10 Hamburger di Milano senza rivali, 2015 Edition

I gufi (cit.), malauguranti, sentenziano che non è più tempo di hamburgerie (hamburgherie?, amburgherie?). Ma i ristoratori di Milano, bisogna riconoscerlo, ci sanno fare eccome con gli hamburger.

Alcuni sono dei classici, penso ai burger di Denzel o di al Mercato. Altri, più recenti, sono riusciti a solleticare il nostro interesse.

Quando la smania per l’hamburger supera il livello di guardia affidatevi con fiducia a questa lista, il riassunto dei dieci migliori hamburger di Milano, approvato e aggiornato al 2015 da Dissapore.

Alcune onorevoli menzioni prima della Top Ten:
MU Italian Finest Burger
Macinata, Sarti di Burger
Meatbar de Milan
Margy Burger.

Hamburger Baobab

Il locale in zona Brera dal menu fantasioso con l’hamburger al mirtillo, i toast al branzino con il mango, oppure con scarola, pinoli e uvetta. Tra salutismo e inclinazione modaiola finiscono dentro i panini altri superfood vedi: bacche di goji , fagioli azuki o il condimento di acai.

Da provare le salse alle erbe (basilico, menta e rosmarino, timo), degno accompagnamento per l’ottima carne e le patati croccanti tagliate a mano.

Prezzo: Hamburger € 9 (con pomodorini e salsa alle erbe)

Baobab Organic Burger – corso Garibaldi 12

9. HAM HOLY BURGER

ham holy burger

Hamburgeria della prima ora, balzata agli onori della cronaca per la possibilità di ordinare e personalizzare il panino a piacere usando l’iPad. Nel frattempo è diventata una catena con tre aperture milanesi, due a Roma, una a Genova e la prima all’estero, precisamente a Londra, mercato affollatissimo per gli hamburger.

Carne di fassona piemontese, patate irresistibili sia a sfoglia che a spicchi, invitanti salse fatte in casa (tutto a 4 euro)

Prezzo: Holyburger 9€ (180gr. di fassona, pomodori, cetrioli, lattuga, anelli di cipolla rossa e salsa holy)

Ham Holy Burgervia marghera 34/ via palermo 15/ viale bligny 39

Hamburger 202, Milano

Nato da 202 The Grill e dal ristorante Zero si è fatto largo tra i take-away milanesi di hamburger per l’impostazione tipicamente americana (cupcake, marshmellow, birre yankee) e il rapporto prezzo/felicità migliore del settore. 

La qualità del panino servito nei cestini di vimini, orami griffe del locale, è un po’ altalenante anche se la carne non tradisce mai. Complicato resistere ai fritti: patate stick, anelli di cipolla, gamberi, chips con guacamole e pepite di pollo.

Prezzo: Cheese Burger 8,90€  (cheddar, insalata e pomodoro – salse a libero servizio). Fried o stick potatoes 3€

202 hamburger & delicious|delivery – corso di Porta Ticinese 6

7. BURGER WAVE
Hamburger, Burger Wave

L’originale burger australiano in una serie infinita di versioni, con addirittura 4 veggie burger diversi, un record per le hamburgerie non vegetariane.

Panini invoglianti per dimensioni e ripieno divisi in tre categorie: manzo, agnello e pollo. Deliziose le salse fatte in casa servite insieme alle patatine fritte thick-cut.

Prezzo: The wave 6€ (180gr. di manzo, bacon croccante, formaggio, insalata, relish di pomodoro, mayo alle erbe)

Burger Wave – via Ascanio Sforza 46 / corso di Porta Ticinese 49

6. LAMBICZOON

Hamburger Lambiczoon

Birreria italiana o gastropub inglese? Vi lasciamo le questioni di lana caprina e ripensiamo alle nove spine del mega impianto o alla qualità sorprendente dell’hamburger, per niente scontata in un locale incentrato sulla birra.

