di Giorgia Cannarella 21 Gennaio 2012

Ristoranti: sempre la stessa musica.

Il 19 gennaio 2012 alle 14:07 Suzukimaruti commenta:
Se vi punge vaghezza, usate l’hashtag #ristosound e raccontate cosa vi fanno sentire mentre mangiate. Non è difficile intonare una compilation al ristorante: forse è il caso di affidarla a professionisti del settore e non al figlio dello chef, al cugino dj o a una stazione radio.

La ricetta perfetta: Cupcakes.

Il 19 gennaio 2012 alle 13:45 Tyrser commenta:
Ma alla fine non capisco: i cupcakes sono i muffin col Moncler?

Benvenuti al Nord: Brianza VS Cilento a tavola.

Il 16 gennaio 2012 alle 16:08 jade commenta:
Se le cose buone da mangiare le decidesse l’ASL, il mondo sarebbe un posto peggiore.

Ham Holy Burger a Milano: l’hamburger (buono) a 12 euro.

Il 18 gennaio 2012 alle 16:18 gattapersiana commenta:
Il fatto che un posto sia “molto milanese, molto di tendenza” non esclude che ci si mangi bene. Così come la trattoriaccia non è necessariamente il tempio delle migliori pietanze genuine. Suvvia, un po’ di elasticità!

Il 17 gennaio 2012 alle 19:13 Tyrser commenta:
Noto che il prezzo di un hamburger gourmet si assesta sui 12 euro in tutti i posti. E sempre con carne piemontese. Ma a pranzo continuo a preferire il posto in cui ti danno un bloc notes e un foglio e ti dicono “Scrivi quel ca##o che vuoi, solo se è sul foglio, e te lo porto. E non fregarti la penna.

Il 17 gennaio 2012 alle 23:26 Me Medesimo commenta:
“Per quale motivo se vi servono un piatto che si chiama, per dire, “svizzera di carne piemontese la Granda alla piastra, con lardo alle erbe, radicchio rosso, funghi alla brace, caciocavallo e miele”, 12 euro non sono tanti, però se gli stessi ingredienti li mettono tra due fette di pane e chiamano la pietanza hamburger, è da imbecilli pagarla più di 5 euro?”

Liberalizzazioni: confessioni di un evasore fiscale.
Il 17 gennaio 2012 alle 12:34 Riccardo I. commenta:

Nei paesi civili, questa guerra fra poveri e persone che si dichiarano tali, non esiste. Nessuno si scandalizza per i controlli del fisco ma per chi evade le tasse. Non c’è evidenza meno astratta di questa. Tutto il resto è puro avallo dell’illegalità.

Il 17 gennaio 2012 alle 13:40 Tyrser commenta:

Siamo la generazione della doppia fila. “Mica do fastidio, rimango poco e ho le quattro frecce” Forse la soluzione è avere più vigili: se torni dopo 10 minuti la macchina te l’hanno fatta brillare e allora, FORSE, ti impegni a cercare un parcheggio.

Il 17 gennaio 2012 alle 19:40 fabrizio pagliardi commenta:
Qualsiasi imprenditore che dovesse trovarsi a scegliere se battere scontrini e chiudere o andare avanti non pagando le tasse, non pagherebbe le tasse. Farei così anch’io sperando in tempi migliori, ma sarebbe l’inizio della fine e mi auguro non capiti.

Il 17 gennaio 2012 alle 13:31 Leonardo commenta:
Non capisco questo scannarsi fra autonomi e dipendenti. Le categorie dovrebbero essere due, onesti e disonesti. Le leggi sono inique? Scegliamo la gente giusta per cambiarle. Ma finchè le leggi ci sono si rispettano. Punto.