di Federico Di Vita 2 Novembre 2020
Ventuno Bistrot; Firenze

Cercando di barcamenarci tra le montagne russe di DPCM che sembrano intenzionati a stringere e allentare misure qui e là a seconda della forza dell’epidemia, proviamo a tenere botta e dal nostro osservatorio gastronomico registriamo bussole e barometri settandoli su nuovi orari e costumi, per cui al momento sulla ruota di Firenze è uscita una dilatata ora di pranzo, che dalle 12 spinge le cucine dei ristoranti a un’unica tirata fino a farli chiudere direttamente alle 18 (e un pasto consumato alle 17 non vogliamo neanche sapere come sareste intenzionati a chiamarlo).

E dunque eccomi qui a consigliare posti aperti a pranzo che meritino una visita, per un pasto in sicurezza, ovviamente, da consumarsi tra pub, trattorie e ristoranti più eleganti. Dalla proposta più veloce (un boccone al volo), fino a quella più strutturata, il tutto in rigoroso ordine crescente di prezzo – coprendo così ogni fascia: dai 15 euro ai 150.

Dunque, ecco i ristoranti di Firenze aperti a pranzo da provare in questi giorni, fino alle 18, prima che un nuovo DPCM non cambi ancora le carte in tavola.

Diorama

dumplings Diorama; Firenze

Via pisana 78r, Firenze

Partiamo dal basso, ovvero dal più cheap tra i pranzi che vi propongo. Credo possiate mangiarlo al Diorama, di gran lunga il miglior pub in città. Qui la scelta di birre artigianali è profonda e raffinata (sei spine, una spina a pompa e una vasta selezione di bottiglie) e la cucina creativa e sorprendente, che pur partendo da ingredienti spesso comuni riesce a stupire grazie alla perizia ai fornelli del titolare, Daniele Bertelli (tra le cui proposte invernali spicca un ramen di ottima qualità).

Inoltre da poco il Diorama ha messo in carta – ma lo trovate solo il sabato e la domenica – un brunch al prezzo di 12 euro (in cui troverete 2 uova sunny side up – cioè fritte a occhio di bue –, 2 french toast, del guanciale croccante, 2 Wiener Wurstel, dei fagioli al pomodoro e un succo d’arancia, o un caffè). I titolari assicurano che esistono anche opzioni per i vegetariani, che nel dubbio ho preferito non vagliare.

Bistrot Santa Rosa

Lungarno di Santa Rosa, Firenze

A due passi dal Torrino Santa Rosa, non sul fiume ma all’interno del giardino Henri Dunant, troviamo questo locale chic, in gran parte accolto in quella che è in effetti una serra-veranda, con finimenti in ferro battuto, sediole e lampadari hipster, gran cura per i dettagli anche vegetali, con piante coltivate un po’ ovunque, anche tra i cuscini fuori dal locale, dove su altri tavolini in ferro si può sostare.

Si mangia bene, la cucina è italianissima, attenta alle materie prime e con qualche raro tocco fusion: sa farsi apprezzare. Il posto è noto anche per dei pantagruelici brunch domenicali per cui non si trova mai posto se non prenotando ma di questi tempi non so se siano ricominciati. L’atmosfera è amabile e “per niente fiorentina”, come si dice in questi casi, tutta la situazione è infatti di ascendenza piuttosto newyorkese.

Da Zero

Da Zero

Lungarno Ferrucci 9/R, Firenze

Dato che ormai l’ora di cena è preclusa perché non concedersi una pizza a pranzo? Tanto vale provare la novità in città (già nota ai lettori di Dissapore): la cilentana Da Zero, una storica sede a Vallo della Lucania, una pizzeria a Torino, tre a Milano e una nuova di zecca proprio a Firenze.

L’approccio di Da Zero è semplice, non è una pizza gourmet (definizione abusata e ormai un po’ vuota), ma una pizzeria napoletana contemporanea, in cui una base classica viene accompagnata da una alta qualità nella scelta delle materie prime, generalmente cilentane ma a volte proposte in interessanti combinazioni con i prodotti del territorio di adozione. Gli abbinamenti sanno essere insieme semplici e sorprendenti proprio grazie al carattere spiccato dei prodotti selezionati. Tra le pizze abbondano in menu le “rivistazioni” dei grandi classici, che però prendono note a volte decisamente particolari: quando per esempio il pomodoro è il datterino giallo, la margherita cambia faccia (e soprattutto gusto) spinta dalla sua soave e spiccata dolcezza. Da segnalare ad esempio l’uso sapiente e raro che lì viene fatto della mozzarella nella mortella, eccezionali i fritti. Try to believe.

