I nuovi cocktail dell’estate: bye bye Spritz

Se lo Spritz è il cocktail dell’estate a New York, con Campari che si frega le mani per essere riuscita a imporre il cocktail a base di bitter, vino bianco e seltz perfino negli Stati Uniti, abituati a drink più alcolici, in Italia, dopo anni di dominio incontrastato, il re dei nostri aperitivi sembra destinato a cedere lo scettro.

[Spritz: com’è diventato il cocktail dell’estate a New York]

Lo ha raccontato su La Stampa Maurizio Maschio, che ha attraversato l’Italia lungo le mappe della miscelazione visitando i cocktail bar più gettonati (Sud Italia escluso, ahinoi).

Complice l’evoluzione dei gusti che mette ormai i migliori bartender sullo stesso piano degli chef per elaborazione delle ricette e ricerca, l’estate finora si è presentata ricca di novità. Con il mezcal, distillato ricavato dal cuore di una pianta spinosa e grassa, l’agave, nel ruolo di pigliatutto.

Le linee guida del cambiamento

Drink innovativi serviti in abiti fantasiosi, sapori accattivanti che prediligono le note agrumate e speziate, ricette capaci di mescolare ingredienti di tutto il mondo strizzando l’occhio alla tradizione: sono queste le linee guida del cambiamento, una specie di mixology revolution che coinvolge sia le grandi città che i luoghi dove in questi giorni vi trovate in vacanza.

Milano

Nella città dell’aperitivo dominano i sapori freschi, floreali e speziati, soprattutto allo zenzero, con rivisitazioni di classici come il Moscow Mule, in vetta alla classifica dei long drink del Mag Cafè.

Veneto/Friuli Venezia Giulia

Anche tra Veneto e Friuli, che spesso fanno da apripista sulle nuove tendenze all’ora dell’aperitivo, il bianco Hugo con prosecco, sciroppo di sambuco, acqua gasata e foglie di menta, è ormai l’alternativa più leggera e prediletta al classico Spritz, specie nei cocktail club più interessanti della riviera adriatica, come il Tenda bar di Lignano, dove vanno forte anche i vermouth dei piccoli produttori friulani.

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Se all’Harry’s Bar di Venezia il must resta il mitico Bellini, il presidente di Aibes (Associazione italiana barman e sostenitori) e top barman del Westin Europa e Regina di Venezia, Giorgio Fadda, racconta che la tendenza maggiore riguarda i bitter fatti in casa oltre che twist on classic (rivisitazioni dei classici) che nel suo caso sono un Bloody Mary insuperabile, ma pure Boulevardier, Bramble e Espresso Martini.

Torino

Mirko Turconi, sesto nella classifica dei barman migliori nel mondo, da un paio d’anni al timone del lounge bar più altro d’Italia, il Piano 35 del grattacielo Intesa San Paolo, per la lista estiva ha scelto come filo rosso il tema del viaggio.

Il suo #Spritz35 servito in bottiglia è un mix originale tra lo Spritz e il French 75, noto cocktail d’oltralpe a base di gin, champagne e succo di limone.

La moda del gin non va in vacanza e la tendenza che ha fatto impazzire gli estimatori del distillato, a iniziare dall’Inghilterra, è quella di abbinare l’incredibile varietà di gin all’ampia gamma di acque toniche in circolazione, meglio se artigianali, creando versioni inedite del classico Gin tonic, da guarnire con frutta fresca, erbe aromatiche, radici, bacche e perfino legumi, il tutto servito in eleganti bicchieri di vino.

Proprio un legume, grazie alla base alcolica composta da tequila ai fagioli tostati e dal mezcal, è protagonista di uno dei cocktail più interessanti di Turconi, il Caffè del diablo.

Che il mezcal ormai superi la tequila tra i prodotti a base di agave, lo dimostra la nuova cocktail list di El Beso, un angolo di Messico nel cuore di San Salvario, dove ad andare per la maggiore è il Messicano a Torino, con mezcal artigianale Bruxo, Martini Rosso, triple lime e angostura.

Dalla riviera adriatica alla Versilia

Scendendo verso Sud, non si può saltare la tappa del Nikki Beach a Marina di Pietrasanta, il beach club della catena internazionale fondata da Jack Pernod vent’anni fa a Miami, che da quest’estate conta anche un nuova lussuosa apertura a Cala Petra Ruja, il Nikki Beach Costa Smeralda. Qui il top del momento è una versione del mojito, più dolce e meno alcolica di quella classica.

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Dalla rielaborazione di grandi classici al gioco di contrasto tra sapori, anche prodotti fino a qualche tempo fa considerati difficili da utilizzare, come sake, pisco e cognac, sembrano ritagliarsi un posto crescente nel mondo della miscelazione e della sua branca “molecolare”.

Roma

E se volessimo assaporare il nostro drink preferito a casa?

La risposta arriva dalla capitale, dove il mago Emanuele Broccatelli, nome di punta del bartending nazionale in forza al Caffè Propaganda, ha appena tirato fuori dal cilindro la nuova linea di cocktail imbottigliati Drink-it, mentre nel locale propone un giro del mondo con il palato, attraverso una lista di 16 cocktail in rappresentanza di altrettanti Paesi.

L’estate sta cambiando il nostro modo di consumare i cocktail, provare per credere.

[Crediti | La stampa]

Anna Silveri

23 agosto 2018

commenti (3)

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  1. QueenB ha detto:

    Quest’anno ho visto spuntare lo Spritz nei menu di svariati paesi… ma sempre Aperol! Non mi è mai capitato di trovarlo con il Campari. Esclusiva del mercato americano?

    1. Jack ha detto:

      Lo spritz e’ stato ultra pompato da Aperol in giro per il mondo, nessuno lo beve perche’e’ uno spritz, ma perche’ e’ un Aperol Spritz (TM).

    2. pincolo pallolo ha detto:

      Campari è proprietaria di Aperol.

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