È stata presentata ieri, con qualche pallida novità, la guida Ristoranti d’Italia 2019 del Gambero Rosso. Disponibile online al prezzo scontato di 18,70 euro (da 22) si troverà in edicola a partire dalla prossima settimana. Prima di passare in rassegna al solito medagliere, con tutti i premi assegnati e relativi appunti nostri, qualche considerazione generale.

Le premesse sull’andamento del settore sono ottimistiche, in odore di anacronismo: dice il Gambero, lanciando il tomo sul web, che 2813 ristoranti schedati non sono poi così tanti, se pensiamo che 15 milioni di italiani mangiano fuori casa tra le 3 e le 4 volte la settimana, e che “l’enogastronomia nostrana sta ufficialmente archiviando la crisi”. Convinti loro.

[Peggio di Milena Gabanelli foodblogger c’è solo il Gambero Rosso che risponde a Milena Gabanelli foodblogger]

[Le migliori pasticcerie d’Italia: siete d’accordo con il Gambero Rosso?]

Segue la presa d’atto maxima, quella che ci raccontiamo oramai da tempo: il fine dining e l’osteria contemporanea assottigliano i confini, sempre più sfocati. E di conseguenza le “Tre forchette” e i “Tre gamberi”, premi assegnati rispettivamente ai ristoranti e alle trattorie.

I PREMI DELLA GUIDA

TRE FORCHETTE

Capolista assoluto per il Reale di Niko Romito, che detiene la prima posizione, sempre con lo stesso punteggio, per il secondo anno. Gli altri grandi nomi seguono a ruota, con qualche variazione pressoché impercettibile, misurata in centesimi.

Le “Tre Forchette” sono sempre 38, nel complesso. Cambiamenti? Pochi: compaiono La Peca di Lonigo (VI), Lido 84 di Gardone Riviera (Brescia), premiato lo scorso anno per il “miglior servizio di sala” e un Cracco – Milano, aperto quest’anno e scritto nel destino.

[Cracco in Galleria: il ristorante, non la pizza]

I tre sostituiscono il Romano di Viareggio (LU), il S’Apposentu di Casa Puddu di Siddi [VS], e Atman a Villa Rospigliosi di Lamporecchio [PT], non più pervenuti nella ambita lista del Gambero, sempre facendo il paragone con l’anno passato.

Ecco la classifica, con i punteggi:

96
Reale – Castel di Sangro (AQ)

95
Le Calandre – Rubano (PD)
Osteria Francescana – Modena
La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri – Roma

94
Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui Due Golfi (NA)
Piazza Duomo – Alba (CN)
Torre del Saracino – Vico Equense (NA)
Uliassi – Senigallia (AN)
Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)

93
Enoteca Pinchiorri – Firenze

92
Cracco – Milano
Laite – Sappada (BL)
Lorenzo – Forte dei Marmi (LU)
Madonnina del Pescatore – Senigallia (AN)
Dal Pescatore – Canneto sull’Oglio (MN)
Seta del Mandarin Oriental Milano – Milano
La Siriola La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares – San Cassiano/Sankt Kassian (BZ)
St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina – San Cassiano/Sankt Kassian [BZ]
La Trota – Rivodutri (RI)
Da Vittorio – Brusaporto (BG)

91
Agli Amici dal 1887 – Udine
Enrico Bartolini Mudec Restaurant – Milano
Berton – Milano
D’O – Cornaredo [MI]
Duomo – Ragusa
Taverna Estia – Brusciano (NA)
La Madia – Licata [AG]
Quattro Passi – Massa Lubrense [NA]
Ilario Vinciguerra Restaurant – Gallarate (VA)
Casa Vissani – Baschi (TR)

90
Da Caino – Montemerano (GR)
Le Colline Ciociare – Acuto (FR)
Imàgo dell’Hotel Hassler – Roma
Lido 84 – Gardone Riviera (Brescia)
Miramonti l’Altro – Concesio (BS)
Il Pagliaccio – Roma
Pascucci al Porticciolo – Fiumicino (RM)
La Peca – Lonigo (VI)

TRE GAMBERI

La lista è un copia-incolla di quella dell’anno scorso, fatto salvo per due new entry romane, che portano i “Tre Gamberi”, ovvero le trattorie ben considerate dal Gambero, da 25 a 27:  Armando al Pantheon e Mazzo, finalmente annoverato tra i migliori, benché non sia proprio una novità.

[Mazzo a Centocelle: il più piccolo grande ristorante di Roma]

Angiolina – Pisciotta [SA]
Antica Osteria del Mirasole con Locanda – San Giovanni in Persiceto (BO)
Antichi Sapori – Andria (BT)
Armando al Pantheon – Roma
All’Osteria Bottega – Bologna
La Brinca – Ne [GE]
Ai Cacciatori – Cavasso Nuovo [PN]
Il Capanno – Spoleto (PG)
Consorzio – Torino
Al Convento – Cetara [SA]
Caffè La Crepa – Isola Dovarese [CR]
Futura Osteria – Monteriggioni [SI]
La Locanda delle Grazie – Curtatone [MN]
La Locandiera – Bernalda [MT]
La Madia – Brione [BS]
Locanda Mariella – Calestano (PR)
Masseria Barbera – Minervino Murge [BT]
Mazzo – Roma
Nerodiseppia – Trieste
Osteria Ophis – Offida [AP]
Osteria del Treno – Milano
Pretzhof – Val di Vizze/Pfitsch [BZ]
Sora Maria e Arcangelo – Olevano Romano [RM]
Tischi Toschi – Taormina [ME]
Trippa – Milano
Vecchia Marina – Roseto degli Abruzzi [TE]
Osteria della Villetta dal 1900 – Palazzolo sull’Oglio [BS]

TRE BOTTIGLIE

Tra i migliori wine bar del Gambero entra Barnaba di Roma ed esce Oste della Mal’ora di Terni, per uno spaccato che nel complesso appare incartapecorito. Da qualche annetto la propensione ai “vini naturali” e il format, sempre più diffuso, che associa belle etichette a una piccola cucina ricercata, hanno portato il concetto di wine bar su un altro livello. In questa lista, diciamo, se ne vede poco la traccia.

