di Sara Porro 23 Febbraio 2012

I gourmet si dividono in 2 categorie: quelli che mangiano il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi e quelli che leggono resoconti di chi ha mangiato il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi ingozzandosi di cibo spazzatura sul divano. Io appartengo alla seconda. Ma così come “le persone di gusto sanno vestirsi bene anche comprando al mercato” — ©Giorgio Armani — gli scaffali dei supermercati sono ricolmi di delizie sottovalutate, autentiche nella loro sofisticazione alimentare. “Comprato e Mangiato” proverà a dimostrare che sono Troppo Buone per Essere Finte.

I sottoli sono alimenti da single. Non tanto perché i single li mangino (non so se lo facciano. Dovrebbero, comunque), piuttosto perché ti fanno desiderare di rimanere single. Per poter mangiare sottoli. Perché il sottolio, a meno che tu non sia una di quelle creature principesche che stanno a tavola con due libri sotto le braccia e uno sulla testa, è un cibo che va mangiato da soli, lontani da occhi indiscreti. Per quanto mi sforzi di scolare il boccone in modo accettabile prima di portarmelo alle fauci, infatti, riesco sempre a lasciar cadere dell’olio da qualche parte (=su di me). Quindi la mia tecnica di assunzione dei sottoli è più o meno:

1) prendere il sottolio con la forchetta
2) scrollarlo finché sembri innocuo
3) portarlo alla bocca
4) masticare prendendo progressivamente consapevolezza del fatto di avere un rivolo di unto che punta risoluto verso il mento
5) tamponare il danno con il tovagliolo, biascicando rimproveri rivolti a me stessa e alla mia goffaggine
6) ripetere.

In questo stato peculiare di abbruttimento, l’unica creatura capace di guardarmi con occhi pieni d’amore è il mio cane, e anche questo per ragioni squisitamente utilitaristiche (vuole i sottoli). Quindi mentre li mangio penso solo: “Certo che se vivessi con qualcuno mangiare sottoli mi imbarazzerebbe. Forse finirei anche per dover rinunciare al caldo abbraccio della coperta con la maniche” (altro accessorio – insieme al mento unto – dalla fortissima carica antierotica).

Avere un uomo per casa in caso di sottolio presenta quindi un solo vantaggio: può aprire il barattolo, ermeticamente sigillato con l’incantesimo della Spada nella Roccia, che si svita soltanto quando viene toccato da un maschio (Ah, per inciso sono consapevole del fatto che il problema non sia il genere, bensì le mie braccine atrofiche da T-Rex).

Oggi, ad esempio, ho scelto di dedicarmi ai Carciofi a Spicchi Grigliati in Olio di Oliva della linea i Tesori PAM & Panorama, ma il vasetto non era collaborativo. Avevo quindi due opzioni:

A) bussare al vicino di fronte e chiedergli di aprirmi il vasetto. Però sarebbe sembrato un tentativo di rimorchio, cosa che non era sulla mia agenda perché – ricordiamolo – la mia serata era allocata al mangiare sottoli.
B) cercare su Youtube “How to open a jar of pickles”.

Ho optato per la seconda, e a quanto pare mettendo il barattolo a testa in giù e sbattendolo sul tavolo si ottiene che si apra facilmente. Non è il mio caso, e nel frattempo ho spaventato a morte il cane. Sono ormai prossima alla disperazione quando trovo il consiglio definitivo: infilare un cucchiaio sotto il bordo del vasetto così da rompere il sottovuoto. Alleluja!

La lotta con il barattolo ha solo amplificato il mio desiderio di carciofi sott’olio, quindi mi ci avvento con fame belluina. Il carciofo, “grigliato alla brace con carbone vegetale”, è scivoloso sulle prime ma ben croccante al morso: l’aroma affumicato della griglia si percepisce chiaramente e, insieme all’acidulo dell’aceto, rende l’ingozzarsi di carciofino dopo carciofino pressoché inevitabile.

Ingredienti: carciofi, olio di oliva, aceto di vino, sale, prezzemolo, antiossidante: acido ascorbico. Al supermercato 5 Euro e un po’.

Gli altri Comprato e Mangiato:
Patatine Darling Spuds

Philadelphia fresco e goloso

Canestrelli Grondona
Tyrrel’s Veg Crisp
Caramelle Mou Kuhbonbon
Häagen Dazs Macadamia Nut Brittle
CioccoeRiso Scotti
Fish&Crock Findus

[Crediti | Link: YouTube, immagine: Profumincucina]