Bologna: bere e mangiare bene secondo Il Guardian

Ristoranti di Bologna: guida 2017 per bere e mangiare bene nel capoluogo emiliano

Il Guardian ha pubblicato una guida turistica di Bologna scritta da Diana Hubbell, giornalista freelance specializzata in racconti di viaggio.

La guida, al netto di brevi citazioni della Torre degli Asinelli, del viavai serale sotto gli archi di Piazza Santo Stefano, e dello struscio in via Ugo Bassi o via Rizzoli, è focalizzata sul ruolo di capitale culinaria che Bologna riveste da decenni, in particolare per gli stranieri.

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Oltre a questo, dispensa itinerari a metà tra i baluardi della cucina bolognese e le novità per chi vuole tenersi aggiornato sulla scena locale, tra ristoranti, birrerie, caffè e wine bar.

Ve li riassumiamo.

Mangiare

Trattoria di Via Serra

Via Luigi Serra 9, 051 631 2330, mercoledì-giovedì 7-10, venerdì-domenica 12-14 e 19-22.

Non fatevi ingannare dall’aspetto modesto di questa trattoria poco fuori dal centro storico di Bologna: i piatti di Flavio Benassi e Tommaso Maio, ispirati alla tradizione contadina locale, assicurano il pienone ogni sera, rendendo la prenotazione essenziale.

ll menu non resta mai lo stesso per più di una settimana, ma i tortellini al ripieno di pera con burro e semi di papavero (€ 9,50), gli spaghetti alla chitarra con farina di castagne ai porcini e nocciole (€ 10,50) o il patè di fegato di pollo impananto in crosta di pistacchio (€ 8) sono piatti da non perdere.

Sette Tavoli

Via Cartoleria 15, 051 272 900, lun-ven 12-15 e 19-00; sab 18.30-mezzanotte.

I menu proposti a rotazione dallo chef Marco Spanghero celebrano ogni mese una regione italiana diversa.

Il menu friulano comprende, per esempio, risotto ai porcini (€ 12) e cervo brasato con cannella (€ 15), mentre quando il pasto è umbro, si comincia con un tenero coniglio con nocciole, foie gras e cioccolato amaro (€ 12).

Drogheria della Rosa

Via Cartoleria 10, 051 222 529, tutti i giorni dalle 11:30 alle 20.30.

Una farmacia antica riconvertita che vi accoglie con calore e alcuni tra i piatti più gustosi della città. Capita spesso di vedere il proprietario, Emanuele Addone, che accoglie gli ospiti insistendo perché provino il suo olio extravergine di oliva di pirma spremitura da Lucca, o i deliziosi, piccoli tortellini in un ricco brodo di cappone (€ 12).

Ma se volete organizzare una tranquilla cenetta a lume di candela non è questo il posto giusto.

Pappagallo

Piazza della Mercanzia 3, 051 232 807, tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte (2.00 al giovedì e venerdì).

Un secolo ben portato per il monumento gastronomico vicino alle due torri, e se le tovaglie candide e i camerieri in smoking potrebbero farvi pensare a un ritorno al passato, sappiate che il Pappagallo non dorme sugli allori.

La cucina si mantiene contemporanea specie con le proposte regionali, come la guancia di maiale su letto di zucca violina (€ 22). I classici, come le lasagne agli spinaci (€ 14) o le tagliatelle color zafferano (€ 14), sono trattati con il rispetto che meritano.

Ristorante La Traviata

Via Urbana 5, +39 051 331 298, mezzogiorno-14.30 e 18-23, chiuso domenica.

Dopo un pomeriggio passato a bighellonare, potete venire nel tempio della pasta fresca alla bolognese per osservare come i cuochi trasformano le sfoglie in squisiti tortellini.

D’obbligo provare le lasagne con ragù alla bolognese (€ 12), servite una volta a settimana, con tre tipi di carne e besciamella eppure inspiegabilmente leggere. Oppure una delle tante varianti: lasagne alla zucca, ai funghi o altre, a seconda delle stagioni.

