Panettoni artigianali: i 30 migliori tradizionali del 2018

Attenzione. La classifica dei migliori panettoni artigianali tradizionali è tornata. Dopo l’accidentata edizione del 2017, con esclusioni eccellenti e strascichi polemici, state per leggere la balena bianca delle classifiche di Dissapore sul panettone. Arrivata all’edizione numero 4, è ormai il compound del potere pasticciero.

Quest’anno poi, sette palati bene allenati hanno testato 70 (settanta!) dolci di Natale. Il risultato di questi assaggi “alla cieca” è una lista di 30 panettoni tradizionali, con parecchie novità tra nuove entrate e rientri in classifica.

La Campania ha impiantato la sua élite nella classifica, era già successo nel 2017 con 11 pasticcerie su 30, quest’anno sono 12. Seguono Veneto e Lombardia, lì dove il “pane di Toni” è stato inventato: una geografia qualitativa ormai stravolta.

Un po’ di cose che potete fare adesso:

– Appagare la curiosità navigando tra le classifiche del passato;

– Ripassare le regole richieste ai pasticcieri per far parte delle classifiche;

– Leggere o rileggere la classifica 2018 dei 20 panettoni creativi pubblicata ieri, mentre domani arriveranno i 10 migliori panettoni artigianali degli chef.

[Panettoni artigianali: i 20 migliori “creativi” del 2018]

Se invece siete impazienti, scoprite i 30 migliori panettoni tradizionali del 2018: fino al 21esimo posto le pasticcerie sono citate, con tanto di indirizzo, dal 20esimo posto in poi ogni pasticceria ha la sua scheda.

#30 MINCUCCIO (nuova entrata)

Prezzo: 28,00 €.

Bar Mincuccio, Largo Colombo, 1 – Palagiano (TA).

#29 ALESSANDRO SERVIDA PASTICCERIA (nuova entrata)

Prezzo: 35 €.

Alessandro Servida Pasticceria – Viale Risorgimento 55, Pantigliate (MI)

#28 RIGACCI ’48 (-11)

Prezzo: €. 28,00

Pasticceria Fratelli Rigacci ’48 – via Pablo Picasso 14, 50020 Cerbaia Val di Pesa (FI)

#27 DOLCIARTE (-1)

Prezzo: €. 32,00

Dolciarte – Via Trinita’ 52, Avellino

#26 PASTICCERIA GABBIANO (-17)

Prezzo: €. 32,00

Pasticceria Gabbiano – Via Lepanto 153, Pompei

#25 PASTICCERIA MAMMAGRAZIA(+1)

Il vero punto di forza è il profumo inebriante, sembra di stare davanti al forno acceso durante la cottura. Motivati dal brillante piazzamento ottenuto tra i panettoni creativi, avevamo molte aspettative per il dolce della pasticceria  Mammagrazia.

In parte deluse perché in quel forno acceso il panettone avrebbe dovuto restare ancora un po’. Eppure, continuiamo ad annusare i profumi…

Prezzo: €. 28,00

Pasticceria Mammagrazia – Via Russo 136/142 – Nocera Superiore (SA)

#24 INFERMENTUM (-8)

Il panettone di Francesco Borioli (con Luca dal Corso, Danielle Massella, Elisa Dalle Pezze nella compagine imprenditoriale di Infermentum) è alto con la cupola grossolana, lo stile milanese, la pasta porosa, soffice ma leggermente spenta nel colore.

Altre note: dolcezza contenuta (meglio così) e un intenso profumo di burro.

Prezzo: €.28,00

Infermentum – Via Nicolò Copernico 38, Stallavena (VR)

#23 PASTICCERIA MAZZALI (nuova entrata)

Dal packaging finto-informale esce un panettone dall’aspetto insolitamente roccioso. Ma l’impasto dalla tessitura fittissima conquista, armonico, non troppo dolce, dal retrogusto acidulo.

I profumi sono di lievito e pane, la distribuzione di canditi è generosa, seppure in gruppi ravvicinati.

Prezzo: €. 30,00

Pasticceria Mazzali – Via Matteotti, 47 – 46037 Governolo (Mantova).

#22 ENOTECA POSILLIPO(+7)

Per essere bello, il panettone di Mario, Gianmarco e Michele, factotum del locale in viale Ceccarini, a Riccione, è bello. Perfino sfarzoso nella crosta dalla natura funky, con la granella di zucchero corpulenta, senza sbavature.

