di Susanna Danieli 20 Aprile 2020
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Palme, spiagge bianche e la pace dei sensi: una visione paradisiaca e (purtroppo) molto lontana dalla realtà del quotidiano. Come rimediare? Un bel bicchiere di latte di cocco e per un istante il sogno esotico diventa realtà. Questo prodotto fresco e cremoso, da non confondere con l’acqua di cocco, che si trova naturalmente all’interno della noce, non è altro che polpa in forma cremosa. In altre parole, un concentrato di sostanze nutritive dall’apporto calorico non trascurabile, con tutti i benefici e le controindicazioni che ne conseguono.

Se da una parte infatti il latte di cocco è un ingrediente adatto a vegani e intolleranti al lattosio, ricco di vitamine e grassi buoni per il colesterolo, dall’altra occorre usarlo con parsimonia specialmente se si è a dieta, e fare attenzione ai prodotti confezionati che spesso nascondono conservanti e zuccheri aggiunti. Se usato e dosato bene, può diventare un prezioso alleato e un ingrediente versatile per dolci e piatti salati di ispirazione thai, come zuppe e curry. Prima di mettervi ai fornelli leggete qui: ecco tutti i pro e i contro del latte di cocco.

Benefici

Ottimo per vegani e intolleranti al lattosio

dolci latte di cocco

Buone notizie per i vegani: il latte di cocco è un’ottima alternativa vegetale al latte vaccino (oddio, più che altro alla panna) e, udite udite, si sposa molto bene con il caffè grazie al suo gusto dolce e alla consistenza cremosa. Ma non è finita qui: gioisca anche chi il latte non riesce ad assimilarlo, perché quello di cocco non contiene lattosio, né caseine. Un buon compromesso insomma per tutte le categorie che il latte di mucca proprio non lo possono vedere, nemmeno da un binocolo.

Vitamine e minerali antiossidanti

latte cocco

Il latte di cocco è, in sostanza, la sua polpa frullata con un po’ d’acqua e successivamente filtrata. Fra i micronutrienti troviamo vitamine del gruppo B, C, E e sali minerali come selenio, zinco, magnesio, ferro, fosforo e potassio. I benefici vanno dal potere antiossidante contro i radicali liberi, al rafforzamento del sistema immunitario, fino alla salute di ossa e cellule nervose.

I grassi saturi (ma buoni) per il colesterolo

cocco come usarlo in cucina

Adesso però posate un attimo quel bicchiere per non rischiare di farlo cadere come se all’improvviso vi scottasse tra le mani, che apriamo la temuta parentesi dei grassi. Come tutta la frutta a guscio, il cocco ne contiene in quantità considerevoli: circa 24 grammi per 100 di prodotto, di cui più della metà è satura. L’acido laurico ne è il principale componente che, nonostante la sua struttura più rigida, fa parte dei “buoni” per l’organismo.

Oltre ad avere proprietà antibatteriche e antivirali infatti, studi dimostrano che questo grasso è in grado di innalzare i livelli di HDL (il colesterolo “buono”) nel sangue, e contemporaneamente diminuire le concentrazioni del suo gemello “cattivo”, aka LDL. Di conseguenza, l’effetto del latte di cocco sul colesterolo può aiutare a prevenire lo sviluppo di malattie cardiovascolari, legate al cuore e ai vasi sanguigni.

Fibre a effetto saziante

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Il latte di cocco ci regala anche discrete dosi di fibre, circa 2,2 grammi sul totale. Un bonus rispetto al latte vaccino, che ne è totalmente privo, e un trucco spezza-fame: le fibre infatti aiutano a regolare il senso di sazietà facendoci sentire più pieni più a lungo.

Controindicazioni

Occhio alle calorie

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Tutta questa abbondanza di sostanze nutritive ha un prezzo in termini energetici. Il latte di cocco è infatti molto calorico: quasi 200 calorie per 100 grammi di prodotto, che corrispondono al triplo del latte vaccino. Considerato anche l’alto contenuto di grassi, è consigliato il consumo moderato specialmente per chi è a dieta.

Le insidie della confezione

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Il latte di cocco fresco fatto in casa è il migliore che ci sia. Peccato che si tratti di un processo lungo e laborioso, per cui molto spesso risulta più semplice acquistare quello già pronto venduto in contenitori di tetrapak o in lattina. In questi casi però occhio all’etichetta: tra le file degli scaffali si nascondono conservanti, aromi e soprattutto zuccheri aggiunti, di per sé abbastanza inutili visto che il latte di cocco è già naturalmente dolce e già abbastanza calorico. Cercate di scegliere sempre il prodotto più “naturale” possibile, idealmente con un solo ingrediente.

Che si tratti di latte di cocco fresco, in cartone o lattina, trovate qui le istruzioni per conservarlo al meglio.

Latte di cocco condensato, peggio mi sento

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Se al latte di cocco confezionato possiamo dare il beneficio del dubbio, nel caso del latte di cocco condensato siamo assolutamente certi di trovare una quantità spropositata di zucchero aggiunto. Per tentare di arginare la (quasi) inevitabile portata calorica di questo ingrediente dolcissimo, ottimo per realizzare il gelato o un’esotica panna vegetale, il modo più semplice è prepararlo in casa in modo da avere il controllo sulle dosi. In un pentolino versate mezzo litro di latte di cocco, aggiungete 150 grammi di zucchero a velo e scaldate a fiamma bassa mescolando bene. Non appena avvertite che il composto comincia ad addensarsi, spegnete la fiamma: raffreddandosi, il latte di cocco condensato acquisterà la consistenza di una crema. Conservate in frigorifero.