di | mar 14 feb 2012 ore 18:15
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hamburgermania

Milano: MamaBurger non partecipa alla trasformazione del significato di fast food in Italia

Non che faccia freddo solo qui, eppure con queste temperature, se solo i milanesi potessero, se ne starebbero accucciati nel Divano Collettivo Meneghino a vedere Sanremo e leggere le battute sulle mancate olimpiadi romane di Twitter. Un’alternativa rinfrancante è il distretto del mangiare veloce ubicato alle spalle della galleria Vittorio Emanuele II, un pilastro nazionalpopolare con i panzerotti di Luini, lo street food siciliano dell’Antica Focacceria San Francesco, la verticale di cioccolato da CioccolatItaliani e le proposte salutisticamente corrette del JuiceBar.

A dar man forte alle gloriose insegne è arrivato da poco, in via Agnello 18, il terzo punto vendita della catena MamaBurger (gli altri sono in via Pisani 14 e a Fiera Milano Rho), declinazione in salsa sfacciatamente yankee del panino con l’hamburger alla piastra.

Ci sono andato per capire se è proprio vero che insieme a Ham Holy Burger, sempre a Milano, e M**Bun, La Granda, Burgheria a Torino, e altri locali, Mamaburger partecipasse alla piccola rivoluzione gastronomica che sta cambiando il significato di fast food in Italia.

Appena entrato, raccogliendo il suggerimento del personale, ho chiesto un Combomenu (hamburger a scelta+bibite+patate+caffè americano) a 16 euro, per poi sedermi in uno dei molti (troppi?) tavoli liberi in attesa che venisse chiamato il mio numero per ritirare il pranzo. Oltre a hamburger e patatine, il menu include pollo fritto, milkshake e dolci molto ‘mmerigani (cheesecake, muffin , brownies e quando farà caldo il gelato soft/espresso), servizio poverello con bibite alla spina e caffè dentro tristi bicchieri di cartone.

Merchandising (t-shirt, tazze) e packaging personalizzato (incluse le bustine delle salse), con il logo sempre in evidenza, soddisfano l’avidità dei forzati del marketing, perquanto il nero ricorrente risulti un filo tetro. L’ambientazione fighetta offre indiscutibilmente un bel colpo d’occhio.

Prezzi non esattamente popolari, visto che i panini partono da 8 euro e arrivano ai 14 di quelli premium con carne di angus). Immancabile un po’ di attenzione al trend salutista con gli hamburger di soja o spinaci e le mega insalate.

Ho recuperto il mio baconburger timidamente affacciato da una scatola di cartone aperta dopo una decina di minuti, peccato mancasse una cosa, evidente fin dal primo morso. Il sapore.

Carne scipita (ho chiesto il sale a parte, anche questo in bustina) e crudité di cetrioli del tutto insapore. Le cose non sono migliorate con il pane simile a un bagel, con eccessiva doratura e leggera crosta, che a un classico panino da hamburger.

Patatine fredde e aranciata (famosa) alla spina. Com’erano? “Fredde” e “alla spina”, devo aggiungere altro? Unica birra la Peroni Nastro Azzurro, sempre in mescita. Artigianali non pervenute.

A sorpresa, il caffe americano compreso nel prezzo del menu (volendo si può optare per il più familiare espresso) che faceva tanto Starbucks, con il coperchio del bicchiere dotato di beccuccio da passeggio, era caldo e gustoso.

MamaBurger rivedibile, per ora è pollice verso. Ma che dico, thumb down!

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33 commenti a Milano: MamaBurger non partecipa alla trasformazione del significato di fast food in Italia

  1. Ho voglia che qualcuno provi il Denzel, o come si chiama.

  2. confermo la mezza delusione del mamaburger di via agnello, quello di via pisani è tanto meglio come mi hanno detto? mi è passata la voglia di andare a controllare :(

    Ps ma come, tra gli indirizzi di quel triangolo gastronomico non citate il Gb Bar?
    http://lacintamilanese.blogspot.com/2012/01/gb-bar-di-milano.html

  3. avatar PierPiero

    Al Mercato in Via Sant’Eufemia 16. Questo è il luogo…Oltre al panino con la polpetta componibile (con opzioni come cheddar invecchiato e foie gras), da urlo lo Yakitori di frattaglie di pollo e manzo. Altro che hamburger della Mama…

    • Per non dire del foie gras fatto in casa, da urlo.

