di Manuela 12 Settembre 2019
supermercato

Nel Rapporto Coop 2019 si parla anche di supermercatizzazione dei discount: i discount sono sempre più simili ai supermercati. Nell’ottica dei consumatori, i discount non vengono considerati come punti di vendita differenti rispetto ai normali supermercati, ma solamente come supermercati un po’ più smart. Nel corso dell’ultimo decennio, i discount in Europa sono cresciuti notevolmente rispetto agli altri canali distributivi del largo consumo: i dati Nielsen parlano di un 18.2% nel 2008 e di un 23% nel 2018, con una previsione (IGD-UK) del 26% nel 2023.

Sempre parlando dell’Europa, la crescita dei discount è andata di pari passi con la riduzione degli ipermercati e dei supermercati. Nonostante il discount non presenti un format nuovo e non abbia particolari innovazioni tecnologiche, il suo sviluppo è in continua crescita.

Questo è anche dovuto, in parte, alla crisi degli ultimi anni: i consumatori si stanno orientando sempre di più verso una spesa semplice, poco dispendiosa, essenziale, ma che sia anche un minimo gratificante. Ma la crescita è anche stata dovuta ad altri fattori: maggior convenienza percepita, maggior diffusione territoriale e crescita del livello di servizio (per esempio la gastronomia con vendita assistita e la presenza del parcheggio). Inoltre è anche migliorato l’assortimento con una maggior percentuale di prodotti freschi (incluso pesce e pasticceria), l’ampliamento della scala dei prezzi di categoria e il lancio di nuove linee di prodotto, fra cui quelle premium, biologiche, fair trade e free-form. Senza dimenticare le linee bio, green, quelle dedicate ai prodotti italiani come il marchio Italiamo al Lidl, quelle dei prodotti locali o anche dei prodotti tipici etnici.

Andando a vedere il mercato anglosassone, quello che fa da modello per lo sviluppo futuro dei mercati continentali, possiamo notare come, accanto alla crescita delle vendite online, al momento l’altro cambiamento maggiore riguarda i discount. Questi hanno attuato una strategia dove l’assortimento dei prodotti è stato aumentato, anche grazie alle offerte di private label e all’incremento dell’offerta di prodotti freschi e freschissimi.

Curiosamente, mentre i discount cercavano di offrire un’offerta sempre più prossima a quella dei supermercati, dal canto loro questi ultimi cercavano di adottare alcune delle strategie dei discount, ma senza grande successo: lanciando a loro volta linee di private label di primo prezzo e creando attività promozionali di taglio prezzo che hanno finito con il minare la trasparenza e creare maggiore complessità per quanto riguarda il numero di referenze (che già di suo è 4 volte quello dei discount).

Andando in Italia, si nota lo stesso fenomeno, ma con velocità e intensità più marcate. Fra il 2008 e il 2013 e fra il 2013 e il 2018 c’è stato un incremento rispettivo del 30%. Le previsioni dicono che in Italia la quota di discount arriverà a circa il 24.6% (valore medio europeo previsto: 26%) nel 2023, con un altro aumento del 30% fra il 2019 e il 2023. Il grande successo dei due modelli di discount presenti in Italia, quello italiano di Eurospin e Md e quello tedesco del Lidl, Penny Market e del più recente Aldi, hanno ulteriormente intensificato la crescita.