di Caterina Vianello 25 Maggio 2018

Recensioni fasulle, inventate, pagate. E battaglie legali, carriere stroncate.

Voialtri ristoratori vessati da TripAdvisor, da anni ogni giorno in trincea per difendere la reputazione da giudizi infamanti, ora avete un nuovo modello, un esempio da seguire per difendervi dagli avventori maleducati.

Mettete da parte la diplomazia usata finora, magari mangiandovi il fegato, e seguite la nuova paladina. Ce la presenta Il Fatto Quotidiano (solo per abbonati), si chiama Mary Marchese, è siciliana e possiede uno dei ristoranti messicani più famosi di Milano: La Parrilla Mexicana.

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Il motivo per cui tutti i ristoratori che frequentano TripAdvisor la vogliono emulare, è la totale assenza di cautela nel replicare ai commenti negativi dei clienti.

Se qualcuno si azzarda a scrivere parole ingiuriose o scorrette, Mary dissotterra l’ascia di guerra e sfodera un linguaggio non proprio in punta di forchetta.

Nessun “gentile cliente” scritto a denti stretti, la Mary sfodera uno stile colloquiale e disinibito che le ha già procurato un divertito nugolo di seguaci.

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A questo punto siete curiosi? Eccovi qualche esempio per capire se il Mary style può adattarsi a voi.

Ecco Andy, che si lamenta dei prezzi alti. La replica di Mary è “Meglio se rimani a casa visto che ti lamenti sempre dei prezzi alti nelle recensioni… infatti scrivi bene solo di ristoranti cinesi e pizzerie, chissà come mai! Adios !”.

Per Elisa D, che scrive “Locale buio strapieno con paccottiglia pseudo-messicana!”, la sentenza di Mary è la seguente: “Cara Elisa, se vuoi ti posso utilizzare come paccottiglia da appendere al ristorante in una zona privilegiata: il bagno. Adios!”.

A Matteo, che critica la cena, Mary risponde per le rime: “Torni nel mio ristorante così posso dirle quello che penso di lei in faccia. Nel frattempo spero che i miei nachos le siano andati di traverso!”.

Kevin 92 si lamenta che nel menù a prezzo fisso non c’era abbastanza da bere, Mary non le manda a dire: “E come mai alla fine eravate tutti ubriachi? Forse per risparmiare ulteriormente andavi in giro per i tavoli vuoti a bere gli avanzi? Va al Mc Donald’s la prossima volta, potresti fare il pagliaccio!”.

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Alessandro scrive che il personale versa continuamente il vino nel bicchiere e a una certa ora si è sentito cacciato dai camerieri. Mary ne ha anche per lui: “Ci sono persone come te che stanno lì a litigare con la fidanzata guardando il telefonino con tanta gente che aspetta fuori…Ah. Ti spiego il perché il cameriere riempiva il bicchiere della tua fidanzata: perché per galanteria lo avresti dovuto fare tu, anziché guardare le vicine del tavolo a fianco”.

Federica p: “Per digerire mi ci sono voluti due giorni!”. Mary: “La cucina messicana è a base di cipolle, peperoni e salsa piccante. Cosa pensavi quando sei venuta qui? Di mangiare minestrina?”.

A tal Chiaralunanappy, che ha scelto la Parrilla per un compleanno in famiglia (con figli e nipoti), lamentando “troppa confusione, cibo molto molto piccante e neanche uno sconto”, Mary la sanguinaria, fa sapere:

“Carissima signora Chiara, capisco tutto, però il mio ristorante non è assolutamente adatto a tutti, Da noi è una festa, quindi si fa’ baldoria… mi spiace ma sei lei giustamente cercava la tranquillità e il mortorio ha sbagliato posto… E poi, in un ristorante messicano cosa pensava di mangiare La minestrina??? E perché dovevo farle lo sconto? E una nuova legge che forse io non conosco? Poi ho visto che ogni anno scrive la stessa recensione su di noi!!! Ma perché ritorna? E masochista forse?  Mi spiace signora cara ma forse sarebbe meglio che non torni più da me. ADIOS”.

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Si potrebbe continuare, ma vogliamo lasciarvi la possibilità di scoprire altri zuccherini indirizzati dalla battagliera ristoratrice ai suoi clienti insoddisfatti.

Ma non sarà troppo? E se tutta questa aggressività si trasformasse in un boomerang?

Mary ritiene di non distribuisce offese a caso o senza fondamento: le sue sono repliche puntuali a critiche non veritiere.

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Al Fatto Quotidiano ha detto:

“Ero stufa di subire recensioni negative infondate. Chiedo sempre se il cibo è ok, mi rispondono di sì, ma riconosco già dalle facce e dai modi di fare chi scriverà delle critiche. Il mio rispondere non mi fa perdere clienti, anzi, ne acquisto molti perché ormai la gente si diverte a leggere le mie risposte e viene appositamente nel ristorante per conoscermi. Molti ristoratori mi chiamano per dirmi che faccio bene, che loro non hanno il coraggio di essere così”.

[Crediti | Selvaggia Lucarelli per Il Fatto Quotidiano]