Trattoria Valerio

Via Avesella 10, 051 268 404, 12-14 e 19-21.30, chiuso mercoledì e domenica.

Un ristorante a conduzione familiare specializzato in cucina bolognese classica, dove ogni portata è realmente squisita.

Dalle semplici tagliatelle al ragù (€ 9) alle polpettine con piselli (€ 9). Non fateci caso se l’impiattamento non è proprio da ristorante stellato, i prezzi più che onesti, le porzioni generose e l’amore per la gastronomia locale fanno dimenticare tutto.

Berberè

Via Petroni 9c, 051 275 9196, Mar-Dom 12.30 – 15.30 / 6-23, Mon 7-23.

Se è la pizza che cercate, quella buona, a prezzi onesti (si parte da € 6), con impasto a lievitazione naturale e ingredienti in prevalenza biologici –i pomodori provengono solo da aziende selezionati pugliesi e la mozzarella di bufala da Caserta– fate un salto nel secondo punto vendita aperto dai fratelli Aloe, oggi proprietari di un network di ottime pizzerie diffuso nelle principali città italiane.

I prodotti biologici si possono anche acquistare nello shop del ristorante.

Bere

Enoteca Storica Faccioli

Via Altabella 15/B, dal lunedì al venerdì dalle 19:00 alle 19:30, sabato dalle 11:00 alle 22:00, aperto domenica solo da ottobre a marzo (dalle 19:00 alle 19:30).

Locale raffinato con una delle migliori selezioni di vini naturali disponibile in città. Se il naturale non è la vostra tazza di tè, la cantina è fornita di vini comunque piacevolmente leggeri e gustosi.

Il personale esperto è appassionato ma non sussiegoso, sarà un piacere informarsi sulle annate meno conosciute della vasta selezione.

Aroma

Via Porta Nova 12, lunedì-sabato 8-18.

Locale minuscolo, più volte segnalato nelle guide dedicate da Dissapore al capoluogo emiliano, dove la pasticceria è esemplare e si trova una bella scelta di caffè speciali e liquori artigianali prodotti nella zona.

Biblioteca Salaborsa

Piazza del Nettuno 3, da martedì a sabato dalle 10 alle 20, lun. 14.30-20.00.

Se vi trovate a Bologna, sperimentate la colazione in questa biblioteca suggestiva, che un tempo ospitava, sopra la grande sala centrale circondata da colonne corinzie, la sala della borsa valori.

Guardando in basso, oltre il pavimento di vetro, sono visibili le rovine della città vecchia che risalgono a 2000 anni fa.

Beer 4 Bunnies

Piazza San Francesco 11, lunedì-sabato 4-10pm, domenica 21.00.

Solo pochi anni fa, una birreria in una città così focalizzata sul vino sarebbe sembrata un’eresia, ma il movimento della birra artigianale italiana ha cambiato le regole del gioco.

Adesso i bolognesi che vanno in Via del Pratello per sorseggiare una IPA sono uno scenario comune. Beer 4 Bunnies, il primo pub/shop di questo genere, ha in carta una serie di birre poco note e una scelta a rotazione di tutto rispetto.

La guida del Guardian si sofferma anche su alcuni luoghi imperdibili di Bologna per chi vuole sintonizzarsi con la temperie culinaria che distingue la città.

Souvenir gastronomici

F.I.CO. Eataly World

Se si va a Bologna, è d’obbligo un giro nel grande parco agroalimentare. La colossale creatura che gli amministratori della città insieme a Oscar Farinetti di Eataly hanno dedicato al cibo, si trova poco fuori Bologna, a cui è collegata da un sistema di navette.

Come vi abbiamo raccontato spesso su Dissapore, nei centomila metri quadri di spazio, percorribili con le triciclette (biciclette a tre ruote), si compra e si può accedere a workshop, laboratori, incontri a tema.

