di Cinzia Alfè 13 Gennaio 2018

“Ridateci i piatti!”. Questa è l’implorazione rivolta dall’attrice inglese Tracy-Ann Oberman quando la cena nel ristorante spagnolo dello chef otto volte stellato Martin Berasategui si è trasformata in altro: una specie di delirio gastronomico.

Nei giorni scorsi l’attrice, che forse qualcuno ricorderà nella soap opera “East Enders”, ha postato alcune immagini su Twitter per testimoniare le velleità pseudo-artistiche dei cuochi stellati, che sconfinano sempre più spesso nel kitsch.

Le vittime sono soprattutto i piatti, rimpiazzati dagli chef con continui rimandi all’arte moderna, più appropriati secondo il loro ego a valorizzare quelle che considerano vere opere gastronomiche.

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Oberman, a cena con il marito nel ristorante tre stelle Michelin di Lasarte-Oria, un tempio culinario nelle vicinanze del cammino per Santiago di Compostela, dove il menu degustazione da 14 portate costa 220 euro, si è vista servire un blocco di pietra legato da una corda robusta, tanto per iniziare, al cui interno svettava qualcosa di bianco e morbido.

Il marito dell’attrice si è avventurato nell’assaggio della misteriosa sostanza per scoprire con raccapriccio che si trattava di… un tovagliolo.

A commento dell’immagine l’attrice ha scritto sarcastica: “Sai che il locale è stellato quando i tovaglioli sono infilati in una specie di portacoltelli dell’epoca di Neanderthal’.

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Ma le sorprese nel ristorante di Martin Berasategui sono continuate.

Alla coppia sono toccate altre creazioni servite su tavole di legno o in tronchi cavi di materiale indefinito, tutte introdotte dal personale di sala con una supponenza che rasentava il fanatismo religioso.

Non a caso Oberman ha scritto di aver gustato “cibo delizioso servito da fanatici su supporti da pura follia” chiedendosi se è questo ciò che succede “quando si hanno una, due o tre stelle Michelin”.

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Per sfogare il rammarico, comprensibile visto il prezzo di una torta di mele (28 euro), l’attrice inglese ha chiamato in causa il noto profilo Twitter: “We Want Plates” (esiste anche su Facebook, seguitelo, regala grandi soddisfazioni), la cui mission è riportare le pietanze nei loro contenitori naturali, i piatti tanto bistrattati.

Anche voi potete potete, usando l’hashtag #wewantplates, confessare ai ristoranti di ogni ordine e grado tutta la nostalgia per le care vecchie fondine Ginori.

Altrimenti sappiatelo: questo è ciò che vi aspetta. Perfino in un ristorante tre stelle Michelin.

[Crediti | Daily Mail]