di Carlotta Girola 15 Luglio 2015
Gelato Grom

Ieri la notizia del Codacons che chiede e ottiene che Grom non definisca il suo gelato “artigianale”. Quale mai poteva essere la causa-effetto piú logica? Guido Martinetti e socio che si arrampicano sui vetri per ritrovare la “verginità” perduta?No, cari i miei commentatori e hater seriali: la reazione più interessante viene da voi, con il vostro bastimento carico carico di dita puntate e soprattutto di ghigni sornioni e compiaciuti per il rise and fall.

D’altra parte siamo umani, abbiamo gusti (anche di gelato) diversi, ma se una cosa ci piace indistintamente è gettare un po’ di fuoco alle polveri, e fare i Muttley della situazione, il “borbottone” di Hanna & Barbera.

Ma perchè tutto questo astio verso Grom? Ci siamo fatti la domanda e sbbiamo anche cercato di dare la risposta. Anzi 10 risposte a perchè ora tutti “picchiano duro” su Grom.

Matteo Renzi e il gelato di Grom

1. AMICIZIE
Proprietà transitiva, roba delle medie. Se voi siete amici di Grom e Grom è amico di Renzi, voi siete amici di Renzi? E poi, diciamolo: le amicizie importanti provocano sempre disagio.

David Beckham da Grom

2. VIP E LEGGENDE METROPOLITANE
Si diceva (“mio cuggino, mio cuggino” cit.) che Lapo Elkan ci avesse messo del capitale, e che la Fiat con tutto il suo carico di gente con la felpa logata ci avesse messo lo zampino. Antipatia garantita.

Per non parlare dello sterminato quoziente di vip smanioso di farsi fotografare in uno dei punti vendita sparsi per il mondo. Manco Starbucks ai tempi d’oro.

Grom, manuale del dipendente

3. IL MANUALE DEL PERFETTO DIPENDENTE
Da fuori tutto patinato e impeccabile, con il personale col cappellino rassicurante e il sorriso stampato. Da dentro, invece, il manuale del perfetto dipendente (uno scoop di Dissapore) con un sottile gioco al massacro della personalità. Perchè “un vincente è una persona felice”.

Grom, stazione termini, roma

4. INVIDIA DA SUPER-BUSINESS
Come non attirarsi qualche piccola antipatia, in periodi come questo, se si riescono ad aprire una cinquantina di punti vendita in giro per il mondo in (relativamente) pochi anni?

Guido Martinetti a Amici

5. ESPOSIZIONE MEDIATICA
Se ad un certo punto Grom e Marchetti sono apparsi in tv più di Dj Francesco e pure più di Farinetti, qualche fisiologico haters se lo sono conquistato. Specie Martinetti dopo la comparsata ad Amici nel ruolo del giovane imprenditore che ce l’ha fatta.

grom, gelato al pistacchio

6. IL PECCATO ORIGINALE: BRONTE
In origine era “gusto pistacchio”. Poi arriva Grom e tutto si trasforma in “IL Pistacchio di Bronte”. Da quel momento non c’è stata gelateria a sfuggire alla logica modaiola del “pistacchio? Sí, ma di Bronte.” E oggi che tutti hanno pagato l’obolo, Grom fa spallucce e guarda alla Turchia.

Federico Grom

7. MODESTIA
Il nostro è il miglior gelato del mondo“: correva l’anno 2013 e il virgolettato non è una licenza poetica. Tutto questo per farsi ben volere dalla categoria, che da quel momento ha sviluppato un odio piuttosto smodato.

panna gelato grom

8. QUESTIONE PANNA
Va bene far pagare 50 centesimi al milanese per l’aggiunta di panna sul cono, tanto al surplus ci ha fatto il callo. Ma voi provateci con un romano: non è questione di taccagneria, ma di principio. Questo è il principio dell’astio capitale.

Expo 2015, Grom, ape

9. EXPO-PLUS
Detto questo, non è che il milanese non si imbufalisca se gli si tocca il portafogli. Gli aumenti ad personam, anzi ad urbem, sono mal digeriti. A Bergamo il cono piccolo continua a costare 2,50 euro. A Milano, in centro, siamo a 2,60. Effetto Expo?

Grom e Martinetti a Mura Mura

10. IL BUONISMO (NON DEL GELATO)
Buonista e populista: la comunicazione del marchio Grom sembra ispirarsi alle parole e alle gesta di Fabio Volo, un pizzico di moralismo (campagna per i bambini dell’Ecuador e poi uso di cioccolato venezuelano), e la giusta mantecatura con la Grom-sofia del politicamente corretto (il cucchiaino per mancini). E tutte le menate con l’azienda agricola Mura Mura, subito trasformata nel paradiso della biodiversità.