Bella anche la confezione, un pacco sorpresa che si apre a fiore con tanto di manico d’atelier

E allora?

Dal tripudio di uova, granella e mandorle ci saremmo aspettati profumi più vivaci, nella pasta color oro l’alveolatura è irregolare e i canditi non abbondano. La morbidezza invece è ineccepibile.

Prezzo: €. 29,00

Enoteca Posillipo – Via dell’orizzonte 1, Gabicce Monte (PU)

#21 PASTICCERIA DE VIVO (nuova entrata)

Un panel d’assaggio da 70 panettoni ci ha insegnato a riconoscere lo stile dei pasticcieri campani. Se ne distacca abbastanza Marco De Vivo –pasticceria tra gli scavi e il santuario di Pompei– con questo Vesuvio di panettone, voluminoso, lucido, con una scarpatura (l’incisione a croce della parte superiore del panettone) da artista.

Nonostante l’armonia della trama sia da perfezionare, la pasta gialla e spugnosa rilascia profumi intensi di arancia e miele. Squisite le uvette australiane “cinque corone”.

Prezzo: €. 33,00

Pasticceria De Vivo – Via Roma 36, Pompei

#20 ANGELO GRIPPA PASTICCERIA (stabile)

Sanfranciscensis lactobacillus: l’abbiamo scritto sotto dettatura con tanto di spelling. Niente paura: sono i fermenti lattici di questo panettone, confezionato da Angelo Grippa nella sua pasticceria di Eboli. 

Ecco la sintesi dell’assaggio: rigore formale mitigato dalla passione campana. Da una parte il cappello color zabaione e la pasta dalla tessitura imponente. Dall’altra una scelta degli ingredienti personalizzata: uova di gallina bianca livornese, burro di latteria, zucchero di canna, cedri canditi trasparenti che sembrano smeraldi.

Il punto è che l’abbiamo annusato più volte, e niente, quest’anno i profumi non sono la forza del lievitato di Angelo Crippa.


Prezzo: 30 €.

Angelo Grippa Pasticceria – Via S. Bernardino 21, Eboli (SA)

#19 MARRA PANE PASTICCERIA (nuova entrata)

Certo non puoi definirlo un debuttante Alessandro Marra, che ha iniziato in zona Cantù, provincia di Como, negli anni Settanta. Ma è uno dei nomi nuovi delle nostre classifiche 2018.

Addirittura quinto tra i panettoni creativi, con un dolce che quasi stordiva per i profumi di albicocca e fava di Tonka, ci ha fatto pensare al bis per la bellezza del suo panettone tradizionale: alto, ben sviluppato, cupola (la sommità del dolce) frastagliata con croce inflitta: davvero un bel colpo d’occhio per chi subisce il fascino del ruvido.

Peccato che al taglio sorprenda meno con una mollica pastosa dominata (perfino troppo) dal bergamotto: nei profumi, nei sapori e nel colore aranciato. Fatichiamo un pò.

Prezzo: €. 34,00

Marra pane pause e delizie – Via Sesia 6 – Cantù

#18 PASTICCERIA PASQUALE MARIGLIANO (-7)

Dopo l’inciampo tra i panettoni creativi, riecco il Pasquale Marigliano che conosciamo: il più francese dei pasticceri italiani, allievo di Pierre Hermé, i dolci al cioccolato e le praline scoppiettanti da strapparsi le vesti.

La cupola del panettone basso è lucida, il sapore concentrato, l’arancia candita talmente buona che qualcuno si è messo a piluccarla, ravanando impunemente con le dita tra un’uvetta australiana e l’altra, mentre la pasta evaporava in bocca come fosse neve.

Prezzo: €. 32,00

Pasticceria Pasquale Marigliano – Via Fonseca 146, Nola

#17 PAVE’ (-8)

Habitué delle classifiche di Dissapore.

Che siano gelati artigianali o panettoni tradizionali i signori Pavè –Diego Bamberghi, Giovanni Giberti e Luca Scanni– un salottino/bistrot alla volta (arredo di recupero, atmosfera rilassata e informale, possibilità di leggere un libro o fermarsi a lavorare), hanno aperto tre locali in 5 anni: caffetteria, gelateria e dal 2017 anche Pavè Break.