    • avatar Mauro

      grazie Pierpiero, sembra un posto davvero da consigliare, commenti entusiasti anche dall’amico Tommaso, peccato che esca un po dal filone Hamburger di qualità delle recensioni di Andrea, sembra più una paninoteca di alto livello dal sito.

      Ad Andrea, possiamo senza indugi, bocciare questo Mama? sicuramente è lontano dai vari Ham, Burgheria,La Granda?

    • avatar franco

      Sono i locali che preferisco.Andrea aveva fatto una recensione di Pepi di Trieste,che aveva riscosso un notevole entusiasmo.
      Lo invito ad approfondire questo filone che si affianca alla hamburgherie
      di alto livello.
      Manca la recensione di la granda.Perchè? :)

    • avatar edopaggi

      OTTIMO ci sono stato settimana scorsa! il miglior burger della mia vita…

    • avatar Tommaso

      AL Mercato è un posto così raccomandabile che non vorrei raccomandarlo troppo per non rischiare poi di non torvare posto.

      Fanno degli hamburgher di alto livello, il posto è molto gradevole e adesso hanno messo in carta anche altre variazioni sul tema street food anch’esse meritevoli di attenzione (fra le quali quella menzionata da PirPiero ma c’è anche il lampredotto qui domestico).

      C’è varietà di patate possibili, insalata e onion rings ….

      Convengo che si parli di un posto non paragonabile a Burger Mama e ad altri citati non solo in termini di prezzi ma anche in termini di numeri perchè Al Mercato ha 5 persone che lavorano in cucina per 20 coperti …..

      Comunque – lo dico di nuovo – non diffondete troppo la voce altrimenti non sarà più possibile andarci !

      • avatar franco

        Mi ritrovo sempre al tuo fianco su certi temi.
        Tommaso,navigando,ho incontrato un tuo articolo
        sul soffritto nelle sue varie declinazioni meridionali.
        E’ stata una piacevole sorpresa.
        Ciao

      • avatar PierPiero

        Mmm…mi sa che hai ragione!!!
        Ma sai, la generosità…
        Allora citerò una pecca del locale: sei sei a mangiare al burger bar e vuoi andare in bagno devi uscire e rientrare nella sala del ristorante vero e proprio…:)

  4. avatar Dabet

    Confermo la delusione del MamaBurger di Via Agnello, insipido e triste. Quello di Vittor Pisani, invece, rimane assolutamente ottimo.

  5. avatar andrea. soban

    Non si puo’ mai bocciare in toto un’attivita’ che alle spalle ha il lavoro e l’investimento di tante persone.
    Paragonato a progetti simili, per quanto ho assaggiato io, ad oggi non raggiunge gli stessi livelli di qualità’

  6. Splendida la carne di Denzel, soprattutto il mix del PimentoBurger.

  7. anche per me delusione assodata proprio ieri sera, ma in via vittor pisani… e le patatine poi orribili

  8. Ma a Roma posti del genere, o si spera meglio, ancora non si degnano di aprirli?????

  9. avatar gianluca

    16 euro per un hamburger del genere ???
    a quel punto vado direttamente al caffè trussardi a mangiare quello di berton, altro che fast-food.

  10. avatar Mauro

    Mi spiegate come sia possibile che il MamaBurger, qui da molti sottovalutato, Visintin del Corriere lo metta tra i primi in assoluto

    • avatar franco

      E’ che lui va sempre controcorrente. :)

    • ho come la sensazione che in questi locali lo standard qualitativo cambi molto da una volta all’altra.

      Nella recensione che ho fatto ho descritto due diverse visite. Nella prima occasione la carne era calda così come era stato ben scaldato il pane mentre nella seconda alcuni ingredienti erano freddi. Anche l’accoglienza è stata molto diversa. Rodaggio? mah…

      Prima di tornarci vorrei provare denzel, tizzy’s e al mercato ;)

  11. avatar alessandro

    Caro, assolutamente d’accordo sui “sapori” e ciò giustifica la poca gente presente.
    Classico arrangiamento mal riuscito

  12. ma andate al Margy Burger‎ in Piazza Santo Stefano, 2 a milano rustico ignorante e buono!!!!!!

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