di Anna Silveri 15 Novembre 2018

Lo so che Roma vs. Milano è la madre di tutte le baruffe italiane, ma se qualcuno avesse l’ardire di chiedermi dove si mangia meglio, ci cascherei di nuovo con tutte le scarpe.

Lo ha appena chiesto Andrea Cuomo che, nemico giurato della mala gastronomia com’è, scrive piacevoli cose gastronomiche su Il Giornale (cosa che non capita spesso).

[Si mangia meglio a Roma o a Milano?]

Ne ha ben donde, come si dice. È romano e vive a Milano. Un pezzo di vita qui, un altro boccone là ma comunque mangiando. Pertanto ha preso la domanda molto sul serio rispondendo con voti e giudizi distribuiti tra diverse voci, dai ristoranti stellati allo street food.

Allora, si mangia meglio a Milano o a Roma, l’avete deciso?

Ristoranti stellati

Per dirla con Il giornale vince Milano 6 a 5. Nonostante la capitale abbia il ristorante tre stelle Michelin –La Pergola, chef Heinz Beck– che alla capitale morale, per ora, manca. È vero che negli ultimi anni Milano è diventata la città delle imprese di ristorazione che danno lavoro a 13.000 persone, con uno scenario ridisegnato a tutti i livelli, stellati compresi. Ma a Roma ci sono ancora ventuno ristoranti stellati per un totale di 24 stelle Michelin, a Milano 19 insegne con 23 stelle.

Ristoranti etnici

Non c’è gara, Milano sopravanza Roma di 3,5 punti nel giudizio di Cuomo. Perché tra le brume meneghine l’offerta di locali esotici vale quella di Londra o Parigi. No, New York fa gara a sé.

Senza contare che il capoluogo lombardo ha due ristoranti stellati (“il giapponese Iyo e il contaminato Tokuyoshi”, li descrive Cuomo) mentre Roma nemmeno uno. Intendiamoci, Green T, Hasekura o il più recente Zuma sono tutti indirizzi molto raccomandabili, ma la scena romana non spicca certo per completezza.

[Ristoranti: Roma sempre più simile a Milano, 5 indizi fanno una prova]

Trattorie

La vittoria di Milano per 6 a 5 secondo Il Giornale presta il fianco a infinite polemiche. Molte trattorie romane hanno avuto il buonsenso di non cambiare mai –come Checchino in via di Monte Testaccio–, altre invece si sono lasciate contaminare facendo nascere la trattoria post moderna, una su tutte l’Osteria Fernanda.

Ma secondo Cuomo il turismo ha devastato il settore e oggi sono pochi gli indirizzi affidabili nella capitale –Betto e Mary, Felice a Testaccio, Cesare al Casaletto, da Danilo. Il giornalista è perentorio: Milano vinche perché “a Milano c’è Trippa, vera trattoria del XXI Secolo”.

Pizzerie

Cuomo fa andare in scena il primo pareggio: voto 6,5 ciascuno. Perché dal letargo che accumunava le due capitali fino a vent’anni fa Roma si è svegliata prima. Non “inventando la pizza gourmet”, come sostiene il giornalista, altrimenti uno come Simone Padoan –il pizzaiolo veneto de I Tigli– potrebbe risentirsi, ma uscendo per prima dal lungo medioevo del lievitato grazie a locali come Sforno, La Gatta Mangiona, In Fucina.

Poi è successo che l’espansione milanese di bar, ristoranti e locali, inarrestabile da molti anni, abbia coinvolto per fortuna anche le pizzerie. E oggi tra gli spin-off napoletani guidati da Sorbillo, le pizze a degustazione di Lievità o Taverna Goumet, e le nuove arrivate tipo Assaje o Marghe, la bilancia pende verso Milano.

[7 pizze magnifiche a Milano]

Ristoranti alternativi

Impossibile in questo caso non sottoscrivere Cuomo parola per parola: “Milano per vegani e crudisti è un paradiso, Roma ancora un purgatorio. Roma 5, Milano 7”.

[A Milano c’è un piccolo boom di ristoranti romani]

Street food

Al netto di una robusta scelta di primi piatti, rinforzata da trippa, coda e una buona dose di carciofi, il resto dei giorni cosa si mangia a Roma? Si mangia street food. Ce n’è ovunque, a qualsiasi ora, bello, brutto, buono o cattivo. Nel cuore dei romani il cibo di strada si è scavato una breccia che Porta Pia al confronto “je spiccia casa”.

Senza contare che Roma ha supplì, filetto di baccalà e pizza al taglio. Una superiorità schiacciante ratificata anche dai voti di Cuomo –Roma 8, Milano 5,5– perfino generosi con Milano.

Aperitivi

Qui le parti si invertono. Nonostante il Jerry Thomas, uno dei cocktail bar migliori del mondo, che traina la scena capitolina seguito da altri buoni indirizzi, contraddire Cuomo quando sostiene che “non c’è partita, Milano inventa e Roma imita”, è complicato. Pertanto Roma 5, Milano 8.