Quest’anno si sono distinti per la lievitazione memorabile del panettone creativo, con gli alveoli che urlano tali e quali a un quadro di Munch.

È andata meno bene con il panettone tradizionale, soprattutto per l’alveolatura imperfetta della pasta, bisognosa di maggiore umidità. Al contrario la scarpatura, cioè il taglio a croce nella parte alta del panettone, ha rivelato una cottura esemplare.

Prezzo: €. 36,00

Pavè – Via Felice Casati 27, Milano

#16 DOLCE FIEMME (nuova entrata)

Il compromesso storico del panettone si è consumato a Cavalese, in provincia di Trento. Filippo Pasetto, il pasticciere di Dolce Fiemme, è veneto, ad aiutarlo in laboratorio c’è Lina, campana.

Il dolce rivela cura ossessivo-compulsiva per la cupola, liscia come pelle di pesca. La tessitura dell’impasto, poco attento al colore, è meno esaltante.

Se i profumi sono contenuti nonostante la presenza dell’arancia Navel, la pasta ha la consistenza dello zucchero a velo, con lo strappo netto e preciso come dev’essere.

Prezzo: €.30,00

Pasticceria Dolce Fiemme – via Muratori 1, Cavalese (TN)

#15 PASTICCERIA MARISA (-2)

Che sia un fuoriclasse Lucca Cantarin (sì Lucca, niente refusi) lo abbiamo scritto più volte. Nome a parte, l’altro vezzo hipster sono gli occhiali, poi stop.

Il resto è pragmatismo veneto, con una squadra di 28 collaboratori a lavorare duro nel laboratorio di Arsego di San Giorgio delle Pertiche, provincia di Padova, e la nuova gelateria Marisa aperta ad Aprile.

La lievitazione “a stufa”, con ventilazione accesa, mette la firma di Cantarin sul panettone subito riconoscibile.

Interno giallo di pasta soffice inumidito dai grandi canditi, che ci sono nonostante non si vedano, nascosti dalla trama fitta della pasta. Cupola sferica montata alla perfezione, profumi di brioche appena sfornata, che durano malgrado il passare dei giorni.


Prezzo: €. 32,00

Pasticceria Marisa – Via Roma 422, San Giorgio delle Pertiche (PD)

#14 PASTICCERIA CAPPIELLO (nuova entrata)

Un cuscino uniforme e basso, comodo pure per una pennica, quello di Luigi e Michele Cappiello, campani pure loro, manco a dirlo.

Panettone giallo di uova e tremulo di burro, con l’uvetta bionda di dimensioni considerevoli, acidula e succosa. L’impasto regge alla prova dell’indice, torna su, elastico e gagliardo, il color malto della crosta non si è mai visto prima in un dolce di Natale campano, o quasi.

Il morso non lesina in burro e uova, anche se l’agrumato prevale su tutto, rotolando verso Sud.

Prezzo: 26,00
Pasticceria Cappiello – Viale del Consiglio D’Europa 32 – Santa Maria Capua Vetere (CA)

#13 PASTICCERIA TABIANO (+12)

Claudio Gatti, numero uno nella classifica dei panettoni creativi 2018 con la focaccia ai grani antichi, rispetta la tendenza del naturale, s’impegna nel filone delle intolleranze alimentari, insegue da tempo la lista degli ingredienti –bio e local– più breve possibile.

Il suo panettone tradizionale di Parma dal caratteristico taglio a stella con sette punte, mette in mostra una lievitazione magistrale, bel lavoro de “la madre”, il lievito che l’estroso pasticciere parmigiano considera di famiglia.

Gatti è encomiabile perché rinuncia con cocciutaggine a tutto ciò che è fuori dalla propria traiettoria di pasticciere artigianale autentico, ripagato da focacce che ci piacciono molto, a iniziare dal colore dorato scuro della crosta.

Prezzo: €. 30,00

Pasticceria Tabiano – Via alle Fonti 7, Tabiano (PR)

#12 FORNO BRISA (nuova entrata)

Tre locali in altrettanti anni a Bologna (il terzo inaugura domani in via San Felice). E anche il ruolo di rivelazione 2018 nella classifica dei panettoni creativi di Dissapore.

Ma quanto sono bravi l’abruzzese Pasquale Polito, allievo del panettiere-guru Davide Longoni, e gli altri dell’autodefinita “hardcore bakery” emiliana, qualunque cosa significhi?

