di Massimo Bernardi 14 Settembre 2013
ingredienti

Dissapore ha adottato una serie di personalità diverse nei suoi 4 anni di esistenza, dall’attaccare briga con gli insider della critica gastronomica è passato all’attaccare briga con gli outsider, all’attaccare briga con i lettori per ogni minuzia sul cibo, all’attaccare briga con la bulimia delle tv per i cuochi.

Ma nella sua essenza, si è sempre impegnato a superare le apparenze e smitizzare i luoghi comuni. Abbiamo il vantaggio dell’indipendenza, un’avversione congenita per le “affettuosità giornalistiche” con i nostri simili, e quando siamo al meglio scriviamo cose che gli altri non possono o non vogliono scrivere. Nel pubblicare cose serie e ridicole, comprese le cose che fanno perdere tempo, il nostro e il vostro, diciamo comunque la verità. Uno dei vecchi slogan proposti per il sito poi non adottati era: “L’onestà è la nostra unica virtù.” Mi piace ancora.

Penso che sia questo, in definitiva, il ruolo più importante di Dissapore tra i media gastronomici.

Ma cos’è ora Dissapore? Un cinico blog alla continua ricerca di provocazioni? Un forum per dialogare con gli appassionati? Una web-magazine patinata ma incapace di tenere la bocca chiusa?

Probabilmente un mix di tutto questo, come vedete da oggi con un nuovo disegno che offre ai lettori più opportunità di circolare tra i post e una maggiore densità di contenuti.

Più il chiodo fisso di migliorare il rapporto con le persone un tempo note come audience. Chiamatemi ingenuo, ma usare l’intelligenza collettiva era la promessa originaria del web, oggi annacquata dalle domande sui modelli di business o dal coinvolgimento forzato à la Facebook. Eppure pubblicare online significa essenzialmente collaborare, una collaborazione tra gli autori, e nella nostra costellazione ce ne sono di bravissimi oltre a una fiammante redazione guidata da Giorgia Cannarella, e i loro lettori più intelligenti. Tanto che a un certo punto la distinzione dovrebbe diventare insignificante.

Mentre noi continuiamo a lavorare per rendere questa collaborazione più semplice dal punto di vista tecnico, provate a vedervi come coautori del sito, più che dei semplici lettori.

Le novità non sono finite, ci sono da presentare due esordienti. Esordienti anomali. Abbiamo finalmente rinnovato Spigoloso, il nostro foodblog. Passione per il cibo, ecco cosa sarà Spigoloso, il piacere di scoprirlo, cucinarlo e condividerlo con una comunità di entusiasti. Grazie alla guida di Federica Gemma, editor e cuoca fervente, lo stiamo riempendo di ricette, tecniche, video e gallerie fotografiche. Chi ha buone idee e vuole proporsi può scrivere a dillo@dissapore.com.

Scatti di Gusto, entrato da qualche mese nella famiglia Dissapore Media, era già un sito gastronomico noto. Perché allora definirlo esordiente? Perché lo abbiamo completamente ripensato.

Proprio quando si pensava che il nome giusto per una nuova rivista di carta fosse “Presto Chiusa”, abbiamo assistito alla rinascita delle riviste iperspecializzate. Foodzine, le chiamano: indipendenti, ben scritte, splendidamente fotografate, quasi artigianali. Penso a Lucky Peach, Fool Magazine o Fugu. Contemporaneamente, il successo di siti americani come Grantland o Longform ha dimostrato che sul web c’è ancora spazio per le storie di 10mila parole quando sono ben raccontate. Siamo andati nella direzione delle Foodzine, è un azzardo, vediamo come andrà. Ogni giorno sul nuovo Scatti di Gusto troverete un articolo longform, si comincia con la Gastrocrazia 2013, una spassosa storia di poteri forti scritta da Adriano Aiello. (Un altro progetto che vede coinvolti alcuni di noi è Dispensa, Generi Alimentari & Generi Umani, questa volta una vera foodzine di carta diretta da Martina Liverani).

In bocca al lupo agli amici di Intravino, con cui invece Dissapore Media non ha più legami diretti.

Stiamo anche rinnovando il settore Pubblicità. Vogliamo portare nuova linfa creativa agli inserzionisti più aperti, quelli disposti a superare la pubblicità display perché consapevoli del potenziale offerto dai nostri contenuti. Del resto, quale produttore non apparirebbe volentieri in un post sulla pasta che supera 10mila letture in due giorni? Quale azienda interessata ai ristoranti non vorrebbe associare il suo marchio a una recensione vista 15mila volte in tre giorni, o se si occupa di gelato, alla classifica delle 50 migliori gelaterie artigianali italiane, condivisa migliaia di volte su Facebook e Twitter? Ma tra i contenuti preferiti dai nostri lettori c’è molto altro: le dirette di MasterChef e dei principali programmi tv, i grandi eventi gastronomici, le guide ai migliori locali d’Italia.

Chiamatela Native Advertising se vi piace, o come altro preferite. Resta il fatto che per ognuno dei tre siti di Dissapore Media, il nuovo disegno coincide con l’arrivo di un grande sponsor.

A proposito, mentre noi aggiustiamo le cose che non vanno (ce ne saranno sicuramente molte) diteci cosa pensate del nuovo aspetto di Dissapore nei commenti. E’ tempo di feedback e questo è il posto giusto per farci sapere.

Intanto, grazie per la tenacia con cui leggete Dissapore.