[Fico Eataly World avrà il suo hotel 4 stelle]

Da valutare l’alternativa di perdersi nei parchi dimostrativi ma più che altro, nei numerosi bar e ristoranti disseminati lungo il percorso.

Rita Mattioli: corsi di cucina bolognese

pasta fresca, tagliatelle

Le vacanze vi piacciono rilassanti ma senza rinunciare a qualcosa di utile? Iscrivetevi a uno dei corsi di Rita Mattioli, dove imparerete a tirare la sfoglia per le tagliatelle sottile come un velo o a fare un perfetto tiramisù professionale. Ricordate di prenotare (a partire da circa 65 euro, tel 348 341 0168, bolognawelcome.com)

Salumi

Se vi prende la voglia di salumi bolognesi il posto dove andare è la Salumeria Simoni, oggi gestita da Davide, che organizza anche dei tour conditi da gustosi aneddoti sui macellai bolognesi A partire da 10 euro.

Spesa alimentare

Se siete in vena di acquisti gastronomici, i mercatini di Bologna appagano la voglia come meglio non si potrebbe. Al mercato del Quadrilatero –le vecchie vie centrali a sud di Via Rizzoli– si comprano i formaggi de La Baita Vecchia Malga in Via Pescherie Vecchie; i pasticcini di Paolo Atti & Figli in Via degli Orefici; vini e salumi del rinomato Tamburini di via Caprarie.

Oppure, potete fermarvi all’Osteria del Sole in Vicolo Ranocchi, un bar del 1465, dove il vino è economico e il cibo biologico.

Al Mercato di Mezzo in Via Clavature vi aspetta in ogni momento del giorno, e della sera, un boccone informale, mentre il Mercato delle Erbe, in fondo a via Ugo Bassi, è il luogo in cui gli chef si riforniscono di prodotti locali.

Infine, cercate il Mercato delle Terre Via Azzo Gardino, nel cortile del Cinema Lumière, dove ogni settimana oltre 40 venditori propongono di tutto, specie formaggi artigianali, e non lesinano le dimostrazioni culinarie.

Se invece volete qualche indirizzo sicuro dove potervi ristorare in pace, ecco il meglio di quanto Bologna possa offrirvi:

Dove dormire

I Portici Hotel

Stanza doppia solo € 120 (colazione € 15)

All’interno del palazzo Maccaferri, secolo XIX, l’hotel restaurato con cura combina eleganza e comfort. Molte delle 89 tra camere e suite vantano affreschi originali e vista su via Indipendenza.

 

Nel ristorante dell’hotel, con stella Michelin, bisogna provare i piatti dello chef Agostino Iacobucci, in particolare il maialino arrosto con bietole e kumquat (€ 30).

Albergo delle Drapperie

Stanza doppia solo € 95 (colazione € 5).

Albergo da 20 camere nel Quadrilatero, a pochi passi dal viavai serale e da una dozzina di ottimi ristoranti. Gli arredi contemporanei rendono vitale lo stabile antico.

Hotel Metropolitan

Doppie da € 136 B & B

Un hotel moderno e minimalista al quale, i decori d’ispirazione asiatica donano una gradevole aria zen, in contrasto con l’imponente architettura.

Le suite del piano superiore, adiacenti al cortile, sono molto richieste per l’oasi verde, ombreggiata da ulivi e riparata dai rumori della strada, che si gusta dalle vetrate.

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

3 Settembre 2018

commenti (13)

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  1. Avatar fedfex ha detto:

    Una correzione da fare: all’Osteria del Sole il cibo si porta da casa, lì si può solo bere (tendenzialmente vino, in bottiglia o caraffa)

    Quindi zero cibo biologico.

    1. Avatar fedfex ha detto:

      che poi, è proprio tradotto male dall’inglese: “Bologna’s food markets are among the best in Italy: stalls in the Quadrilatero, the centuries-old grid of streets south of Via Rizzoli, are the place to try fine cheeses, at La Baita Vecchia Malga on Via Pescherie Vecchie; pastries, from Paolo Atti & Figli on Via degli Orefici; and anything else, from wine to charcuterie, at Tamburini on Via Caprarie. Pick up your delicacies and head to Osteria del Sole on Vicolo Ranocchi, a raucous bar dating back to 1465, where the wine is cheap and food is BYO.” BYO è un acronimo che sta per Bring Your Own, e non biologico. Peccato, perché come sempre Bologna sembra tutto e niente.

