Paolo Lopriore chiude il Canto della Certosa di Maggiano

Paolo Lopriore chiude il ristorante Il Canto della Certosa di Maggiano a Siena. Una decisione improvvisa comunicata attraverso una email inviata ad amici e clienti, dove lo chef dà appuntamento ai suoi clienti ad un prossimo futuro. I conti non tornano più, questo è il motivo dello stop.

Lopriore ringrazia per i dieci anni passati alla guida del ristorante senese, anni di successi e delusioni: brucia ancora la perdita della stella Michelin nel 2010. Del resto la cucina estremamente personale di Lopriore ha sempre diviso gli appassionati. Chi vuole saperne di più trova un’interessante discussione sullo chef, nata proprio qui, cui aveva fatto seguito la recensione del Canto.

“Siamo andati oltre, abbiamo confuso, abbiamo fatto litigare, abbiamo messo d’accordo ma siamo stati presi ed abbiamo dato tanto”, hanno scritto Lopriore e Anna Claudia Grossi, “ci siamo divertiti ma allo stesso tempo abbiamo imparato tante cose”. 
[Espresso Food & Wine]

Avatar Giorgia Cannarella

16 Gennaio 2013

commenti (10)

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  1. Più di qualcosa non ha funzionato e dubito sia solo colpa dei clienti. Peccato, perché chiude comunque un’eccellenza, magari gli servirà per ritararsi nella prossima avventura.

    1. “e dubito sia solo colpa dei clienti”

      Non capisco il senso della parola SOLO. I clienti non hanno ALCUNA responsabilità se un locale chiude.

    2. Dipende. Per esempio, se un cliente dà fuoco al locale qualche responsabilità ce l’avrà, no? 😀

    3. Il mio “solo” era molto democristiano. Diciamo che, viste le accuse lanciate (non viene capito, ci vuole cultura per la sua cucina, eccetera), mi aspettavo qualche uscita un po’ a gamba tesa sul volgo da parte degli affezionati.

    4. Diciamo che una volta pagato il conto ho tutto il diritto di non capire una cucina così cerebrale e sofisticata (so scemo, notoriamente).
      Gli affezionati possono dare al maestro un suggerimento per la sua prossima avventura: un bel test da sottoporre agli aspiranti clienti all’atto della prenotazione, così il volgo resta fuori dalle sacre mura e il locale invece di durare 10 anni dura 10 giorni.

  2. dispiace sapere che uno dei talenti piu’ puri espressi dalla cucina italiana debba soccombere ai conti che non tornano,forse il fatto di avere vicino un manager di comprovata capacita’ possa aiutare a migliorarli.a presto grande Paolo!!!!

  3. Avatar brando1 ha detto:

    Due volte al Canto. La totale mancanza di armonia con il posto che lo ospitava (la magnifica Certosa di Maggiano) era, al passato, eclatante.
    La prima volta, ospite di un amico, la seconda per scelta direi auto-lesionista.
    Non capivo e continuo a non capire le scelte di uno Chef, che non oso giudicare, dalla apparente tecnica ma dalla totale sordità.
    La Francia è il mio faro e da pochi mesi se decido di passare una serata memorabile, varco la frontiera, non vicinissima a me, ma tant’è.
    Occuparsi della felicità dei commensali dovrebbe, anzi è, una priorità per chi tenta la strada del cucinare, lo Chef, e alcuni Chefs-stars, dovrebbero prima di avvicinarsi ai fornelli, fare ammenda di umiltà, sacrificio e sobrietà.
    Mi dispiaccio alquanto di vedere delle scene dove il primo attore è lo Chef! No Signori, il primo attore è sempre e sempre sarà il cliente!
    Lor Signori cucinano per noi e esistono grazie a noi, non ci può essere alternativa!
    La semplicità e il rigore della Certosa di Maggiano, cozzava violentemente con questa “cucina” fatta di saccenza al limite della decenza!
    Auspicabile un ritorno in questa bellissima Casa senese di uno Chef, artigiano, di un trasformatore di materie, di un padrone del fuoco a S E R V I Z I O delle persone che scelgono il bien vivre senese.
    Mi dispiace, ma era il caso di voltare pagina senza dimenticare di scrivere altri capitoli di successo! Brando

  4. Avatar luli ha detto:

    si sarà stufato di quella strega, affari e relazioni sentimentali non vanno insieme