20 street food a Milano: forse non tutti sanno che

Con il nostro partner Foodora, l’efficiente servizio per la consegna a domicilio in mezzora di piatti gourmet, oggi entriamo nel mondo dello street food di Milano da leccarsi le dita.

C’era una volta il cibo di strada italofono, fatto di sapori di casa nostra, nudi e crudi. Poi le cose si sono mescolate, i voli low cost ci hanno sparpagliato in giro per il mondo, nelle metropoli si sono rimpolpate le comunità straniere, è iniziata l’era del cibo glocal.

E il mondo dello street food si è meravigliosamente adattato a queste nuove contaminazioni, riempiendo le nostre città di sapori a volte “alieni”, altri ormai entrati nel nostro immaginario.

Roma è stata rivitalizzata, perciò oggi chi vuole opporre un argomento agli spacconi mai sazi di scrivere “Roma è la città italiana in cui si mangia peggio” sfodera subito la new wave stradaiola.

In Europa, uno dei templi dello street food glocale è di certo Berlino. In città, esagerando un po’, si dice che non c’è niente di più berlinese che del buono e sano cibo indiano?

Se volete approfondire le realtà culinarie europee date un’occhiata al nuovo video della webserie Foodoracle, dove si raccontano le storie di 11 ottimi ristoranti attraverso l’intervista con lo chef, Chutnify, sinonimo di street food dell’India meridionale, pare essere entrato nel cuore gourmet dei berlinesi.

E come se la passa Milano? Tra classici italiani e parentesi esotiche, non è che nella capitale lombarda manchi nulla, ma è uno street food imborghesito, spesso non cucinato né venduto (e mangiato) in strada.

Ciò nonostante, con l’aiuto di amici, colleghi, e i soliti palati senza mignoli alzati, abbiamo approntato una classifica del cibo di strada in versione meneghina.

Siete d’accordo con questi indirizzi?

#20 La Ravioleria Sarpi – Via Paolo Sarpi, 27

ravioleria sarpi, milano

Milano e Pechino si incontrano per la prima ravioleria d’asporto della città. Nella Chinatown milanese potete scegliere se fare la coda e poi degustarli passeggiando, oppure portarli a casa e cucinare.

La pasta è soda, il ripieno stagionale (con verze o porri), manca solo la versione vegetariana (quando ci sono stata c’erano al manzo e al maiale).

#19 The Bagel Factory – Piazza XXIV Maggio, 1/8

The bagel factory

Parentesi newyorkese in terra milanese, The Bagel Factory è il tempio dei bagel a lievitazione naturale.

Potete scegliere il tipo di pane (liscio, al sesamo, ai semi di papavero, all’avena…) e poi personalizzare la farcitura con creme cheese, pollo, tacchino. C’è anche la versione col pastrami, quella che più di tutte vi darà l’impressione di essere nella Grande Mela.

#18 Nun – Taste of middle Est – Via Lazzaro Spallanzani, 36

Nun, Milano

Prendete il kebab e dimenticatevi il doner appiattito all’occidentale. Questo locale punta tutto sui sapori veri dell’Est, riportando il kebab alle origini.

Falafel da urlo, baba ganush (insalata di melanzane) come Dio comanda, pane arabo davvero arabo. Insomma, tornare alle origine in versione contemporanea.

#17 Panini Durini – Corso Magenta, 31

panino durini

La colonizzazione dell’hamburger ha fatto le sue vittime, e se in molti casi i nostri cari e vecchi panini hanno lasciato spazio alla moda americana, altri si sono saputi distinguere per qualità.

Panini Durini offre una selezione quantomai reazionaria del vecchio panino, ma in versione golosa: Crudo di Parma stagionato 24 mesi, crema di gorgonzola dolce, songino e scorzette di arancia (per citarne solo uno).

#16 Bab – Via S. Marco, 34

Bab, Milano

Se riuscite ad accaparrare anche uno solo dei pochi sgabelli di Bab, potete rilassarvi e fare un’esperienza street coreana che vi farà tornare.

