Magnum vegan: senza latte si può chiamare gelato?

Il Magnum vegan e la crisi di nervi dei produttori di latte. "Non si può chiamare gelato un prodotto senza latte"

Siamo alle solite. Vegani che mangiano bistecche. Vegetariani che farciscono panini con i würstel.

Dagli scaffali dei supermercati spuntando sempre più prodotti vegetali che, pur non avendo nulla a che vedere con la carne, il latte o gli snack, conservano i nomi degli originali.

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Forse perché così sembrano più appetitosi, anche se a molti sembra una contraddizione in termini: perché vegani e vegetariani, che hanno fatto una scelta ben precisa, sono attirati dal nome “salame”?

Questioni di marketing, si dice, ma i produttori degli alimenti fotocopiati e promossi come alternative eco-friendly a quelli originali –nonostante la descrizione degli ingredienti sia spesso diversa– protestano contro il dilagare di questa pratica. È ingannevole nei confronti dei consumatori, sostengono, oltre a sottrarre quote di mercato.

Un ritornello che si sta ripetendo in Australia con il Magnum vegano.

Uniliver, multinazionale proprietaria anche del marchio Algida, ha da poco lanciato la versione vegan (senza latte e derivati animali) del suo famoso stecco alla vaniglia ricoperto di cioccolato (oltre che del Cornetto e di altri gelati) , distribuito in Italia dal settembre 2018.

“Un prodotto 100% vegetale che permette ai vegani di condividere un cremoso momento di piacere senza bisogno del latte”, recita la pubblicità.

I produttori caseari australiani sono praticamente insorti al grido di “senza latte non può essere un gelato”. Proteste sensate, dal momento che la legislatura alimentare australiana non prevede che prodotti senza crema o latte si possano chiamare “gelati”.

Anche se il vero problema per l’industria casearia del paese oceanico è il crescente numero di persone che sceglie alternative prive di latticini pur non essendo vegani o vegetariani.

La propensione all’acquisto di prodotti alternativi incentivata da un nome più appetitoso ha ripercussioni negative sulle vendite del “vero” gelato. Latte compreso.

[Crediti | The Guardian]

Avatar Anna Silveri

5 Febbraio 2019

commenti (10)

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  1. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Bel problema.
    Le nuove tendenze alimentari rischiano di portare effetti perversi sul mercato dei prodotti tradizionali.
    Tali nuove tendenze alimentano, inoltre, una nuova tecnologia alimentare, dove piu’ della qualità e del gusto della materia prima, hanno rilievo l’ingegneria e le tecniche produttive sempre piu’ spinte ed esasperate.
    Cose da brividi e da far perdere il sonno !

  2. Avatar Gab ha detto:

    Senza sofferenza e sfruttamento non chiamatelo “gelato”. Bisogna trovare un nome migliore.

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      Quindi le sofferenze e sfruttamento dei lavoratori in certi paesi che coltivano i vegetali per fare questo latte vegetale, non contano?

    2. Avatar Grazia ha detto:

      Sfruttamento dei lavoratori per produrre vegetali destinati all’uomo?

      Ma non lo sai che il 90% delle terre coltivate sono destinate alla produzione di mangimi per gli allevamenti?
      Questa è la vera produzione della sofferenza, condotta in territori di paesi poveri, dove la gente viene espropriata della Terra e del diritto di prodursi da mangiare per coltivare cibo per degli animali che vengono venduti alle nazioni ricche (euroamericane).

    3. Avatar Orval87 ha detto:

      Care illuminate, non occorre comunque andare nel terzo mondo per vedere sfruttamento. Basta vedere chi raccoglie pomodori in Italia o Spagna, ad esempio.

  3. Avatar Orval87 ha detto:

    Esiste già il sorbetto per i vegani, inventato prima dei vegani stessi.

    1. Avatar Grazia ha detto:

      I vegani non sono stati inventati; persone sensibili a problemi ambientali, salutistici e/o a stragi sono sempre esistite.
      Un vegano è solo un animalista e/o un ambientalista non ipocrita.

    2. Avatar Orval87 ha detto:

      Leonardo da Vinci, sempre fosse davvero 100% vegetariano (per citarne uno famoso spesso citato), penso che il miele lo mangiava, probabilmente anche qualche formaggio.
      Quindi il vegano odierno è una invenzione relativamente recente.

  4. Avatar Orazio ha detto:

    Posso ancora capire la carne, ma qual’è il problema etico, morale o che altro nel bere il latte? Per me sono disturbi del comportamento. e non vedo perchè la società debba farsi carico dei problemi inventati di questi personaggi.