La Baita – Faenza [RA]
Barnaba – Roma
Le Case della Saracca – Monforte d’Alba [CN]
Damini Macelleria & Affini – Arzignano [VI]
Del Gatto – Anzio [RM]
Al Donizetti – Bergamo
Enoteca Fiorentina – Firenze
Enoteca Marcucci – Pietrasanta [LU]
Roscioli – Roma
Trimani Il Wine Bar – Roma

TRE BOCCALI
Dice il Gambero che le seguenti sono le “migliori birrerie” d’Italia, aggiungendo alla lista dei soliti nomi il Nidaba di Montebelluna (TV). Questa è probabilmente la fotografia meno aggiornata della scena italiana, complice la scarsa attenzione del giornalismo gastronomico italiano in materia di birra.

[Gabriele Bonci ha detto che non lavorerà più con Birra del Borgo]

Passi la supremazia del marchio Baladin, che ha iniziato ad abbinare le proprie birre al buon cibo prima di tutti gli altri, e che con lo chef Christian Meloni Delrio continua a dare filo da torcere agli altri. Passi pure la presenza dell’Osteria di Birra del Borgo che, da poco orfana di Gabriele Bonci, continua ad affiancare birra industriale a quella artigianale, senza distinzioni.

Vogliamo parlare dell’esplosione di ristoranti birrari e birrerie con cucina valida di questi ultimi due anni? No, evidentemente è ancora tabù.

Casa Baladin – Piozzo (CN)
Nidaba – Montebelluna (TV)
Open Baladin – Roma
L’Osteria di Birra del Borgo – Roma

TRE MAPPAMONDI


Una sola aggiunta ai “migliori locali etnici”: Sudest1401 di Venezia.

[Iyo è ancora, probabilmente, il ristorante etnico migliore di Milano]

Casaramen – Milano
Iyo – Milano
sudest1401 – Venezia
Wicky’s Wicuisine Seafood – Milano

TRE COCOTTE

Rivoluzionato, invece, il panorama dei “migliori bistrot” a cui si aggiunge, doverosamente, la sede romana di Spazio, nuovo progetto di Romito, oltre a Cucina.eat di Cagliari, Amo a Venezia e Pisacco a Milano. Scompare il Donatella Bistrot di Oviglio (AL).

[Spazio di Niko Romito a Roma: cosa funziona e cosa meno]

Amo – Venezia
Caffè Propaganda – Roma
Cucina.eat – Cagliari
Lanzani Bottega & Bistrot – Brescia
Pisacco – Milano
Spazio Niko Romito – Roma

PREMI SPECIALI

Seguono i premi speciali, dai quali è stato eliminato il “Ristorante con la miglior proposta di abbinamento cibo/birra”, a dimostrazione di quanto detto sopra. Fa da apripista l’arcinoto (e arcibravo) Michelangelo Mammoliti, stellato del Roero citato come miglior cuoco emergente, anche se una stella nascente lo era qualche menù degustazione fa.

[Io ve lo dico: la Madernassa è un’esperienza quasi unica in Italia]

Cuoco Emergente Premio Alessandro Narducci

Michelangelo Mammoliti | La Madernassa – Guarene (CN)

La novità dell’anno
Casa Rapisarda – Numana (AN)

Il ristoratore dell’anno
Nuccia De Angelis – D.one Ristorante Diffuso – Roseto degli Abruzzi (TE)

Miglior comunicazione digitale
Madonnina del Pescatore – Senigallia (AN)

Servizio di sala
Il Faro di Capo d’Orso – Maiori (SA)

Servizio di sala in albergo
George’s del Grand Hotel Parker’s – Napoli

Terra e ambiente

“Valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti”.

Balzi Rossi – Ventimilgia (IM)

Caffè La Crepa – Isola Dovarese (CR)

Agli Amici dal 1887 – Udine

Ristorante con la miglior proposta di piatti di pasta
Al Convento – Cetara (SA)

Miglior pane in tavola
Kresios – Telese Terme (BN)

Ristorante che valorizza i grandi prodotti caseari Dop italiani
Locanda San Lorenzo – Alpago (BL)

Il pastry chef dell’anno
Leonardo Zanon – Agli Amici dal 1887 – Udine

Miglior rapporto qualità/prezzo

Almare – Fano (PU)
La Bandiera – Civitella Casanova (PE)
Biafora – San Giovanni in Fiore (CS)
Osteria Casa di Mare San Domenico – Forlì
Da Felice – Chiavari (GE)
Il Foro dei Baroni – Puglianello (BN)
Locanda dei Buoni e dei Cattivi – Cagliari
Mocajo – Guardistallo (PI)
Pensando a Te – Baronissi (SA)
Senza Tempo Osteria – Caggiano (SA)
Tosto – Atri (TE)

[Crediti link: Gambero Rosso]

commenti (1)

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  1. Avatar Me Medesimo ha detto:

    O sono io che non ho capito, o siete voi che vi siete spiegati male, dite nell’articolo che bottura è passato da 95 a 94 e poi lo mettete nella lista dei 95?