Poche le varianti disponibili ma la carne, fassona, di bue, di maiale sino al guanciale sfumato nel vino rosso, è sempre di livello assoluto. Paragrafo uomo avvisato: se prendete le “fatatine”, le patatone fritte del locale, limitarsi a una porzione vi risulterà complicato.

Prezzo: Classico 8€ (insalata, pomodoro, maionese)

Lambiczoon – via Friuli 46

polpa_tacchino_burger

Come vi suona “burger trattoria”? Ai proprietari del locale milanese l’ibrido tra due formati di ristorazione che più distanti non potrebbero essere ha portato bene. Hanno aperto un secondo locale a Milano, uno a Cagliari e in arrivo ci sono Brescia, Verona e Firenze.

Buonissime le salse “autarchiche”: pesto, maionese al balsamico e ben sette versioni al formaggio (grana, asiago, provola, fonduta, pecorino, gorgonzola, ricota). La carne si sceglie tra fassona, chianina, di tacchino o di agnello, c’è anche il burger vegetariano. Tra i ripieni anche cialda di polenta e il rosti.

Prezzo: Con fassona 10€ (200gr. di carne,lattuga, pomodoro, cetriolo, maionese la balsamico, rubra)
Patate classiche o a sfoglia 3,50€ – menu a pranzo 11 €: burger della casa + bevanda della casa + patatine sfoglia

Polpa Burger – via Gaetana Agnesi / via Vetere 9

Hamburger Denzel

Hamburger senza formaggi come impone la stretta osservanza kosher del locale, ma con carni davvero squisite di manzo, agnello o miste, lavorate per evitare la presenza del sangue. A suonare l’accompagnamento le birre israeliane (Goldstar e Maccabee) e anche il vino.

I migliori panini milanesi con il pastrami, nostra antica ossessione.

Prezzo: DenzelBurger (insalata, pomodoro, cipolle, cetrioli) 9,50€ (150gr. carne) – 11€ (180gr.) – 13 € (230gr)

Denzel – via Washington 9

Hamburger Fatto bene, Milano

Intenti dichiarati sin dal nome. E mantenuti. Specie per la carne di fassona, sempre morbida e saporita. Generose e buone le portate che accompagnano i burger, incluse le patate ratte, un’ottima varietà francese, fatte al forno e tagliate a spicchi.

Prezzo: Opening burger (fontina d.o.p., pomodoro, cipolla di Tropea, lattuga trocadero e maionese- servito con patate) 13,50€

Fatto Bene – via Vincenzo Monti 56 /via Buonarroti 8

2. BURBEE ARTISANAL BURGER
Hamburger, burbee

Hamburgeria take away tutta sostanza. Anche se serviti su piatti di plastica i panini sono in assoluto tra i migliori di Milano. Molto fa il pane, buono oltremodo e sempre cotto a puntino, all’altezza la carne di angus e di cavallo (una rarità).

Da provare le patatine al forno con la buccia, in un locale dove i fritti non sono contemplati. Si beve la birra artigianale Pratorosso, birrificio “agricolo” di Cascina Gaita nell’hinterland milanese.

Prezzo: Bacon Cheese 7,50€ (175gr. carne, pomodoro, iceberg, cheddar, bacon)
Patate fresche al forno 3€

Burbee – via Castel Morrone

1. AL MERCATO

hamburger, al mercato

Sarà pure l’hamburger degli hipster milanesi in versione “dirty-hands” (sporcatevi le mani, belli) o Superdupermega per appetiti insaziabili (25 €), ma è proprio nel micro locale della coppia composta da Beniamino Nespor e Eugenio Roncoroni, il cui menu evoca un “greatest hits” del più invitante cibo di strada planetario (lobster club sandwich a 25 €) , che la moda dell’hamburger si è affermata.

Dopo sono arrivati il Noodle bar di via Bligny e il più recente Taco bar di via Casale.

Carne saporita, da manuale le salse fatte in casa (o la sriracha sauce), non perdete per nessuna ragione i cocktail.

