di Massimo Bernardi 24 Agosto 2010

Nemmeno il tempo di abituarsi al ritmo pigro delle vacanze che è già quasi Settembre. Poffarre! Ah ma certe cose vanno fatte prima che arrivi l’autunno, non possiamo aspettare un altro anno per cancellarle dalla nostra to-do list. Su, su, che l’estate sta sta finendo!

1 – Ingozzarsi di pizza Da Michele a Napoli prima che il virus di Eat Pray Love si trasmetta alla nazione.

Nel libro autobiografico che ha ispirato il film, scritto da Elisabeth Gilbert, la protagonista (Julia Roberts) si ferma a mangiare una pizza margherita “Da Michele” a Napoli. Sarà così anche nel film, dal 15 settembre al cinema. Cosa che dilaterà a perdita d’occhio la fila stanziale all’ingresso dello storico locale di Via Sersale, già adesso lunga come una quaresima. A ripagarvi dell’attesa troverete una pizza “sottile, pastosa, consistente, elastica… con una salsa di pomodoro dolce, che spumeggia quando incontra la mozzarella…”. Questo secondo il libro, ma Julia Roberts conferma. [Fonti: Enterteinment Weekly, immagine: Slice]
2 – Bere birra artigianale italiana.

Le prediche degli invidiosi secondo cui le birre degli artigiani italiani costerebbero ormai l’equivalente di una manovra economica non sortiscono alcun effetto. E togliersi lo sfizio di capire perché il pianeta saliva per le bionde italiane, specie se estive, non ha prezzo. Ecco i nostri consigli d’assaggio possibilmente non nella stessa session (ehm, non in una volta sola). 1291, Beatrice e Alboino del Birrificio Artigianale Scaligero; Terzo miglio del Birrificio Rurale; Re-Ale extra e My Antonia di Birra del Borgo; Tipopils del Birrificio Italiano; Brusca e Cibus di BirrOne; Lemonale di Karma (provata al recente Pizza-Fest di Dissapore), Pvk di Omaia; Curmi 32 di Via dei Birrai; P.I.L.S. di Pausa Caffè. [Immagine: Flickr/mazar gnu]
3 – Cenare con Giancarlo Maffi/Panseri.

E’ inutile che Dissapore faccia il diavolo a quattro, l’estate 2010 è nel nome di un solo gastrofanatico. Il ricercatissimo (non in quel senso, sciocchini) Giancarlo Maffi/Panseri, mattatore di cene memorabili, e’ un perfetto compagno di merende. Con il fascino guascone illumina le cattiverie salottiere dispensate a turno sul bel mondo gastronomico, risultando cosi’ irresistibile. Per toccare con mano la magia, invitatelo o fatevi invitare, l’importante e’ cogliere l’attimo [Immagine: ?]
4 – Ripensare l’uso del cocomero.
Chi siamo in fondo noi per chiamarci fuori dalla follia collettiva dell’estate culinaria? Ovvero, trovare nuovi ruoli per il cocomero, e possibilmente da protagonista. Dalle macedonie in stile messicano, con sale, zucchero, menta e limone, alle combinazioni con la feta (il formaggio di provenienza greca) l’olio extra vergine e il pepe, fino alle fette grigliate da condire con sale, pepe e olio extra vergine, si e’ tentato molto in nome del cocomero. Ma a inerpicarsi per i sentieri più avventurosi della cucina è stato l’esperto di vini del New York Times, con il risotto pancetta e cocomero, abbinamento consigliato un rosè secco. Chi vuole approfittare dei rimasugli d’estate per provare la ricetta infilandosi cosi’ nel trend culinario della stagione, trova dosi e ingredienti. Se sopravvivete fateci sapere come è andata. [Fonti: Spigoloso, Diner’s Journal, immagine: Diner’s Journal]
5 – Guardare Sex Inside leccando l’ultimo gelato della stagione.