E che ingredienti nei loro dolci di Natale! Grani antichi, farine di tipo 2, burro di Normandia, zucchero di canna bio.

Ciò detto, forma e rotondità possono non essere impeccabili –lo vedete dalle foto– ma qui si va aldilà delle regole di un panettone perfetto. La veneziana –insomma, il mandorlato che lo ricopre– è la più buona di questo panel d’assaggio, con decine di mandorle e il miele d’arancia usato anche nella glassa.

L’impasto vive di una semplicità spugnosa che non si dimentica facilmente.

Prezzo: €. 31,00

Forno Brisa – Via Galliera 34D, Bologna

#11 PANIFICIO ASCOLESE (-2)

Fuori dai denti: avevamo aspettative diverse.

Come vuoi che sia il panettone di un panificio, in questo caso è gestito dai fratelli Ascolesi a San Valentino Torio, provincia di Salerno? Ragionando per cliché pensavamo a colori tenui e un marcato sentore di lievito.

Nient’affatto.

I cedri canditi fuoriescono come piccoli gioielli dagli alveoli della pasta color giallo vivo, quasi fluorescente, che rilascia profumi di burro e pan di Spagna. Soffice e perfino troppo umida, aiutata com’è dall’ottima uvetta “sei corone”.

Prezzo: €. 30,00

Panificio Ascolese – Via Vetice, 53, 84010 San Valentino Torio (SA)

#10 OLIVIERI 1882 (+9)

Nulla è fuori posto in questa nuvola di panettone, risultato di una lievitazione lunga che pare quasi un incantesimo.

Pasta leggera e delicata nonostante il carico di uova e il potente profumo della frutta lavorata in proprio nelle vasche di canditura. La vaniglia Bourbon da sola è valsa il ripasso degli assaggiatori. Ancora e ancora.

Bella prova la scarpatura (il taglio a croce sulla sommità) eseguita da virtuosi del panettone.

Nicola Olivieri, il giovane mago dei lievitati del grande spazio Olivieri 1882, dove convivono pasticceria, laboratorio, gelateria, panificio e pizzeria, è parte ormai del gotha della pasticceria nazionale.

Prezzo: €. 30,00

Olivieri 1882 – via Alberti, 13 Arzignano (VI)

#9 SAPORE'(+4)

Le cose si mettono bene per Renato Bosco anche nei panettoni.

I primi approcci erano stati poco ortodossi, ma già nel 2017 il dolce milanese del “pizzaricercatore” veronese di Pizzarè, Saporè, Saporè Stand Up e Downtown, famoso per il pane e per la pizza, ci era piaciuto tanto da arrivare in zona top ten.

Dove entra a pieno titolo quest’anno grazie a un panettone dai sapori dosati con logica e garbo, con un lieve profumo vanigliato sul finale.

Un cuscino gonfio e alto, adagiato con garbo e chiuso nel pirottino, dal colore giallo vivo con ammalianti riflessi aranciati. Burro, uova e vaniglia si schiudono nel palato in successione, per poi armonizzarsi sul finale.

Prezzo: €. 30,00

Saporè – Piazza del Popolo 46, San Martino Buon Albergo (VR)

#8 PASTICCERIA VIGNOLA (stabile)

Il ribelle calmo. Oppositore garbato del panettone che artigianale non è ma finge di esserlo.

E allora ribadiamolo: il panettone artigianale è fatto di farina, zucchero, tuorli freschissimi (non meno del 4% del totale), burro (non meno del 16%), uvetta e scorze di agrumi candite (non meno del 20%), lievito naturale costituito da pasta acida e sale.

E controllate sempre la data di scadenza.

Inscatolato nella classica confezione verde-Irpinia dalla resistenza anti caduta, spunta un milanese basso ma vaporoso, con la pasta lievitata 40 ore.

Le alveolature sono perfette, a nido d’ape, incastrate in un loop dolcissimo tra estetica e gusto, sostenuto dalle tipiche sfumature zabaione del taglio a croce sulla sommità del panettone.