Colazione

Espresso e cornetto (Roma) contro brioche e caffè speciali (Milano). La contrapposizione sbrigativa di Cuomo, che finisce con un pareggio, 7 a 7, rende parziale giustizia agli specialty coffee di Faro – Luminari del caffè, gran bel posto per una colazione romana, o alla raffinata pasticceria francese di La Patisserie des Reves che tanto piace ai milanesi. Citate invece le suggestioni francesi di entrambi le capitali, a Roma Le Levain, a Milano Égalité.

[10 colazioni senza rivali a Milano]

[10 colazioni senza rivali a Roma]

Pasticcerie

Cristalli di zucchero resta una buona pasticceria, i lieviti de La Portineria sono probabilmente i migliori della capitale.

Ma Cuomo ha ragione da vendere quando scrive che l’attitudine milanese, moderna alla Pavè o classica in stile Martesana, è più solida di quella romana. Senza dimenticare l’evento più dirompente del 2018 tra le pasticcerie milanesi: l’arrivo in città di Iginio Massari. Roma 6, Milano 7,5.

Botteghe

Sul tema i giudizi del giornalista per metà romano e per l’altra milanese sono solo positivi. Cuomo non nota segni di cedimento in posti come Peck e Castroni. L’Annunciata e Liberati. Longoni e Bonci. Dal punto di vista delle botteghe le due città hanno poco da invidiare alle principali capitali europee. Roma 8, Milano 8.

mercato centrale roma, liberati

Risparmiandovi la voce “tipicità” arriviamo al gran totale dei punteggi che dice Roma 67,5 e Milano 74.

Pertanto il sorpasso è compiuto. La spinta gourmet dei facili orpelli e degli impiattamenti ha prevalso sul disincanto e la rusticità capitolina. Avete deciso se è così anche per voi?

[Crediti | Il Giornale]

commenti (18)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    Direi Milano, anche perchè ad occhio mi sembra abbia molte meno trappole per turisti.
    Risolta la questione tra queste due, numeri di stellati a parte, per me si mangia meglio nel resto d’Italia, soprattutto a livello di cucina normale. Che sia nord, centro o sud poco cambia. Anche a livello di prezzi.

  2. Avatar Daje ha detto:

    “perché tra le brume meneghine l’offerta di locali esotici vale quella di Londra o Parigi.”
    Ahahahah, ma chi vogliamo prendere in giro? Milano è la migliore in Italia (per l’etnico) ma è distante anni luce da Londra e Parigi (in questa categoria).

    1. Avatar Mcop ha detto:

      Concordo in pieno. Scrivere che Milano vale Londra per ristoranti esotici è una corbelleria incredibile. Ma questo c’+ mai stato a Londra? O bella, che scemenza….

  3. Avatar ScR ha detto:

    Se si mangiasse meglio a Milano, mi spiegate il perché del improvviso boom di ristoranti e trattorie che offrono piatti tipici (spessso e volentieri mal fatti/riusciti) della cucina romana? E poi parliamoci chiaro, riguardo la colazione solo per il fatto di fare pagare l’acqua mentre si prende il caffè e un insulto, un crimine punibile con una cazzo di Ghigliottina. E poi smettetela di dire trappole per turisti, quelle ci sono ovunque, non solo Roma e Milano. Anzi, a Milano e peggio perché ti sparano risotto e ossobuco alla milanese che magicamente arriva in 15min, dove i pistilli di zafferano te li sogni e soprattutto non si rispetta la cottura di 50-60 Min del Ossobuco. Senza che si vada oltre, ognuna la pensa come vuole ma gli indizi ci sono eccome. La tradizione culinaria romana spopola a Milano mentre quella milanese a Roma, purtroppo (perché e buonissima quant’è borghese e di classe old school) spopola da quei 4-5 ristoranti trappole per turisti. Poco importa il numero degli stellati se alla fine soltanto una piccolissima parte dei cittadini della città può permettersi di mangiare presso i suddetti ristoranti.

    1. Avatar Grammarnazi ha detto:

      Ossobuco cotto 50 minuti forse in giargiania 🙂
      Amico mio… sotto le due ore parliamo di un’altro piatto. Naturalmente, nessun ristorante al mondo potrà mai preparartelo al momento, al contrario di un risotto.
      Non entro nella diatriba di dove si mangi meglio, Roma la conosco troppo poco per esprimere giudizi. Ma sono sicuro che anche lì la coda alla vaccinara non la preparano al momento dell’ordine 😉

    2. Avatar Abi ha detto:

      Invece a Roma quando chiedi la coda alla vaccinara ti dicono “guardi c’è da aspettare un 6 ore le porto qualcosa nel frattempo?”

    3. Avatar Me Medesimo ha detto:

      Sinceramente… sfido a non trovare un ristorante che non faccia la vaga imitazione alla cotoletta alla milanese anche nella Roma più truce, quindi la Cotoletta alla milanese mangia in testa a molte trattorie romane.

