Il successo del bar con il distributore automatico di cocktail

A volte, beneficiati da Instagram, oggetti impensabili si trasformano in star improvvise del web (il fatto che questi oggetti siano distributori automatici di Martini o Negroni aiuta non poco).

È successo a Existing Conditions, nuovo bar con piccolo ristorante nel Greenwich Village, a New York, dove due distributori automatici di bevande anni ’60, a elevato tasso di instagrammabilità, sono diventati virali, come riferito dal magazine americano Punch.

“Non era questa l’intenzione”, dice uno dei titolari, Don Lee, ma nonostante la casualità i due distributori automatici di cocktail in bottiglietta sono diventati “la parte più iconica del nostro bar”. L’intenzione non era certo farli diventare virali su Instagram, il motivo per cui nel locale erano stati installati i dispenser era –banalmente– lo spazio limitato.

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Progettati per far sì che gli ospiti potessero servirsi da soli cocktail prefabbricati nell’attesa di un tavolo libero, e recuperati in una specie di “magazzino di Indiana Jones” nel Connecticut, i due distributori sono attrezzati con termostato digitale impostato sui meno quattro gradi Celsius, temperatura più adatta a un cocktail che non a una bevanda.

L’unica cosa che è stata cambiata è il meccanismo del pagamento, modificato per accettare i token personalizzati rilasciati dal bar.

I (numerosi) clienti del nuovo cocktail bar sono felici di mettersi in fila per servirsi da soli un Moscow Mule o un Manhattan, che fanno bella mostra di sé da dietro il vetro delle macchinette, forse ricordando con quanta gioia da bambini prelevavano bevande e gelati dallo stesso tipo di distributori.

E poi ci sono i più giovani, i millennial: “quando hanno finito di armeggiare con lo smartphone, stanno lì in piedi con la loro bottiglia senza sapere come berla”.

Del resto, più che consumare conta fotografare. E subito dopo instagrammare.

[Crediti: Punchdrink]

Anna Silveri

18 settembre 2018

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