Prezzo: €. 32,00

Pasticceria Gelateria Caffè Vignola, Via G. Maffei 11-13, Solofra (Av)

#7 SAL DE RISO (rientrato)

Giustamente famoso per le delizie al limone, la torta ricotta e pere, i babà in tutte le forme e sapori, i cioccolatini cremosi profumati di finocchietto selvatico, Sal De Riso ha sfornato il primo panettone della sua vita nel 1989, un anno dopo aver aperto la pasticceria di Minori, in zona limone sfusato amalfitano.

E se i dolci rivisti dal pasticcere che –anche per sbaglio, anche solo una volta– avete visto in tv, fanno della sovrabbondanza e dell’iperbole la loro forza (vade retro impasti essenziali e profumi striminziti). Non fa eccezione il panettone 2018.

A essere investito più di ogni altro senso dal dolce natalizio di De Riso è l’olfatto. Se il profumo di agrumi è delizioso, la frutta candita è grossa e succosa, segno evidente che non ha conosciuto l’anidride solforosa (additivo impiegato per il mantenimento del colore).

Prezzo: €. 35,00

Pasticceria Sal De Riso, via Roma 80, Costa di Amalfi.

#6 PIETRO MACELLARO (-4)

La pasticceria di Pietro Macellaro si trova a Piaggine, borgo di 1500 abitanti ai piedi del Monte Cervati. Una filosofia unica, basata sull’autoproduzione nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, perché tutto inizia nell’azienda agricola di questo ruvido pasticciere-contadino: quattro ettari di orti, uliveti, alberi da frutto e duecento piante di uva sultanina.

Anche questa volta il suo impasto, spinto verticalmente da una lievitazione esplosiva, assicura una mollica sofficissima e lieve, insaporita dall’uso del burro d’Insigny AOP, il solo al mondo –che ci risulti– ad avere una certificazione di origine.

I canditi sono così succosi e fragranti che, come già nel panettone 2017, ce ne vorrebbero di più. Consigliando al pasticciere dall’occhio ceruleo atteggiamenti meno ombrosi, almeno con chi ne riconosce le virtù, è impossibile non notare la presenza agrumata frizzante, la tessitura dell’impasto finissima, gli aromi calibrati con la precisione di un alchimista.

Prezzo: €. 35,00

#5 IGINIO MASSARI (+1)

Okay, è diventato il dolce di Natale dei cummenda e degli yuppies di questi anni. Ancora di più dopo l’apertura della pasticceria milanese, nella filiale di Banca Intesa a due passi dal duomo.

Il punto è che Iginio Massari, alla bella età di 76 anni, è il pasticciere più famoso d’Italia. Il più social. Il più televisivo.

Ma il suo panettone bresciano, un mandorlato tripudio di uova, canditi dolce-amari, lievitazione 10/1o, con il colore che fa da sfondo alla vaniglia Bourbon del Madagascar che sembra impostato con Photoshop, non si è imborghesito.

Casomai si è un po’ inturgidito, restando fermo, ma è ancora il panettone artigianale da avere a tutti i costi, nonostante la corsa di emuli e allievi.

Quello per cui i fanboy, nella pasticceria di Brescia e in quella di Milano, si mettono in fila come per il nuovo smartphone con la mela morsicata. E anche perché, spiace dirvelo, sull’e-shop il panettone di Massari è già completamente esaurito.

Prezzo: €. 38,00

Iginio Massari – Pasticceria Veneto,Via Salvo D’Acquisto, 8 Brescia (BS)

#4 PASTICCERIA PEPE (+1)

Alfonso Pepe, membro dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, è un nome di cui si deve assolutamente tenere conto parlando di grandi lievitati.

Per dire: accostando le narici alla crosta rischierete di buttare scaffali interi di profumi: che farsene se il confronto con la fragranza fresca e naturale del panettone di Pepe è così demoralizzante? #Uomoavvisato.

Tenendo in bocca più a lungo qualche blocchetto di panettone, ma non è semplice contenersi, coglierete le sfumature di un dolce ben lievitato, nel senso che riempie interamente il pirottino, con l’alveolatura organica alla bellezza della mollica gialla e soffice, elastica e profumata di levito naturale.

Tagliamo corto: anche quest’anno ignorate le suppliche della vostra carta di credito e comprate Pepe. Verrete ripagati da una quantità imbarazzante di vaniglia del Madagascar, che tinteggia di sfumature grigie la trama di questo impasto. E da uvette chiare e sode delle dimensioni di un dattero.

