di Chiara Cavalleris 26 Ottobre 2018

Fare concorrenza a Nutella? Facile a dirsi. Con 150 milioni di fatturato la crema spalmabile Ferrero domina un mercato che ne vale 220.

Tuttavia, il 2019 rischia di essere l’anno zero delle creme spalmabili.

Nutella si è trovata a fronteggiare momenti di calo dovuti alla campagna contro l’olio di palma e alla crescita di marche alternative come Rigoni –fatturato 15 milioni di euro– che impiega olio di girasole, o Novi – fatturato 7,5 milioni di euro– senza alcun olio aggiunto.

Mentre da Foodweb scopriamo l’imminente arrivo di Barilla.

A gennaio troveremo sugli scaffali la crema Pan di Stelle, che la multinazionale di Parma, proprietaria di Mulino Bianco –il marchio dei noti biscotti al cioccolato– produrrà negli stabilimenti piemontesi di Nutkao, in collaborazione con il gruppo svizzero Barry Callebaut.

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Come sarà la nuova crema spalmabile? Un barattolo da 330 grammi, unico formato annunciato al momento, senza olio di palma, con il 100% di nocciole italiane, cacao sostenibile e granella di biscotti. Pan di stelle, va da sé.

Sulla carta una miscela dal profilo qualitativo superiore rispetto a Nutella, la cui formula prevede poche nocciole, molto zucchero e tanto grasso di livello discutibile come l’olio di palma. Ma pure un’abilità diabolica nel rendere questa miscela irresistibile per il palato.

Non è un caso che, proprio in questo periodo, Barilla faccia circolare uno spot tv sulla sua filiera del cacao, sottolineando la sensibilità aziendale nei confronti dei coltivatori africani.

La nuova spalmabile occuperà una fascia di prezzo, intorno ai 10 euro, superiore se paragonata a Nutella ma inferiore rispetto a Rigoni e Novi.

Una strategia che potrebbe permettere alla crema Pan di Stelle di recitare la parte dell’outsider, giocandosi le sue carte nella difficile competizione contro Nutella.

[Crediti | FoodWeb]