di Giorgia Cannarella 4 Febbraio 2012

Snackologia: quel tempo perduto all’Autogrill a mangiare Camogli.

Il 1 febbraio 2012 alle 16:48 Riccardo I. commenta:
Il ricordo più bello è di quando, da bambino, mia sorella preparava i panini per il viaggio da Roma ad Agrigento. Toglieva il petalo in cima alle rosette, le inzeppava di pomodoro, uova sode, origano, basilico, olio e una goccia d’aceto, poi le ritappava. Col passare delle ore il pane si imbeveva ed erano talmente stracolme che al primo morso esplodevano. Spesso dal lato della bocca. Ma qualche volta dal lato opposto, sulla nuca di mio padre che guidava.

Il 1 febbraio 2012 alle 14:10 Fabio Cagnetti commenta:
Il grande poeta della sosta in Autogrill resta Max Pezzali in Rotta X casa di Dio: “Tutti con in mano birra e Camogli, noi / senza fidanzate, troie nè mogli noi / quattro deficienti a fare cazzate / come non succedeva da un pacco di tempo.

Decrescita felice e abbondanza frugale: ossimori utopistici da salotti radical-chic o alba del nuovo gastrofighettismo?

Il 1 febbraio 2012 alle 18:45 belinda commenta:
A 43 anni l’unica cosa che davvero vorrei è il tempo per quello che non riesco a fare: invitare amici a cena, leggere i giornali, poltrire nella vasca da bagno, magari fare l’orto. Non posso pensare che il nostro lavoro sarà solo una protesi al mantenimento dei beni accumulati. Forse con più tempo a disposizione ci verranno idee intelligenti per orientare lo sviluppo futuro.

Il 1 febbraio 2012 alle 20:41 Mauro commenta:
Più che decrescita tale e quale, io auspicherei maggiori criteri estetici ed ecologici. Il mondo ha bisogno di persone col senso del bello, fermare le distese di mais utili a produrre bioetenaolo o biogas e le coltivazioni di canna al posto di foreste millenarie è sacrosanto.

Il 1 febbraio 2012 alle 17:49 David commenta:
Esperienze mistiche come quelle provate da Redzepi o da Cedroni/Uliassi sono parte di questa civiltà al declino, ergo destinate a sparire. Finché l’orchestrina del Titanic suonerà, cercherò di ampliare la mia “collezione” di chef. Conscio del fatto che quando l’acqua gelida inizierà a bagnarci le caviglie, si ritornerà volenti o nolenti ad una cucina “povera”, tradizionale e a chilometro zero.

Il 1 febbraio 2012 alle 20:22 Titty commenta:
Non c’è un altro modo di essere gastrofighetti. Andrai dallo chef stellato, anche se di meno. Comprerai prodotti migliori, anche se come coccola o sfizio. La gestione del flusso di denaro è sempre appannaggio della persona. La vita improntata sulla produzione e sul consumo è un dato di fatto. Sarebbe bello che il costo della vita fosse rapportato al salario, ma è utopia.

Oltrecortina: dai datteri di mare della Yugoslavia alla carne slovena.

Il 1 febbraio 2012 alle 09:09 stefano commenta:

Me ricordo che iero ’ssai picio/e mia mama con siora Teresa/la partiva de matina/pe’ ‘nda’ in Yugo a far la spesa/Finanziere finanziere/cosa devo dichiarare?/Quanta trapa posso bere/quanta carne si può portare?/Cossa solo mezo chilo?/Me dispiasi che pecato/qualche volta passo lisa/e me vanza anche pe’l gato!

Aprire (e mangiare) le ostriche crude.

Il 1 febbraio 2012 alle 17:12 Ermanno Nuonno di Agnone commenta:
Un tempo le ostriche erano uno dei cibi meno costosi – il detto“ostriche e povertà vanno a braccetto” e gli annunci per servitù domestica dicevano “cibo fornito dalla casa – ostriche 3 volte alla settimana”. A Galway, in Irlanda, ogni anno c’è il festival delle ostriche, il biglietto include tutte le ostriche che riuscite a mangiare (con una goccia di limone o di Tabasco), con la classica Guinness.

Weekend: Brrr… cosa cucinare per proteggersi dai giorni della merla?

Il 29 gennaio 2012 alle 10:42 Claudio Pistocchi commenta:
Colazione: pancakes alle pere caramellate, miele di castagno e gelato al pistacchio. Pranzo: fonduta, ovetto di quaglia e tartufo, pan brioche; timballino di pizzoccheri su passato di ceci con cialda di parmigiano; stinco di vitella; bread and butter pudding. Cena: bagna cauda con cardi, mezze penne con carbonara di trippe alla parmigiana, code di scampi al curry con riso pilaf, scamone di chianina. A volte a mezzanotte la “tripolina” di origina livornese.

Il blitz della Guardia di Finanza a Milano in 7 note polemiche.

Il 30 gennaio 2012 alle 21:59 Luca commenta:
Condivido il pensiero che in Italia maggiori entrate fiscali servirebbero a giustificare un aumento della spesa ma senza garanzia che aumentino i servizi. Purtroppo ho notato che questo pensiero è spesso usato da chi le tasse le evade creando un danno collettivo. Guardando sempre i politici ci siamo dimenticati del vicino di casa/parente/amico. Il mettersi l’uno contro l’altro inizia dalla nostra assenza di coscienza civica.