Un uomo rischia di mangiare il tovagliolo, che ha scambiato per un piatto stellato

“Ridateci i piatti!”. Questa è l’implorazione rivolta dall’attrice inglese Tracy-Ann Oberman quando la cena nel ristorante spagnolo dello chef otto volte stellato Martin Berasategui si è trasformata in altro: una specie di delirio gastronomico.

Nei giorni scorsi l’attrice, che forse qualcuno ricorderà nella soap opera “East Enders”, ha postato alcune immagini su Twitter per testimoniare le velleità pseudo-artistiche dei cuochi stellati, che sconfinano sempre più spesso nel kitsch.

Le vittime sono soprattutto i piatti, rimpiazzati dagli chef con continui rimandi all’arte moderna, più appropriati secondo il loro ego a valorizzare quelle che considerano vere opere gastronomiche.

[Le 16 cose peggiori che i ristoranti hanno usato al posto dei piatti]

Oberman, a cena con il marito nel ristorante tre stelle Michelin di Lasarte-Oria, un tempio culinario nelle vicinanze del cammino per Santiago di Compostela, dove il menu degustazione da 14 portate costa 220 euro, si è vista servire un blocco di pietra legato da una corda robusta, tanto per iniziare, al cui interno svettava qualcosa di bianco e morbido.

Il marito dell’attrice si è avventurato nell’assaggio della misteriosa sostanza per scoprire con raccapriccio che si trattava di… un tovagliolo.

A commento dell’immagine l’attrice ha scritto sarcastica: “Sai che il locale è stellato quando i tovaglioli sono infilati in una specie di portacoltelli dell’epoca di Neanderthal’.

[Regole per impiattare: come si compongono i piatti]

Ma le sorprese nel ristorante di Martin Berasategui sono continuate.

Alla coppia sono toccate altre creazioni servite su tavole di legno o in tronchi cavi di materiale indefinito, tutte introdotte dal personale di sala con una supponenza che rasentava il fanatismo religioso.

Non a caso Oberman ha scritto di aver gustato “cibo delizioso servito da fanatici su supporti da pura follia” chiedendosi se è questo ciò che succede “quando si hanno una, due o tre stelle Michelin”.

[Il Santo di Martin Berasategui]

Per sfogare il rammarico, comprensibile visto il prezzo di una torta di mele (28 euro), l’attrice inglese ha chiamato in causa il noto profilo Twitter: “We Want Plates” (esiste anche su Facebook, seguitelo, regala grandi soddisfazioni), la cui mission è riportare le pietanze nei loro contenitori naturali, i piatti tanto bistrattati.

Anche voi potete potete, usando l’hashtag #wewantplates, confessare ai ristoranti di ogni ordine e grado tutta la nostalgia per le care vecchie fondine Ginori.

Altrimenti sappiatelo: questo è ciò che vi aspetta. Perfino in un ristorante tre stelle Michelin.

[Crediti | Daily Mail]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

13 gennaio 2018

commenti (16)

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  1. motown ha detto:

    Nel film commedia Spy, la protagonista Melissa McCarthy finisce per mangiare un tovagliolo posto allo stesso modo :-)))

    1. Andrea verona ha detto:

      Vero vero… Lo hanno fatto vedere qualche giorno fa in tv..:-))

  2. TittiCanarinoMannaro ha detto:

    Odio profondo quando mi portano il cibo sulle lastre di pietra ! Ormai una moda dilagante in qualsiasi bettola con velleità di ristorazione di un certo livello

    1. Paolo Mandelli ha detto:

      COME TI CAPISCO !!!
      DURANTE LE VACANZE DI NATALE IN UN RISTORANTE DELL ALTO ADIGE MI HANNO PORTATO UNA LASTRA DI PIETRA LUNGA 43 CM , PER FORTUNA ABBIAMO PRESO PORTATE DIVERSE ALTRIMENTI NON CI SAREBBERO STATE ALLINEATE SUL TAVOLO .
      ANNI FA IN UN RISTORANTE CHE FREQUENTAVO ABITUALMENTE LASCIAVO LE MIE POSATE , PERCHE LE LORO ERANO IMPOSSIBILI , FARO’ COSI ANCHE CON I PIATTI.

    1. Riccardo ha detto:

      Incredibile, è solo gennaio e hai già vinto il premio per il commento più scemo del 2018. Congratulazioni!

    2. Orval87 ha detto:

      Se non passa la risposta deduco che Riccardo sia uno dello staff hahahaa

    3. ROSGALUS ha detto:

      Condivido sempre le distinzioni e lo spirito critico anche quando sfociano nella polemica piu’ virulenta.
      Le offese sono altra cosa e restano intollerabili nei confronti di chicchessia siano rivolte.
      E penso proprio che Riccardo sbagli.

    4. Riccardo ha detto:

      Caro Rosgalus, io invece penso che qua chi sbaglia davvero sia la moderazione, che permette che uno come Orval abbassi regolarmente il livello della discussione e del sito tutto coi suoi commenti ripetitivi, banali o, peggio che mai, stupidi come questo. Ma tant’è, giusto o sbagliato che sia, la moderazione ha il diritto di pubblicare quello che vuole. Di conseguenza, però, tutti quanto abbiamo il diritto di farglielo notare come preferiamo, esattamente come fa lui.
      A lui non piace e pensa che sia sempre un complotto, vedi sopra, ma la verità è molto più semplice. Solo che lui non lo capisce.
      Per inciso: se per te scrivere che un commento è scemo è “un’offesa intollerabile”, è più un problema tuo che un dato di fatto.

    5. Giggi ha detto:

      Orval, sei milanese?
      Così per sapere….

    6. ROSGALUS ha detto:

      Rispondo a Riccardo ribadendo un concetto : quale che sia l’argomentazione sostenuta da chiunque di noi , penso che questa debba essere presa come un dato di fatto anche quando è diametralmente opposta ai nostri convincimenti.
      Sono molto anziano e forse – per eccesso di cautela – considero offese quelle argomentazioni che stanno sopra le righe e che possono apparire come forzature.
      Esagero ? Puo’ darsi. ma questo fa parte del mio vissuto.
      In certe argomentazioni mi sono trovato d’accordo con le tesi di Orval e proprio per questo non penso di essere persona irrispettosa o che deforma la realta’.
      Mettiamoci dunque, reciprocamente, un poco di piu’ di buona volonta’ per capirci meglio: ne gioverà di molto il nostro apporto su tanti argomenti.
      A presto Riccardo !

    7. Riccardo ha detto:

      Rosgalus, potrei anche essere d’accordo con te, ma davvero secondo te quella di Orval è un argomento, un’opinione, una frase che ha senso rispetto all’articolo e aggiunge in effetti qualcosa alla discussione?
      Secondo me no, ed è così nella stragrande maggioranza dei suoi commenti.
      Ben venga qualsiasi tipo di opinione; ma, al contrario, frasi fatte, becere e vuote come “Basta stare a casa” (o un qualsiasi suo altro commento standard) possono e meritano di essere sbertucciate – esattamente come fa lui, peraltro, ogniqualvolta ne ha l’occasione – se proprio dobbiamo sempre, sempre, sempre trovarcele tra i piedi.
      Comunque stimo il tuo punto di vista, anche se ritengo che non valga la pena sprecare tutta questa pazienza e buona volontà con gente così, che nemmeno ci prova.

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