      Milano + 1

    4. Avatar ScR ha detto:

      Ragazzi avete ragione e torto allo stesso tempo. Ho preso come esempio risotto e ossobuco perché e un capolavoro della cucina lombarda insieme ad altri piatti ma forse e il più conosciuto. E come la Carbonara per Roma. Per quanto riguarda la cottura ognuna la pensa come vuole, a casa io seguo quella 50min. Dove vi sbagliate sta nella coda alla vaccinara. Capolavoro della tradizione culinaria romana, a malapena si trova nelle vecchie trattorie per via della sua complicata e lunghissima preparazione. Se qualcuno la fa nei ristoranti usa la coda di vitello che e comunque più morbida come consistenza e si cuoce in meno della metà del tempo rispetto a quella di bue che prevede la ricetta originale. Quel piatto e nato come tradizione dei vaccinari (coloro che allevavano i bovini), e sempre stato un piatto da condividere in famiglia e perciò sempre preparato a casa. Quasi mai nei ristoranti. Entrambe le città hanno un ottima tradizione culinaria, vivendo a Roma sono di parte, anche perché qua il profumo del pepe nero appena macinato, del guanciale che sfrigola in padella e il rumore del guscio del uovo che si rompe, già costituisce un orgasmo e fa venire l’acquolina in bocca. E ovviamente, la Carbonara e sacra, e quella linea sottile che separa la vita dalla morte. Almeno per noi e cosi. E quindi, sarebbe impossibile dire che a Milano si mangia meglio.

    5. Avatar Renato ha detto:

      “Perché qua il profumo del pepe nero appena macinato, del guanciale che sfrigola in padella e il rumore del guscio del uovo che si rompe, già costituisce un orgasmo e fa venire l’acquolina in bocca. E ovviamente, la Carbonara e sacra, e quella linea sottile che separa la vita dalla morte.”… Dio mio quanta retorica campanilista. Fidati che di piatti più buoni daa carbonara ce ne sono tantissimi 🙂

    6. Avatar ScR ha detto:

      @Me Medesimo. E inutile litigare perché come alcuni fanno schifosa la cotoletta alla milanese, lo stesso fanno i Milanesi coi piatti romani. Ah , e se pensi che una buonissima quanto banale cotoletta metta Milano a +1 rispetto a Roma, allora devi scendere coi piedi per terra, perché Roma stravince con carbonara, amatriciana,gricia,cacio e pepe, puntarelle alla romana,coda alla vaccinara,Quinto quarto, TRIPPA,Rigatoni alla pajata, Coratella d’abbacchio, Saltimbocca, senza scordarsi del piatto più sublime che frega Milano e la sua tradizione culinaria, Carciofi alla Romana o alla Giudia. E quest’ultimo assieme a tutti gli altri e il piatto più stuprato e malfatto a Milano. Quindi mo? Roma 12+ e Milano invece 3. L’importante e mangiare per bene e stare fedeli alla tradizione e non stuprare i piatti come fanno in America ed altri paese. Il cibo dovrebbe essere ciò che ci unisce al posto più sacro per noi, la tavola. Quindi evitiamo di essere : ITALIA, un paese diviso da un cibo comune. Basta che se magna, ognuno la pensa come vuole. Il Duomo e bello, ma come diciamo a Roma, sti gran cazzi perché abbiamo la 7 meraviglia del mondo: IL COLOSSEO.

    7. Avatar Renato ha detto:

      “Puntarelle alla romana,coda alla vaccinara,Quinto quarto, TRIPPA,Rigatoni alla pajata, Coratella d’abbacchio, Saltimbocca, senza scordarsi del piatto più sublime che frega Milano e la sua tradizione culinaria, Carciofi alla Romana o alla Giudia.”… tutta roba che, saltimbocca esclusi, mi fa discretamente schifo, pazienza 😉
      Sull’elogio sperticato der colosseo come prova di chissà cosa non mi esprimo: quando penso a Roma le prime cose che mi vengono in mente sono la crisi dei rifiuti e del trasporto pubblico, e la sua continua espansione urbanistica senza controllo e senza qualità. A ciascuno il suo 🙂

  4. Avatar Ganascia ha detto:

    Noto che gli etnici sono maggiormente diffusi dove la cui la locale è meno interessante

  5. Avatar RobNob ha detto:

    Ahimè… La Portineria sembra esser stata chiusa definitivamente.
    Almeno così si legge su internet…

    1. Avatar Renato ha detto:

      Due pizzerie come Sbanco e La Gatta Mangiona, a Napoli non entrerebbero neanche tra le prime 50… esageratamente costose, e neanche eccelse alla fine.

  6. Avatar Renato ha detto:

    Sulla pasticceria non c’è semplicemente storia: Milano stravince. La scena gastronomica romana è sicuramente migliorata negli ultimi anni, ma la pasticceria rimane il tallone d’Achille di una città dove per “dolce” si intende o lo scadente cornetto a base di margarina del baretto sotto casa, od il vassoio di dozzinali pastarelle delle tante datate pasticcerie di quartiere che abbondano di Nutella e grassi vegetali. Sono anni che vivo nella provincia romana, ed ogni volta che cerco un buon dessert mi rendo conto che i posti meritevoli si contano sulle dita di una mano.