Quanto costa vivere il sogno immobiliare con Max Mariola: non carbonare, ma solide realtà

Max Mariola vuole "condividere con noi il suo sogno" di una vita ai tropici: investireste qualche centinaia di migliaia di euro in Indonesia per questo?

Quanto costa vivere il sogno immobiliare con Max Mariola: non carbonare, ma solide realtà

“Niente al mondo può sostituire la tenacia” diceva Ray Croc, che a 52 anni suonati è passato dalla vendita di miscelatori per milkshake ad essere il principale fautore, non senza qualche mossa ambigua, del successo di McDonald’s. Ecco, non si può certo dire che questa simile, incrollabile fiducia in sé stessi sia mai mancata a Max Mariola che, con istinto felino, sembra essere ancora ben lungi dall’esaurire le sue vite. Dagli esordi ben meno caciaroni al successo travolgente dei social, lo chef di “the sound of love” sembra non ter mai le energie e punta sempre più in alto, stavolta là dove nessun food influencer era mai giunto prima: il settore immobiliare.

Non mollare mai

max mariola spiaggia

Chissà se quanti si ricordano un Mariola ben più serioso e impostato, in formale giacca bianca da chef, insegnare ai telespettatori i grandi classici della cucina italiana, forte dell’esperienza nelle cucine di un pezzo di storia della gastronomia italiana come il Symposium di Cartoceto. All’uomo, va detto, i muscoli culinari non mancano, vedi anche il suo ruolo pluriennale di executive chef per la catena di alberghi di lusso Boscolo Hotels, ma per raggiungere la celebrità a cui il suo ruolo di personaggio televisivo -per quanto relegato al satellite- permetteva di ambire, c’è voluto ancora un po’.

La sua presenza su YouTube è rimasta a lungo nella nicchia culinaria, il ristorante romano non d’albergo che portava la sua firma, lo Stilelibero in zona Prati, fece silenziosamente perdere le sue tracce. Ma, si sa, il web è munifico di miracoli, basta rivolgersi ai santi giusti. Così, complice il lavoro di un’agenzia decisamente sul pezzo, il nostro piano piano trova e mette a punto il suo personaggio, trova ganci, tormentoni, collaborazioni, ricette a volte discutibili e tutto il cucuzzaro necessario per creare una presenza forte sui social, arrivando a mettere insieme una community che tra Instagram, Facebook, YouTube e lo mai sufficientemente maledetto TikTok (sempre lui), ammonta a oltre 10 milioni di follower.

Max Mariola apre un’osteria sul lungomare di Napoli Max Mariola apre un’osteria sul lungomare di Napoli

Con questi numeri la strada è una sola: monetizzare. E siccome qui abbiamo uno chef vero, mica un cicciogamer che spaccia il bacon per guanciale, la via della ristorazione sembra la scelta ovvia, e viene percorsa con decisione. In 18 mesi aprono quattro ristoranti: l’insegna ammiraglia a Milano, il relativo bistrot, e le due osterie dedicate alla madre “Da Fiorella” una a Napoli e una sempre nel capoluogo milanese, e ad oggi ne restano aperti due, il primo e l’osteria napoletana. Sulle fortune alterne dei suoi ristoranti sono state scritte intere tesi di marketing, principalmente sul fatto che scalare un’attività così legata all’immagine e alla presenza di un singolo sia complicato, ma non è quello il punto.

Il punto è che le community vanno fatte rendere. Guardando l’esempio degli influencer stranieri, i portafogli dei follower vengono spremuti in ogni modo reso possibile dalla modernità: energy drink, NFTs (qualcuno se li ricorda ancora?) o magari criptovalute, à la Logan Paul o Kim Kardashian. Ma noi italiani siamo tradizionalisti e i soldi ci piace metterli nel caro vecchio mattone. E il buon Max, fedele alla sua sempiterna tenacità, si fa trovare pronto.

Non carbonare, ma solide realtà

max mariola mariuccio mentawai

Così dal 28 di marzo di quest’anno si apre ufficialmente il profilo Instagram di “The sound of love Mentawai” con il claim “il sogno di Max Mariola può diventare tuo”. Ma qual è questo sogno? “Poter vivere seguendo un ritmo più lento, dedicando più tempo a se stesso e alla famiglia, in un luogo paradisiaco a stretto contatto con la natura. Dove? A Sipura, nelle Isole Mentawai, in Indonesia.” e, guarda che fortuna, “questo sogno oggi può diventare anche il tuo perché Max Mariola vuole viverlo e condividerlo con te grazie al progetto dell’Ocean Retreat – The Sound of Love Mentawai.”

