandesi festosi, fracassoni e soprattutto molto ubriachi. In questi casi un fondo di verità c’è sempre, eppure negli ultimi anni in Irlanda stiamo assistendo a un cambiamento profondo rispetto ai consumi di alcol. Lo si vede in particolare nei pub, centri di riferimento per l’aggregazione sociale sull’isola, che stanno diventando sempre più sobri con valide opzioni non alcoliche e birrifici che si accodano al trend. A dimostrazione che, come dicono i locals, You are still having the crack: puoi divertirti lo stesso senza alcol – e senza sbronza.

Birra come identità nazionale

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È inutile girarci intorno: Irlanda e birra sono due facce di una stessa medaglia. Una nazione che si identifica non solo in una bevanda, ma in una marca specifica di ale scura e cremosa. Stiamo naturalmente parlando della Guinness, e senza rischio di essere tacciati di pubblicità occulta. È noto che il marchio sia diventato sinonimo di un intero paese e della sua cultura, a partire dal logo con l’arpa ispirato allo strumento di un antico re irlandese del Quattordicesimo secolo.

Questo pub di Soho sarà il primo del Regno Unito a servire la Guinness analcolica Questo pub di Soho sarà il primo del Regno Unito a servire la Guinness analcolica

E poi naturalmente ci sono i dati di vendita: dal Settecento Guinness è il prodotto di punta dell’export irlandese, con destinazioni in ben 150 paesi e una riconoscibilità pressoché immediata. Così, per la sua popolarità e (diciamocelo) bevibilità pericolosamente facile, il lancio della versione analcolica ha avuto un successo incredibile. Se in Italia sarebbe impensabile immaginare il bevitore medio decantare le lodi della birra nazionale senza alcol (più probabilmente derisa insieme ai suoi consumatori), in Irlanda succede l’esatto opposto.

Tra i giovani dai 18 ai 24 anni vanno fortissimo le bevande low e no alcol Tra i giovani dai 18 ai 24 anni vanno fortissimo le bevande low e no alcol

La Guinness Zero oggi scorre nei pub locali e di tutto il mondo, e gli stessi irlandesi, specie i più giovani, ne dimostrano l’apprezzamento. Così tanti altri micro e meno micro birrifici prendono nota. Un esempio lampante è Fierce Mild, primo impianto in Irlanda a produrre solo ed esclusivamente birra analcolica. E lo fa con un sistema innovativo: invece di fermentare normalmente e poi dealcolizzare, come avviene normalmente a livello industriale, la birra è direttamente realizzata senza alcol dal principio con lieviti appositi.

“Tutte le vibes, senza hangover”

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Dai birrifici più e meno artigianali, il passo al pub è molto breve. Oggi in Irlanda si beve sempre meno alcol: il consumo è calato del 34 percento negli ultimi vent’anni. Al 2025, circa il 25 percento della popolazione dichiara di bere bevande analcoliche; allo stesso tempo, le vendite di alternative sobrie è schizzato a un più 150 percento di quota sul mercato. Così l’istituzione sociale per eccellenza della nazione più verde che ci sia si adegua alla tendenza.

In Europa si bevono meno alcolici, ma non in Italia: noi beviamo di più In Europa si bevono meno alcolici, ma non in Italia: noi beviamo di più

Il classico pub non ha problemi ad allungare il suo menu, con birra, cocktail e vino senza alcol. Non solo, perché in questo tipo di locali ci si attrezza per fare in modo che non per forza tutto debba girare intorno alla sbronza. Il Fidelity Bar, in parte di proprietà del micro birrificio Whiplash la cui no-alcol Never Drink Again vale oggi il 10 percento della produzione, si è attrezzato con un sound system ad alta fedeltà. Altrove giochi da tavolo, musica dal vivo, iniziative ed eventi costellano la serata, con avventori cosiddetti sober curious. Il responso è assai positivo: risate e good time assicurato, senza paura dei postumi.

La birra analcolica è più credibile del dealcolato, ed è un grande assist per i birrifici artigianali italiani La birra analcolica è più credibile del dealcolato, ed è un grande assist per i birrifici artigianali italiani

La birra classica, lo chiariamo, resta il prodotto di punta. Eppure: in tutta l’isola si sta assistendo a uno shift culturale verso stili di vita più sani che vanno oltre i non alcolici. Le “ossessioni” nazionali del momento comprendono nuoto in acqua di mare (ricordiamo che Mare d’Irlanda e Oceano Atlantico non sono certo il Mediterraneo), sessioni di sauna e maratone. Una buona birra in compagnia a fine giornata è un incentivo in più: se poi il prodotto senza è quasi indistinguibile da quello con, tanto meglio per la salute.