Trattoria Sabatino

trattoria sabatino firenze

Via Pisana 2r, Firenze

Tipicissima e verace trattoria fiorentina, vero punto di riferimento simbolico del quartiere in cui si trova: l’Oltrarno. La storica Trattoria Sabatino ci accoglie col suo ambiente informale, interamente accolto in una grande aula decorata con strumenti contadini e qualche foto delle personalità che nel tempo hanno mangiato qui. La proposta gastronomica è così tradizionale da sembrare quella della nonna, una nonna tuttavia che conosce i pezzi forti della cucina toscana, e sa alternarli con una interessante serie di special proposti a cadenza quotidiana (e che se non si arriva presto è difficile ordinare). Fino a prima dell’epidemia il menù del giorno (un menu che cambia di giorno in giorno, buon segno) era stampato con una vecchia macchina da scrivere, un tocco d’antan forse destinato a perdersi. La Trattoria Sabatino è inoltre economicissima e piacevolmente accogliente.

Trattoria Mario

trattoria da mario

Via Rosina 2r, Firenze

La Trattoria Mario è in una posizione che può trarre in inganno, così centrale e così votata alla ricezione dei turisti. Invece qui l’ambiente è rustico quanto tipico: mattonelle bianche, menu attaccato alla parete con lo scotch, finiture in legno che ispirano fiducia così come la cucina a vista e i solidi tavolacci della tradizione contadina toscana. La versione della cucina di Firenze che viene proposta è perfettamente centrata e non priva di interessanti detournement.

È tutto come ve lo aspettereste se non un po’ meglio, così come lo è l’ambiente, i cui tocchi di fiorentinità (alquanto kitsch) sono esibiti al punto che non mancano pendenti gigli dorati, coccarde della Viola, ritagli di giornale con antiche imprese calcistiche o addirittura lo Juve Merda esibito sul retro della lavagnetta portatile, mostrata fieramente da uno dei gestori del locale. In più, se ci andate nei prossimi mesi, non farete nemmeno la fila: i turisti mancheranno per un bel po’.

Trattoria Da Burde

Trattoria Da Burde

Via Pistoiese 154, Firenze

La storica e sempre eccellente Trattoria Da Burde si trova in via Pistoiese, su un brandello di strade che pare – perché è – inghiottito dalle estreme propaggini cittadine. Quando si entra qui ci si trova infatti in un locale da paese, che fa da bar, da enoteca, tabaccheria e tavola calda, tanto che verrebbe da chiedersi se ci sia una trattoria vera e propria, che in effetti c’è ma non si vede, e vi si accede per una porticina a vetri sul retro del bancone. Aperta solo a pranzo anche di solito possiamo considerare Da Burde uno dei veri templi fiorentini della carne, che qui viene servita in diversi tagli e di diverse razze bovine. Da provare anche i bolliti, i dolci (rustici ma notevolissimi), la carta dei vini poi è un riferimento assoluto.

Ventuno Bistrot

Ventuno Bistrot; Firenze

Via de’ Vespucci 21, Firenze

Un posto quasi unico a Firenze nel suo genere (di fatto una bistronomia) la cui diversità si respira già di fronte al locale, a cui si accede suonando un campanello – proprio come succede negli speakeasy – sotto una piccola veranda in vetro e ferro battuto di ispirazione vagamente liberty. Una volta all’interno lo spazio si svela simile a quello di una elegante casa al piano terra, in cui si alternano due sale con stili tra loro diversi: un primo da un ristorante ricercato, e un secondo più grande e informale, arredato con mobili in legno rustico e qualche origami. Giocando sul civico, ovviamente il 21, il menu viene cambiato ogni 21 del mese e le pietanze in carta (dolci a parte) sono 12 – insomma i ragazzi (qui lavorano in tre, tutti under 30) si divertono a ragionare in modo “binario”. Diamogli un’occhiata a questo menu: i quattro antipasti vanno dai 12 ai 14 euro, i primi dai 14 ai 16, i secondi dai 17 ai 26. C’è inoltre la possibilità di tentare due percorsi “al buio”, in cui ci si affida alle scelte dello chef per 5 portate (a 43 euro) o 7 (a 58); più in autunno un terzo percorso al tartufo da 69 euro. Molto curata e interessante la carta dei vini.

Gucci Osteria da Massimo Bottura

gucci osteria da massimo bottura firenze

Piazza della Signoria 10, Firenze

In una cornice tanto accogliente quanto esteticamente impareggiabile – siamo del resto nel più splendido dei salotti urbani fiorentini – potrebbe capitarci l’occasione di visitare Gucci Osteria, i cui invisibili mestoli sono azionati (in remoto) da Massimo Bottura. In loco invece a gestire la situa è la bravissima Karime Lopez, nata a Città del Messico nel 1982, unica donna tra le ultime trentatrè stelle assegnate dalla Guida Michelin Italia nel 2020. Karime Lopez non è nuova ai riconoscimenti né è estranea al mondo dell’alta cucina, avendo lavorato prima con Virgilio Martinez al Central di Lima, poi al Mugaritz, al Noma, al Pujol e infine all’Osteria Francescana, dove ha conosciuto è sposato Taka, ovvero Takahiko Kondo, secondo di Bottura a Modena. Dato che in questi giorni la cucina della Gucci Osteria è aperta dalle 12 alle 18, tanto vale provarla per quello che potrebbe essere anche l’ultimo pranzo pre-lockdown (speriamo di no, ma chissà…).