Prezzo: €. 34,99

Pasticceria Pepe – Sant’Egidio del Monte Albino (SA), via Nazionale 2/4.

#3 D&G PATISSERIE (rientrato)

L’Italia è un Paese finalmente pronto per la democrazia liberale del panettone tradizionale.

In testa alla classifica di Dissapore ci sono Veneto, Emilia Romagna e Basilicata (come scoprirete tra poco). Spezzata l’egemonia campana, disinnescando il reflusso del panetun milanese.

A rappresentare il Veneto c’è Denis Dianin, di D&g Patisserie: lo stilista dei dolci. A iniziare dalla confezione d’autore, un regalo che non ha bisogno di incarto e fiocco di raso.

E sì, ovviamente, si è anche inventato il panettone e la colomba in vasocottura, spiegandoci poi come si fanno.

[La vasocottura di Denis Dianin]

I suoi panettoni sono da qualche anno oggetto di culto per una nicchia di intenditori pre-hipster. Quest’anno qualcosa è cambiato, ci sono sembrati ancora di più una forza della natura. Terzo tra i panettoni creativi a suon di amarene, pistacchio e limone, Dianin si riconferma con un tradizionale dalla crosta molto brunita (in qualche spigolo quasi bruciacchiata) e la dolcezza controllata.

Prevalgono gli agrumi e il gusto rotondo di burro, con i canditi avviluppati nell’alveolatura aggraziata che tutti i panettoni dovrebbero avere.

Prezzo: €. 34,00

#2 FABBRI (+1)

Per un soffio non ce l’ha fatta. Fermato solo da un impedimento ancora non aggirabile (cercatelo al numero 1).

Eppure il panettone mandorlato di Gino Fabbri, presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, sorriso accigliato ma cuore tenero e irresistibile accento bolognese, ha un profumo d’arancia prepotente, che sa di climi caldi, di vaniglia Bourbon, insinuata tra uvette che ti fanno sentire le campane.

Come sa chi frequenta La Caramella, pasticceria aperta da Fabbri poco fuori Bologna nel 1982, famosa per le incredibili brioche (alla francese) con lievito madre e i krafen alla crema che così morbidi si devono ancora trovare altrove, lo stile del gran bolognese è sartoriale.

Prendete la copertura di questo gioiellino glassato: da knockout.

Mandorle (di Bari) e granella di zucchero a pioggia combinate con tutta la sapienza di chi il panettone lo fa da quasi quarant’anni. La pasta, gialla di tuorli che spiccano, soffice e misurata negli zuccheri e nei grassi, ha un’alveolatura tra le più belle viste in giro.

Prezzo: €. 38,00

#1 TIRI 1957 (stabile)

Quattro edizioni di questa classifica, altrettante vittorie di Vincenzo Tiri: non una presenza decorativa la sua.

“Cresci bene che ripasso”, gli abbiamo detto la prima volta nel 2015, e lui è diventato la chiave di volta per arginare lo strapotere –anche economico– del panettone da supermercato, quello che poi ci fai colazione per i tre mesi successivi.

Nel frattempo, visto che le cose si sono messe bene, ha aperto a Potenza Tiri Bakery e Caffè, grande pasticceria con laboratorio: 13 metri di banco tra bar e vetrine per i dolci, 38 posti a sedere, le recensioni di Dissapore incorniciate alle pareti e il panettone tutto l’anno.

[Con la pasticceria Tiri e il panettone tutto l’anno a Potenza si vive meglio]

Detto questo, restiamo dell’avviso che Tiri 1957, la bottega aperta 61 anni ad Acerenza, 2433 anime abbarbicate nella più remota provincia di Potenza, meriterebbe un’uscita autostradale dedicata.

Chissà come si sente il centrattacco della nostra classifica a essere diventato un classico (guardatelo alle 19 e 10 su Sky, protagonista de I maestri del panettone).

Il suo panettone lo riconoscono subito, e non solo i fanboy per i quali è sesso, droga e religione: procace, con le farine macinate a pietra, l’uva passa australiana, la frutta candita in proprio nella vasca a cielo aperto, il burro francese (anzi, i burri), le uova di galline allevate allo stato brado, il miele di acacia e la vaniglia Bourbon.

Più quella segretissima lavorazione a tre impasti con 72 ore di lievitazione e cure pediatriche, secondo la leggenda ispirata a quella di Pietro Monsù Ferrua, patron della azienda piemontese Galup.