  2. Avatar Vale ha detto:

    Scusate, ma Jacobucci non è più chef ai Portici da un annetto circa. Lo ha sostituito Emanuele Petrosino.

  3. Avatar Alessandra ha detto:

    Agostino Iacobucci ha lasciato il ristorante dei Portici hotel a febbraio scorso.
    L’Osteria del Sole è famosa perché NON serve da mangiare ma solo da bere, il cibo è possibile comprarlo nelle botteghe del mercato intorno o portarlo da casa. Complimenti al fact checking.

  4. Avatar Rollins ha detto:

    da bolognese mi tocca dirvi che i posti buoni li avete tutti evitati come la peste. del resto le segnalazioni sono del tutto ridicole considerando che Berberè di bolognese non ha nulla, il Pappagallo è decaduto da decenni, manca la miglior pasta fresca di Bologna, la miglior salumeria di Bologna. ma la cosa più sconvolgente è venire a sapere che all’Osteria del Sole servono “cibo ecologico”. cioè, servono CIBO all’Osteria del Sole!!!! un locale che spudoratamente invita la clientela di portarsi il cibo da casa. da bolognese trovo questo articolo pura monnezza.

    1. Avatar Ospite non bolognese ha detto:

      Perché non aggiungere qualche nome per noi non bolognesi in modo da non finire in trappole da turisti ?

      Lo chiedo in nome di noi poveri malcapitati di passaggio a cui vengono rifilati sempre i soliti nomi da gente che poco ne capisce di cucina bolognese.

  5. Avatar Valeria ha detto:

    Qui di posti davvero interessanti di Bologna per bere e mangiare c’è davvero poco, oltre ad esserci informazioni errate.
    Uno scivolone SUPER tra i vostri di solito ottimi articoli!
    (Prossima volta fate scrivere questo tipo di articoli a chi la città la conosce davvero…)

  6. Avatar Oco ha detto:

    Ma di cosa vi lamentate? Io trovo questo articolo (traduzione dal Guardian) ottimo: mandiamo tutti i turisti al mercato di mezzo e ad assaggiare gli squisiti salumi di Tamburini, cosi forse non invaderanno posti un po’ piu’ originali. Peccato per la soffiata sull’osteria del sole.

    1. Avatar Rollins ha detto:

      non ci avevo pensato. dai dai tutti al mercato delle erbe che c’è più spazio per noi. che poi il mercato delle erbe è cmq tanta roba.

  7. Avatar Alessandro Ballestrazzi ha detto:

    L’Osteria del sole è effettivamente la più antica della città e una delle più antiche d’Italia, ma NON serve cibo di alcun genere ma solo vino. Tuttavia, come da tradizione, si può tranquillamente portare quello che si vuole e mangiarlo nel locale con il vino comprato in loco. Molti studenti organizzano feste di laurea proprio in questo modo, portando le cose da casa e comprando il vino (la scelta è molto buona). Per il resto la giornalista inglese ha girato bene e i posti indicati sono tutti validi.

  8. Avatar Mirko Inglese ha detto:

    Ah ah!! Che articolo.. un articolo per il turistaccio medio … tutti i posti citati non son eccezzionali per niente; ma la Cantina Bentivoglio?? !!..ovvio che non c’e’ sulla lista.. meno male che non e’ sulla lista…!

  9. Avatar cirenaicadoc ha detto:

    Un articolo sui ristoranti e affini di Bologna, senza bolognesi, presunti tali o studenti fuorisede che arrivano subito a scrivere che la lista è fasulla, per turisti, incompleta al 99% etc, non sarebbe un articolo sulla ristorazione bolognese 😀