Si tratta di una struttura di 15 ville di varie metrature sull’unica delle 4 isole dell’arcipelago patrimonio UNESCO dove è ancora possibile costruire, Sipura, in una sorta di villaggio con strutture e servizi condivisi, medical center, aree bambini, palestra e, ovviamente, il Grill Bar by Chef Max Mariola. A guardare i social i lavori sembrano già partiti, ci sono reel in cui Mariola mostra operai al lavoro e discetta di solidità architettonica e materiali di costruzione, e dovrebbero durare circa 36 mesi per una struttura che dovrebbe essere a basso impatto ambientale e pure senza muri, con la vegetazione a garantire la privacy.

 

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Così, tra una sveglia coi piedi letteralmente nell’oceano, workout in riva al mare, colazione con frutta tropicale, grigliate di pesce coi piedi nella sabbia e l’idilliaca prospettiva di crescere un figlio (Mariuccio Mariola è ovviamente anche lui protagonista della comunicazione e secondo lo storytelling il vero ispiratore di questo cambio di vita) come se fosse l’isola della piccola Flo, non è che si faccia proprio una sfacciata proposta di investimento, ma certamente l’dea di accettare la “condivisione del sogno” che lo chef tanto generosamente ci offre diventa allettante. E qui la situazione comincia a diventare meno paradisiaca, perché molti si sono posti delle domande legittime, come certamente sarà successo anche a chi legge.

Partiamo dai soldi. L’investimento minimo per accaparrarsi una delle ville (la più piccola, da due camere e 170 mq), di cui al momento si possono solo vedere dei rendering è di 350 mila euro, di cui il 30% si anticipa alla consegna e il resto in tre tranche secondo l’avanzamento dei lavori. Ma c’è un problemino: in Indonesia la proprietà non è acquistabile da stranieri. Che cosa si compra quindi con questa cifra? La proposta di Ocean Retreat lo indica correttamente, senza però approfondire troppo il concetto: la cifra comprende un leasehold di 27 anni, sostanzialmente un affitto a lungo termine della struttura, la cui proprietà e il terreno restano in mano alla società locale con cui -supponiamo- collabora Mariola. Volendo ci sarebbe anche l’opzione del freehold, ossia la proprietà effettiva, ma non è chiaro come si aggirerebbe l’ostacolo legislativo.

max mariola palma

Una cosa indicata chiaramente invece è il ritorno di investimento, indicato con un payback di 7-8 anni. In pratica funzionerebbe così: voi ci mettete i soldi per una casa in affitto e poi decidete se passarci tutto l’anno o se sfruttare solo il minimo previsto che va da una a quattro settimane, e il resto del tempo subaffittarlo, il leasehold lo prevede, e incassare gli affitti, con un’agenzia esterna che può occuparsi di questa gestione e il team della struttura impiegato nelle operazioni di manutenzione, accoglienza ospiti e quant’altro serva. Se volete candidarvi all’investimento, compilate un form e sarete contattati.

Se il progetto è solido lo dirà il tempo, ma le perplessità sull’operazione sono emerse rapidamente sui social. C’è chi si chiede perché uno che molla dei ristoranti dopo pochi mesi debba ispirare fiducia per investire centinaia di migliaia di euro e chi, soprattutto surfisti e gente pratica della zona, vorrebbe sapere come è gestito il pericolo sismico e di conseguenti tsunami. Ma il sospetto più grosso che aleggia è che la fuga in un paradiso tropicale sia un po’ la versione hippie del trasferimento a Dubai, vero rito di iniziazione per avere la patente ufficiale di fuffaguru.

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Perché, a ben vedere, il senso è un po’ quello. Dal proporre ricette ad essere maitre à penser il passo è breve (vedi anche un Diego Rossi che toglie i suoi piatti simbolo dalla carta di Trippa non certo per questioni gestionali o di scontrino medio ma perché vuole che impariamo a “pensare con la nostra testolina”, grazie maestro) e all’allargare questa influenza anche al resto della vita il passo è un po’ più lungo, ma con questa operazione è stato fatto. Vita lenta, in salute, in un paradiso tropicale, investimenti, payback, ci pensa Mariola. A cui bisogna riconoscere di essere all’avanguardia mondiale riuscendo, con la sua ormai proverbiale tenacia, ad aprire nuove strade in tema di monetizzazione della community.

E se siete tra coloro che potranno approfittare dell’occasione e permettervi un buen retiro in leasehold sulla spiaggia di Pantai Jatì sappiate che avete tutta la mia invidia, e vi auguro che i dubbi sollevati dai leoni da tastiera siano solo malizia e rosicume tutti italiani. D’altra parte però, il teorema di Wanna Marchi è sempre dietro l’angolo.

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