I Kimbàb sono tanti, diversi, tutti curati e molto buoni. Anche i noodle meritano: se non trovate posto, portate tutto a casa e fingete di aver fatto un salto a Seoul.

#15 Tramè – Piazza S. Simpliciano, 7

Tramezzino al roastbeef

C’era una volta Torino e quei paninetti meravigliosi chiamate tramezzini: niente a che fare con lo stesso termine che a Milano hanno usato fino a qualche anno fa per propinarci simil toast umidicci e insensati.

Ora il tramezzino vero è arrivato anche nel capoluogo lombardo: ingredienti scelti e mescolati con fantasia, unica controindicazione non vi basteranno mai.

#14 Antica Focacceria San Francesco – Via S. Paolo, 15

Pane e panelle

La succursale milanese della storica focaccia palermitana regala attimi di sicilianità veraci.

Il panino con la milza in versione maritata, ad esempio, è un piccolo capolavoro di tradizione isolana, di quelli che ti riportano in un istante al sole e alle vacanze. Non male anche le panelle.

#13 Mariù – Viale Sabotino, 9

mariù, milano, panino al kebab

Ci si si viene per un kebab dei tempi moderni: stesso ripieno massiccio, scelta delle materie prime oculata, sapori carichi e un contorno a scelta tra patatine e verdure in pastella.

Insomma, la nuova declinazione del kebab, qui in versione un po’ gourmet milanese, convince e sporca mani e mento esattamente come l’originale.

#12 Mamastreat – Corso di Porta Ticinese, 77

mamastreat, taco

Cibo messicano e argentino in versione street: burritos e tacos in versioni inedite e di alto godimento papillare.

Si possono scegliere le luculliane imbottiture tra carnitas, salsiccia, chili, pollo, e vegetariano. E qualche nachos di contorno non ve lo leva nessuno (sempre che ce la facciate).

#11 Princi – Piazza XXV Aprile, 5

princi

Quando ero giovane era il mio spuntino notturno. Oggi che infilo il pigiama molto prima di un tempo, ancora trovo le focacce di Princi una delizia.

Unte al punto giusto, morbide e croccantine, una meraviglia. La versione con mortadella forse ormai è fuori moda, ma continua a essere un gran bello spuntino.

#10 Macelleria Popolare con cucina – Piazza XXIV Maggio, 105

macelleria popolare, milano

Vegetariani state lontani. Neo carnivori etici benvenuti: qui la carne è tutta biologica e di pascolo vero, ma quello che più conta è che lo stret food proposto non perde nemmeno un pizzico del suo fascino e del suo sapore “macho”.

Difficile incappare in qualcosa che non meriti: dagli hamburger agli hot dog, dalla coda al pastrami, dal fegato alla veneziana al panino di lingua e salsa verde.

#9 Corey’s Soul Kitchen – Via Paolo Sarpi, 53

corey soul kitchen, milano

Pollo, pollo, ancora pollo. Per gli irriducibili di ogni parte commestibile del pennuto, e anche per quelli che gli Stati Uniti li hanno nel cuore, qui c’è lo street chicken food più interessante della città.

Bocconcini, alette, pollo fritto (quello davvero che scrocchia), e poi i fagioli al BBQ e l’insalata di patate.

#8 Zibo Cuochi Itineranti

zibo cuochi itineranti

Street nel vero senso, ossia quello mobile.

Questo furgone porta in giro per Milano sempre cose diverse, ma se vi capita di vederlo all’orizzonte non perdete i suoi ravioli: fatti in casa, con tante uova nell’impasto, e con dei ripieni ricchi e carichi che vi conquisteranno.

#7 Luini – Via Santa Radegonda, 16

panzerotto Luini

Forse col tempo il panzarotto di Luini ha perso qualche punto. O forse sono solo io che, da quando andavo all’università e mi ci nutrivo tre volte la settimana, ho aspettative diverse e qualche necessità in più.

Restano, comunque, parte della storia dello street food milanese: il panzarotto di Luini è già la tappa di qualche gastro-tour della città? Scommetto di sì.

#6 Giannasi dal 1967 – Piazza Bruno Buozzi

Giannasi, milano

Anche in questo caso si scrive la storia. Giannasi è lì dove lo vedete da tempo immemore e il suo pollo arrosto è sempre la stessa meraviglia di anni fa.