Temendo di essere monotoni, abbiamo proposto assaggi ai palati più fidati sfidandoli a trovare panettoni più buoni. Niente: missione fallita. Tiri resta il primo ad avere ridisegnato equilibri e direttrici del panettone post Iginio Massari, e ancora il migliore.

Lo sentite il profumo del sold-out? Allora sbrigatevi, se volete avere la remota possibilità di provare il panettone riformista, quello dei sogni, da Natale 2018 fino a Santo Stefano del 2019.

Prezzo: €.33,00

Tiri 1957 – Via A.Gramsci, 2/4 Acerenza (Pz).

[CREDIT: FOTO ALFIO BONINA]

Mara Pettignano mara pettignano

5 dicembre 2018

commenti (26)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. BMW ha detto:

    Io avrei scartato metà di questi panettoni, o meglio panettoni colomba che non si possono guardare…il panettone non ha glassatura.

    1. la stefi ha detto:

      …è anni che lo dico, il panettone glassato non è un panettone tradizionale. ma ogni anno, eccoli sempre in classifica. e allora, se vale tutto, io faccio la carbonara col salmone affumicato e ciao.

  2. Paolo ha detto:

    Sbaglio o mancano alcuni indirizzi?
    Se ad es. avessi l’insopprimibile voglia e la non rinviabile necessità di acquistare il #23 o il #24, come potrei fare? Secondo il testo pubblicato in questo momento non potrei.
    Quindi non mi rimane che piangere sconsolato!

  3. Orval87 ha detto:

    Ad occhio sono tutti ottimi, senza dubbio, scegliere esattamente le posizioni è arduo.
    Se è davvero alla cieca mi resterà il dubbio 😛
    Una curiosità: li assaggiate tutti in un giorno? E se si, che fine fanno questi 30 panettoni? Ve li mangiate tutti voi, ingordi? 😀

    1. Mara Pettignano Mara Pettignano ha detto:

      Ciao Orval,
      i tradizionali in tre giorni (erano davvero tanti).

      Quel che resta dell’assaggio (ma di alcuni non è rimasto molto) ha fatto felice molte persone 😀

  4. Alessandro ha detto:

    Mi sorprende un po’ che non sia citata la pasticceria Roma di Maurizio Bonanomia Pioltello (MI) , pluridecorato pasticcere che ha fatto del panettone il suo cavallo di battaglia.

    1. Stefano ha detto:

      Merlo, dico… Pasticceria Merlo a Pioltello… non Roma

  5. Andrea ha detto:

    Scusate, forse sono io, ma non ho capito il motivo dell’esclusione della Martesana dalla classifica.

    1. BMQ ha detto:

      Credo per quel buco immenso in alto a sinistra nell’impasto

  6. Mauro ha detto:

    Di panettoni qui ne mancano un bel po’… Ad esempio quello che è stato dichiarato IL MIGLIOR PANETTONE DEL NATALE 2017 (lo fanno in provincia di Vicenza) o TUTTA LA LINEA DI PANETTONI DE EL FORNER di Brescia di Paolo Piantoni.. insomma Brescia non ha solo IGINIO MASSARI

  7. StefanoS ha detto:

    Dite di aver testato 70 panettoni ma puntualizzate la bocciatura di un solo panettone. In italia oltre la tragedia anche il parlar male tira!

  8. kikko ha detto:

    forse non abbiamo un’idea comune del prodotto artigianale tecnicamente ben fatto.vedo prodotti bassi,mal lievitati,stracotti,stralievitati,stracari.e vi lamentate per una bollatura grande?voi giudicate il gusto,ma la tecnica è un’altra cosa..

    1. Orval87 ha detto:

      E secondo chi? Uno, il panettone basso non è necessariamente un errore, per molti è una scelta, tanto che vendono pirottini appositi.
      Sullo “stracari”, vedo prezzi MEDI sui 30-32 euro. Se questo è definito “stracaro” suppongo che anche 25 sia “caro”. Sto immaginando un “prezzo giusto” quindi stimato a 20 o sotto. A quel prezzo non puoi avere la massima qualità.

  9. Marco ha detto:

    Tiri é di un altro pianeta…andrebbe messo fuori classifica come panettone extraterrestre…tra i “mortali” il n 1 indiscusso é alfonso pepe

«