Galateo del ristorante post-pandemia

Come la pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere il ristorante, prima e durante la cena: un nuovo galateo.

Ristorante covid

Seguire il galateo è cattiva educazione, questo ormai si sa. Ma esistono delle nuove regole di bon ton per questa nuova normalità in cui viviamo? Sì, ovviamente stiamo parlando di quello: la pandemia, o il post-pandemia se vogliamo assumere che sia finita. Che il Covid e tutto quel che ne è seguito abbia profondamente mutato il nostro rapporto con il cibo – dal boom del delivery all’ennesima ondata di lievitisti casalinghi –  è indiscutibile. E in certi casi, il cambiamento è stato persino in meglio: non conosco persona che pensi di non lavarsi le mani subito prima di mettersi a tavola, ormai. In particolare poi è mutato il nostro rapporto con i ristoranti e l’atto di mangiare fuori, in generale. 

Tanto che la redazione del sempre attentissimo Eater ha tirato fuori alcuni suggerimenti collettivi, che potremmo definire le nuove regole di comportamento al ristorante – e per una volta fortunatamente dicendo “regole” non parliamo di decreti legge e misure di sicurezza obbligatorie. Alcune si adattano meglio alla realtà italiana, altre meno: l’invito è anche a rifletterci e tirare fuori le nostre.

Guardare i social prima di scegliere il ristorante

instagram

Guardare i canali social dei locali, in particolare Instagram, è da qualche anno un passaggio obbligato per capire qualcosa in più dei piatti che andremo a mangiare: molto più del menu scritto che troviamo (e non sempre) sul sito. Ma di questi tempi i social veicolano molto più rapidamente informazioni su dati che possono cambiare da un momento all’altro: variazioni negli orari o nei giorni di apertura, eventuali improvvise chiusure per casi di Covid nello staff. Tutto questo vale in particolare durante le ondate in cui i contagi salgono (sperando che siano solo un ricordo ma non ci giurerei) e intervengono delle norme restrittive; ma anche in assenza di dpcm molti ristoranti hanno ancora orari ballerini, per motivi organizzativi e/o economici, soprattutto quando si tratta di decidere se tenere aperto a pranzo, a cena o entrambi. 

Google ha l’aria di essere preciso ma non è affidabile, i siti spesso sono pagine statiche poco aggiornabili in tempo reale, quindi andiamo su Instagram senza pensarci due volte. E già che ci siamo, buttiamo un occhio alle foto per vedere gli ultimi piatti fuori menu, o dare uno sguardo al posto. Il che ci porta al punto successivo.

Mettersi d’accordo con i commensali

bar

Mangiamo dentro o fuori? Quella che una volta era una semplice preferenza di gusto, una scelta da fare anche all’ultimo momento con tutta la compagnia, così a cuor leggero, oggi è più complicata, implica una serie di accortezze nei confronti dei commensali, degli altri esseri umani con cui abbiamo deciso di condividere una cena. Lo abbiamo visto, alla pandemia ognuno di noi ha reagito in maniera diversa: dal negazionista totale a chi si è murato in casa senza aspettare i lockdown governativi. Sono atteggiamenti, modi di reagire a questa cosa enorme e inaspettata che ci è successa, che solo in parte dipendono da riflessioni razionali, e hanno molto a che fare con la maniera in cui ognuno di noi cerca di preservare la propria sanità mentale. Senza contare chi ha figli così piccoli che non possono essere vaccinati, o ha un sistema immunitario che non regge il vaccino, o viceversa è soggetto a rischio e non si sente sicuro neanche con 4 dosi. Dobbiamo essere tolleranti, innanzitutto con noi stessi. 

Premesso che tutte le posizioni sono da rispettare – nella misura in cui non mettono a rischio la sicurezza altrui, certo – quello che ognuno di noi deve accettare è che può continuare a essere amico di una persona che la pensa in maniera diversa, e che quindi per esempio non si sente ancora a proprio agio nel mangiare al chiuso, soprattutto in orari affollati e in posti in cui i tavolo sono un po’ più stretti. Mettiamoci d’accordo prima, teniamoci pronti più che mai a compromessi, e non ci offendiamo se data la situazione qualcuno viene meno.

Prenotare, prenotare, prenotare

cameriere

Questa è una cosa che stava diventando sempre più necessaria anche prima, ma che adesso è veramente cafone non fare. Con la prenotazione si ha la sicurezza di sedersi nel luogo e all’ora che si vuole, senza brutte sorprese dell’ultimo momento, né attese. Ma soprattutto, prenotando si dà al ristorante la possibilità di organizzarsi al meglio, perché conoscendo il numero dei clienti in arrivo e anche gli orari in cui si presenteranno, lavora bene sia la cucina che la sala: per cui in definitiva è un favore che facciamo a noi stessi. Oggi che i locali lamentano carenza di personale, che le materie prime costano di più e il food waste è una mazzata, prenotare è il primo atto di cortesia che possiamo fare nei confronti della collettività. Non costa nulla, e obbliga solo a organizzarsi un po’ prima, un po’ meglio (vedi sopra).

Certo ci saranno sempre i posti in cui la prenotazione non è necessaria, o addirittura non consentita (beati loro, o forse no). Ma nella maggior parte dei casi il gestore vi ringrazierà. Ah, e naturalmente il secondo atto di cortesia, forse addirittura più importante, è avvertire quando non si può più andare, o se cambia il numero dei commensali, anche di una sola unità: il cosiddetto show-off è un doppio danno.

Ricordarsi della mancia (e non solo)

I lavoratori della ristorazione sono tra i più stressati del pianeta: molti di loro hanno avuto lunghi periodi di pausa forzata non retribuiti, molti si sono resi conto di quanto fosse pesante il lavoro che stavano facendo e hanno smesso, molti altri però sono tornati al proprio posto e devono ora lavorare per due. Soprattutto il personale di sala, è tra l’incudine del gestore e il martello del cliente, che spesso lo accusa di qualsiasi cosa anche di dover controllare il green pass. Per cui, anche se le mance non sono alla lunga la soluzione dei problemi economici della categoria, intanto cominciamo a darle: Eater suggerisce non meno del 20%, ma Eater è americano, negli Usa c’è  tutta un’altra cultura e un altro sistema. Qui, sarebbe già buono il fatto di prendere in considerazione l’opportunità di lasciare qualcosa. E soprattutto, al di là delle mance, essere gentili con chi ci dà da mangiare.

E voi, quale nuova regola di bon ton al ristorante suggerite?