L’entusiasmo degli americani per lo sbarco di Gino Sorbillo a New York

Sono estasiati all’idea di cibarsi dell’originale. Per questo foodblogger e critici gastronomici americani afflitti da pizze che sono “troppo”, troppo ricche, troppo condite, con un’accozzaglia di ingredienti spesso buttati sopra a casaccio, contano i giorni che mancano allo sbarco dei grandi pizzaioli italiani a New York e più in generale negli Stati Uniti.

E’ stato così per il romano Stefano Calligari.

L’inventore del trapizzino, l’angolo di pizza bianca a forma di tramezzino farcito senza risparmio di romanità, dall’amatriciana al picchiapò, ha aperto lo scorso febbraio al 144 di Orchard Street, nel Lower East Side, conquistando nuovi adepti alla sua “scarpetta da passeggio“.

A giugno Gabriele Bonci, altro monumentale (in tutti i sensi) pizzaiolo romano, porterà a Chicago, in uno o due punti vendita –a seconda di come vanno le cose– la sua rinomata pizza al taglio, mentre già guarda a una possibile espansione a New York, Philadelphia e Boston.

Ma come riferisce con titoli entusiastici il sito americano Eater (“La pizza fritta è il calzone che l’America aspettava, uno di migliori pizzaioli italiani sta per aprire a New York”) oggi è il gran giorno di Gino Sorbillo.

Partito dal n. 32 dell’antico decumano maggiore di Napoli, oggi via dei Tribunali, celebre anche grazie a una certa fama televisiva, il protagonista dell’ormai imminente autobiografia griffata Dissapore, apre oggi a Little Italy (e dove sennò) Zia Esterina, locale d’asporto dedicato alla pizza fritta, street food storico del ventre molle napoletano.

Menu improntato sulla veracità partenopea, e pizza fritta a 360 gradi: classico ripieno con ricotta, cicoli e pepe; aggiunte e variazioni di provola e pomodoro; versioni moderne con polpettine di carne.

Ma non è l’unica novità in salsa newyorkese per il vincitore del nostro 1° Campionato della pizza.

Le sue celebri pizze a ruota di carro, simbolo della verace tradizione partenopea, si gusteranno presto al 334 della Bowery, portando a 10 le pizzerie dell’ex scugnizzo napoletano, divise tra format diversi: la classica pizza napoletana, Lievito Madre e Zia Esterina per la pizza fritta.

[Crediti | Link: Dissapore, Eater]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

13 aprile 2017

commenti (1)

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  1. Ci abbiamo messo tantissimi anni, ma finalmente ci siamo svegliati e grazie a gente come Sorbillo e gli altri stanno esportando le nostre eccellenze gastronomiche, e niente mi toglie dalla testa che il merito vada in parte ad Eataly, che in questi anni ha dimostrato che era possibile farlo.

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