Siccità, è emergenza anche negli alpeggi: i pascoli sono secchi e senza acqua

Vero, in montagna fa più fresco - ma ciò non significa che la morsa della siccità sia più clemente: negli alpeggi è emergenza.

Sicuramente in montagna farà più fresco – ma ciò non significa che, ad alta quota, la morsa della siccità sia più clemente. Stando all’ultimo rapporto redatto da Coldiretti, infatti, l’emergenza legata alla carenza idrica ha raggiunto anche gli alpeggi, con i pascoli che paiono sempre più secchi e privi di pozze d’acqua per abbeverare gli animali. Si tratta di una situazione che di fatto accomuna l’intero arco alpino e anche parte dell’Appennino: Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna risultano tra le regioni più colpite, tanto che in alcuni casi – come in provincia di Bergamo – è stato necessario trasportare rifornimenti idrici di emergenza con delle autobotti per dissetare gli animali.

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Autobotti e pascoli rinsecchiti anche nel Bresciano, dove di fatto le sorgenti registrano i minimi livelli storici, sulle Dolomiti e sull’Altopiano di Asiago, dove gli agricoltori stanno dando dimostrazione di grande solidarietà ospitando le mandrie in altura; e ancora negli alpeggi tra Alto Lago di Como, Valtellina e Valchiavenna, dove l’erba è ormai ingiallita e gli animali si trovano a soffrire la sete, determinando un calo produttivo che, in certi casi, arriva anche a sfiorare il 20% in meno. Il rischio, in questo contesto, è quello di un ritorno a valle forzato e anticipato.

“La situazione dei pascoli in montagna è molto critica” ha commentato Coldiretti. “In diverse zone si sta procedendo anticipatamente con il secondo taglio di fieno, per salvare il salvabile visto che dal punto di vista della quantità si sta raccogliendo il 40% del foraggio”.