La cioccolateria Dusart, gestita dall’omonima maître chocolatier belga, Charlotte, risponde all’incalzare della stagione calda con il lancio di una nuova, personalissima linea di gelati. Coppette, bonbon e stecchi plasmati per richiamare i prodotti della cioccolateria con sede a Milano. “Chi mangia il mio cioccolato deve ritrovare le praline anche nel gelato”, racconta Dusart. I gelati, nelle loro varie forme, saranno disponibili presso la boutique di via Eustachi per tutto il periodo estivo.
Com’è la proposta estiva di Dusart
![]()
Dopo la collezione pasquale in perfetto stile primaverile, Dusart torna a offrire una nuova linea basata sulla stagionalità. Da giugno a settembre, oltre alla selezione di cioccolato, presso il suo shop si potranno acquistare anche varie forme di gelato: le coppette, i bonbon e gli stecchi.
L’intenzione è riformulare in versione fresca il cioccolato firmato dalla maître belga, in particolare la sua pralina, che ritroviamo nei bonbon: sfere rivestite di cioccolato ripiene di gelato e altri ingredienti, come pasta di frutta o crema. Tra i vari gusti, proposte innovative come l’Earl Grey con gelée all’albicocca e altre che cavalcano le onde del momento, come il gelato alle arachidi con caramello al burro salato (ingrediente a cui anche l’industria ha iniziato a piegarsi) e cremino alle arachidi.
I gusti degli stecchi riprendono alcuni di quelli formulati per i bonbon; fra le nove proposte delle coppette, invece, anche opzioni diverse, come la tarte tatin (gelato al caramello con gelée di mela e cannella). L’idea alla base è portare sul mercato qualcosa che si differenzi dalla “grande tradizione dei gelati italiani”, come dichiara la stessa Dusart.
È certo che la cioccolateria punta a differenziarsi – come con le sue matite ripiene di pralinato alla nocciola –, senza disdegnare però i trend più popolari – neanche lei, infatti, ha resistito alla tentazione di replicare l’ormai celebre tavoletta di cioccolato Dubai (che negli ultimi giorni è riuscite a mettere in allarme il governo inglese).
