di Anna Silveri 23 Maggio 2018

“Sei proprio uno snob!”. Dico a te: quante volte ti ci hanno apostrofato? E ti sei irritato, pensando che il tuo senso critico e il tuo amore per i buoni ristoranti non fanno male a nessuno.

Eppure guardi gli altri mentre ordinano, attendono, mangiano al ristorante e ti senti circondato da individui simili a te. Gli italiani. Nessuno dei quali, ora ne hai la conferma, è esente da tic, manie e ossessioni quando mangia fuori di casa.

Il 94% di chi va a pranzo o a cena fuori ammette di avere qualche fissazione. Ce lo ha fatto sapere Doxa con un sondaggio basato su oltre 2.000 interviste.

[Io mangio da sola (al ristorante). Istruzioni per l’uso]

Volete sapere quali sono?

MANIE DEGLI ITALIANI AL RISTORANTE

1. Rumore

La resistenza al rumore, come dire… resiste. Chi non si aspettava un simile plebiscito dovrà ricredersi: i locali caciaroni innervosiscono il 58% degli italiani.

2. Il posto

Tranquilli, quei momenti di imbarazzante indecisione, spesso riempiti da indecifrabili spostamenti verso un tavolo e poi un altro alla ricerca del posto consono, non sono una vostra esclusiva.

Secondo gli italiani la scelta del tavolo dove sedersi merita questo e altro. Prediletto è il centro della sala.

Bocciati i tavoli che nel loro gergo i ristoratori definiscono “Siberia”, cioè quelli vicino alla toilette o alla porta d’ingresso, solitamente piena di spifferi.

[Fenomenologia della prenotazione al ristorante]

Non amiamo nemmeno mangiare seduti sullo sgabellone, come di solito accade al bancone di alcuni ristoranti.

Curiosità che non ci rende onore come popolo: c’è anche chi (il 2%), vittima di vecchie superstizioni, non vuole il posto all’angolo per paura di non sposarsi.

3. Pulizia

Osservate speciali le mani del cameriere: sono pulite? Sudaticce? Le unghie sono tagliate? Quando infila le dita nei piatti per consegnarli al tavolo, il cameriere diventa il nostro nemico.

4. Mangiare da soli

Ad Amsterdam, abbiamo salutato l’apertura di ristoranti con solo tavoli per un commensale. In Italia no. Non riusciamo a sfatare il luogo comune: mangiare da soli al ristorante è sinonimo di singletudine malinconica e un po’ sfigata.

[Eenmaal il primo ristorante con tavoli singoli ad Amsterdam]

Ma è davvero un luogo comune?

Beh, il fattore culturale conta: non capita spesso, come invece succede all’estero, di vedere persone sole, specie se donne, sedute in un bistrò o nel dehors di un locale in placida solitudine.

Oppure è tutto molto più semplice, per gli italiani il bello di una cena resta la condivisione e allora, a mangiare da soli, si sentono in imbarazzo.

LE ALTRE ABITUDINI DEGLI ITALIANI AL RISTORANTE

In media, gli italiani escono a pranzo e/o a cena circa 6 volte al mese. I giorni preferiti sono venerdì e sabato sera seguiti dalla domenica e dal mercoledì.

Ci spingono verso il ristorante in questo ordine: la voglia di stare bene con se stessi e staccare la spina, il desiderio di socialità e relazione, infine la voglia di sperimentare nuovi cibi.

Prosperano i nuovi servizi per la consegna a domicilio, ma solo un italiano su 10 preferisce mangiare a casa propria che al ristorante.

Siamo invece affascinati dalla tecnologia: prenotiamo con il cellulare, lo facciamo anche più volentieri se possiamo scegliere la posizione del tavolo e pagare direttamente via telefonino.

Scegliamo un posto nuovo in base alla posizione del ristorante, tendiamo cioè a provare i locali vicino a noi.

[Le 10 persone più noiose da portare al ristorante]

Scopriamo i ristoranti che non conosciamo grazie al passaparola tra amici e parenti, e poi leggendo le recensioni online sui siti dedicati.

Tra i piatti preferiti domina l’italianità, la pizza è al primo posto, seguita dalla cucina mediterranea, la trattoria e la cucina etnica. Quindi cucina internazionale al Nord e street food o locali da aperitivo al Sud.

In media, per un pasto fuori casa, spendiamo intorno ai 21 euro. Se vogliamo essere più precisi: per una pizza si spendono 16 euro, per la trattoria si sale a 20 euro e per l’etnico a circa 23 euro. Si arriva a 30 euro per la cucina mediterranea.

Per finire un dato molto interessante. Il 69% degli intervistati da Doxa dichiara di condividere con gli altri l’esperienza fatta al ristorante usando il passaparola o i social media; in particolare il 63% racconta l’esperienza se positiva e il 43% se è stata negativa.

[Odio il tavolo sociale al ristorante, e voi come me ma non volete ammetterlo]

Chi condivide l’esperienza negativa sul web, lo fa in particolare per mettere in guardia i futuri clienti, con l’obiettivo di creare una specie di circolo virtuoso tra utenti. Solo il 15% lo fa solo per sfogarsi dell’esperienza poco piacevole.

Per i clienti dei ristoranti che raccontano le loro esperienze sul web contano in ordine: la qualità del cibo (81%) i prezzi (79%) la pulizia del locale (74%).

[Crediti | Ansa]