Succulento, mai stopposo, con quella pelle croccante che fa uscire di testa. Giannasi forevah.

#5 Sciatt à porter – Viale Monte Grappa, 18

sciatt a porter

La perfezione, a volte, assume forme inaspettate. Come ad esempio quelle dei chat, piccoli deliziosi bocconcini di formaggio in pastella di grano saraceno: qui sono fatti senza sbavature: gustosi, ricchi, avvolgenti.

L’unica controindicazione è quella di rimetterci il palato: occhio alla temperatura, ne va della vostra incolumità.

#4 Pescetto – Via Alessandro Volta, 9

pescetto, milano

Forse non è proprio street, ma non è nemmeno un vero ristorante. Resta il fatto che qui scegliete che tipo di pesce volete mangiare, quanto, e poi anche come cuocerlo.

Tempo qualche minuto e ce lo avrete nel piatto: il fritto è fatto bene, si digerisce senza patimenti e causa goduria instantanea.

#3 Al Mercato Burger Bar – Via Sant’Eufemia, 16

Hamburger Al Mercato

Chicarrones e Hamburger. E questo già basterebbe. I

nvece “quelli del Mercato” rincarano la dose con un panino con le polpette al sugo e insalata di prezzemolo, e poi ci mettono pure una baguette coi fegatini fritti. Ah, dimenticavo: coriandolo presente. Insomma, il luogo dove il politicamente corretto dei sapori blandi si va a far benedire.

#2 Tutti fritti – Corso di Porta Ticinese, 18

frittura

Esiste uomo sulla faccia della terra i cui buoni propositi gastronomici non soccombano davanti al festival del fritto?

Io non ne consoco uno: sarà per questo che Tutti Fritti è sempre aperto (fino alle 2 di notte), frigge un po’ di tutto (friggitelli, gamberoni, caciotta) e ha 4 tipi di pastelle diverse. Cercate quello che più vi piace: lo troverete.

#1 Mangiari di strada – Via Lorenteggio, 269

Mangiari di strada, piatto

(Quasi) tutto quello che è stato citato finora si trova da Mangiari di strada, il che giustifica il plurale del nome.

Dal panino col lampredotto alle bombette, qui andate decisamente sul sicuro: un festival dello street food fatto bene in un solo posto. Cosa desiderate ancora?

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: corriere milano, zomato, modalitàdemode, upoo.it, the chicfish]

Carlotta Girola Carlotta Girola

14 marzo 2016

commenti (8)

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  1. Nella foto di apertura c’è una carne con etichetta “solo pascolo”, un’altra con “grass fed” e un’altra ancora con “grass fed BIO”…..dov’è la fregatura? :DDD Quindi non tutti i grass fed sono biologici?

    1. Se l’erba non è bio (ossia vengono usati anche concimi chimici o altro) ovviamente la carne non potrà essere bio. Per il bio devi garantire l’intera filiera.

  2. Sapete dirmi cosa è quella roba carbonizzata nell’ultima foto?

    1. Potrebbero essere bracioline alla messinese, che prepara Mangiari di Strada.

    2. Penso sia roba carbonizzata.

  3. Nota linguistico-ortografica al #5: il lombardo “sciatt” – scritto chiaramente anche nella foto – non è una trascrizione fonetica del francese “chat”. Al plurale va scritto “gli sciatt” e si tratta di rospi, non di gatti (si veda it.wikipedia.org/wiki/Sciatt).

  4. Grass fed,street food glocal…magari nel ventennio esageravano un po’ con le traduzioni obbligatorie nella lingua italiana di termini stranier,pero’ oggi si esagera un po’ in senso opposto…

  5. Il mio problema con lo street food milanese è che è sempre troppo chic e costa troppo, con meno di 10€ non te la cavi. L’unico che quasi si salva (ma neanche troppo) è Luini, dove con 10€ ti prendi 4 panzerotti e stai soddisfatto. Mi viene da piangere ogni volta che penso alla pizza bianca che mi potrei prendere a Roma.

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