Lo sappiamo che guardate il porno tutto l’anno, ma sul fronte delle celebrità questa è stata una stagione fertile. Perfino Montana Fishburne, figlia di Lawrence, il Morpheus visto in Matrix, non ha resistito al richiamo. Approfittiamo della fortunata circostanza per lurkare Sex inside, debutto nel mondo Xrated della singolare rampolla, leccando avidamente un gelato artigianale, altro tormentone dell’estate italiana. Per scegliere quale, dovete solo leggere questo post di Dissapore, oppure, tornando alle celebrità, fare come Julia Roberts in Eat Pray Love, cioè ingozzarsi di coppette delle gelaterie San Crispino di Roma. (Suggerimento: siccome l’ipotesti che il genere acchiappi è tutt’altro che remota, consigliamo di attrezzarvi con vaschette più capienti. [Fonte: Donna Moderna, immagine: Overoll]
6 – Fare un falò con i libri di cucina.

Nella classifica planetaria dei libri di cucina ordinati per influenza e amabilità, Mastering The Art of French Cooking di Julia Child se la cava benone. Ma se fate come me, cioè, se partite da quel libro per scoprire la biografia “My life in France” o peggio, “Julie & Julia“, il bestseller della ex blogger Julie Powell, vale a dire i due libri che hanno ispirato il film del 2009 con Meryl Streep, mettete in conto una cocente delusione. Julia Child era una specie di dea in cucina, fuori la sua vita non è mai stata altrettanto sfavillante, nemmeno se a raccontarla è la tastiera di una blogger. Che vi sia propizio l’ultimo falò della stagione. [Fonti: Libreria Universitaria, La Feltrinelli, Immagine: Parola di Madgrin]
7 – Consumare l’ultimo junk-food autostradale sfruttando il controesodo.

Anche il viaggio di ritorno dalle vostre vacanze sarà all’insegna del cielo lattiginoso e del meteo balordo, due tormentoni di quest’estate bizzarra. Profittatene per fermarvi al primo autogrill e rimpilzatevi del junk food che per tutto l’anno dite agli altri di evitare. Fatevi insufflare pensieri sconci da Tuc e Chipster, elargite raptus improvvisi verso Camogli e Apollo e più di tutti, smarritevi in una Rustichella, il cibo-spazzatura più amato dagli italiani. [Immagine: Papero Giallo]
8 – Mangiare dove mangia Steve Jobs.

Noi vogliamo il dolcevita nero di Steve Jobs. Noi vogliamo il jeans stinto di Steve Jobs. Noi vogliamo la New Balance 901 di Steve Jobs. Noi che ogni sera, quando torniamo a casa diamo sempre una carezza ai nostri iPad, figurati se non vogliamo infine mangiare dove mangia Steve Jobs. Il semiDio della Apple che durante l’estate si è manifestato al Flour + Water di San Francisco, locale diventato oggetto di culto da parte dei fedeli dopo l’apparizione. Se per le vacanze avete scelto la California considerate la possibilità che Jobs, nella sua infinita bontà, gratifichi di nuovo voi e il Flour + Water con la sua augusta presenza. [Fonte e immagine: TechCrunch]

8 b – Più difficile che lo faccia in altri locali. Gli avvistamenti californiani seguiti al Flour + Water sembrano più che altro Photoshop-disaster.
9 – Mangiare pesce spada (che una volta tanto non sia lo squalo smeriglio).

Accanto, una preview del pesce spada da 64 kili preso all’amo a San Benedetto del Tronto (AP). In un rinculo di stronzaggine per molte settimane grossisti e ambulanti hanno messo in scena una versione ipergrottesca delle nostre pescherie, dove pesci per lo più importati dall’Est venivano spacciati per altri o venduti come locali. Un caso eclatante scoperto a Molfetta (Bari) è quello dello squalo smeriglio acquistato da una pescheria a 2,50 euro al chilo, e rivenduto come pesce spada fresco a 19 euro . Ma a San Benedetto potete andare sul sicuro, concedetevi l’ultimo (il primo?) autentico pesce spada della stagione al ristorante Messer Chichibio [Fonte e immagine: Il Segnale]
10 – Fare una colazione degna di questo nome in un albergo italiano.

A beneficio del vostro ego mortificato da un’elefantiaca razione di colazioni indegne pagate a carissimo prezzo, come d’abitudine negli alberghi italiani di ogni ordine e stella, puntate verso Taormina in qualsivoglia punto della Sicilia vi troviate. Soggiornare all’hotel Villa Ducale non vi dissanguerà, ma vedrete il mare allungarsi verso un infinito orizzonte blu. E farete splendide colazioni (pane e torte fatte in casa, caci esemplari, agrumi resuscitamorti), cosa costituzionalmente impossibile in Italia.