Guida Identità Golose 2019: Gianluca Gorini è lo chef migliore

E infine venne Identità Golose. Ultimo ma non ultimo anche il congresso fondato da Paolo Marchi e Claudio Ceroni dice quali siano i suoi ristoranti preferiti in Italia (e nel mondo).

L’ha fatto stamattina all’hotel Gallia di Milano presentando quella che ancora chiama “guida” senza che lo sia in senso stretto: come tutti sanno Marchi-Ceroni con i ristoranti ci lavorano e quest’anno addirittura ne hanno aperto uno –e pure bello– in quel di Milano.

Dunque il catalogo di Marchi-Ceroni arrivato alla dodicesima edizione non dà voti, non fa classifiche e da tempo ormai non esce nemmeno più su carta, ma solo on-line, gratuitamente: si limita a selezionare i locali con più “identità” –tarata sul palato di Paolo Marchi– e li fa raccontare per benino da 101 esperti (in mezzo alla carica c’è pure lo scrivente, per trasparenza) coordinati dal mio critico italiano preferito, Gabriele Zanatta.

[Il fattore umano a Identità Golose]

[Apre Identità Golose, contro le identità gelose]

1000 schede tra Italia e mondo (vengono toccati 44 paesi) che sono un ottimo strumento per andare a mangiare in luoghi speciali, ognuno a modo proprio.

“Guidare oltre le immagini” è il titolo dell’introduzione, e allude al fatto che troppo spesso ormai si cucina più per Instagram invece che per il palato; ci sono poi dieci “racconti delle città” scritti dai maitre di grandi ristoranti, da Beppe Palmieri a Catia Uliassi, da Cristiana Romito a Enrico Baronetto (“il nostro è il ruolo più difficile, quello del gregario”, dice Palmieri sollecitato a parlare del ruolo della sala).

Questi, dunque, sono i locali e le persone che quest’oggi hanno ottenuto riconoscimenti speciali:

Premio miglior chef pizzaiolo: Gennaro Battiloro di Battil’oro a Seravezza (Lucca)
Premio miglior sommelier: Emanuele Izzo di Piazzetta Milù a Catellammare di Stabia (Napoli)
Premio miglior sommelier donna ad Anna Cardin di Oro dell’Hotel Cipriani a Venezia
Premio miglior maitre ad Alberto Tasinato di Alchimia a Milano
Premio miglior food writer ad Alessandra Dal Monte del Corriere della Sera
Miglior cestino del pane a Lux Lucis del Principe a Forte dei Marmi (Lucca)
Premio birra in cucina a Giuseppe Lo Iudice e Alessandro Miocchi di Retrobottega di Roma.
Premio miglior sous-chef a Remo Capitaneo di Enrico Bartolini al Mudec a Milano
Premio sorpresa dell’anno ad Alberto Gipponi di Dina a Gussago (Brescia)
Premio giovane famiglia alla Famiglia Alajmo de Le Calandre a Sarmeola di Rubano (Padova)
Premio miglior chef pasticcere a Lucia De Prai di The Cook a Genova
Premio miglior chef straniero a Ricard Camarena del ristorante omonimo di Valcencia
Premio miglior chef a Gianluca Gorini di DaGorini a San Pietro in Bagno (Forlì-Cesena)
Premio la miglior chef a Karime Lopez di Gucci Osteria a Firenze

Il congresso si terrà a marzo 2019, sarà intitolato “Il fattore umano: costruire nuove memorie”. La “guida”, invece, sarà on-line questo pomeriggio.

Ora con recensioni, voti, cappelli, stelle, schede, gamberi e compagnia è (quasi) finita.

Giusto in tempo per le cene di Natale.

Luca Iaccarino

3 dicembre 2018

commenti (1)

Accedi / Registrati e lascia un commento

«