Prezzo: Hamburger 12 € (200gr. carne, pomodoro, iceberg, conefttura di cipolle, cetrioli, salsa speciale) – aggiunte da 1,50 € a 3 €, foie gras 7 €
Fries 3€ – Garlic Fries 4€ – Truffle Parm Fries 5€

Al Mercato – via Sant’Eufemia 16, Milano

[Crediti | Link: Immagini: hamburger di Al Mercato: Conosco un posto, hamburger di 202 Hamburger & Delicious: WonderfulMilan, altre immagini: Andrea Soban, Facebook]

Andrea Soban Andrea Soban

18 marzo 2015

commenti (37)

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  1. eli ha detto:

    Anche se la mania dell’hamburger a Milano comincia a stancare, quelli di Burbee meritano davvero!

  2. Mauro ha detto:

    Al Mercato, eccellenza milanese, il pane, profumato,morbido, ma non gomma, e la carne soda e saporita.
    Le onion rings, hanno un gusto ed un impanatura che ricorda per esecuzione ristoranti a più stelle.

    Qualcosa in più sulle verdure nel panino invece potrebbero farlo, non al livello del resto.

    1. Cristian ha detto:

      Io ho volutamente aspettato per non essere eccessivamente polemico e tenterò, dando la mia (non) impressione: posto il fatto che sono di una scortesia unica, non sono riuscito a mangiarci per un misunderstand e non si sono nemmeno scusati, ma i prezzi di alcune cose (tipo mezzo astice a 25 euro) per mangiare in un fast food con i tavoli attaccati e uscendo con l’odore di fritto addosso, vi pare che siano giustificati anche se è Milano?

      E lo dico da persona a cui questa città piace anche molto, ma ogni volta resto basito quando leggo certi prezzi. Il pur ottimo Denzel (questo l’ho provato) è comunque caro, ma molto più sostenibile, considerando anche la qualità complessiva di servizio e locale (qui sono arrivato ad un quarto d’ora dalla chiusura in un infrasettimanale e mi hanno trattato come un cliente delle 20, senza storcere il naso, ma chiedendo esplicitamente solo di evitare alcuni piatti dalla cottura molto lunga).

      “Al mercato” è uno di quei posti in cui non ci tornerei manco se mi regalassero la cena, 50 euro li spendo più volentieri a mangiare da un’altra parte. My two cents

  3. Gian Paolo ha detto:

    Avete dimenticato il Meatbar de Milan, secondo il mio modestissimo parere superiore a “Fatto Bene”.

  4. Daniele ha detto:

    Io trovo molto buono quello di Different Burger con la sua doppia cottura prima sotto vuoto a bassa temperatura e poi sulla griglia a carbone, per pochi attimi. Si scioglie in bocca!

    1. Nome ha detto:

      Magari è buonissimo, ma leggendo la descrizione non mi sembra per niente appetitoso

    2. Gillo ha detto:

      Dove hai letto la descrizione? Mi sembra che non ci sia nell’elenco.

      Caro Nome,a me l’argomento hamburger fa venire in mente sempre lestesse domande
      Sono 4.(Ma ne parliamo dopo).

      Come ho già detto più volte, dal punto di vista tecnico, l’hamburger è una stro…..Cioè non ci vogliono grandi competenze ed abilità a farne di ottimi.
      Altri ricette di carne sono più difficili.
      Sinceramente, ed immodestamente, poche volte ho visto un hamburger nelle recensioni, che si avvicina a quelli che faccio 🙂

    3. Nome ha detto:

      Gillo, la cottura a bassa temperatura a me basta

    4. Daniele ha detto:

      E perchè la cottura a bassa temperatura non dovrebbe andare bene per l’hamburger?

    5. Nome ha detto:

      E chi l’ ha detto che non va bene?

    6. Daniele ha detto:

      “la cottura a bassa temperatura a me basta” non sottintendeva quello?

    7. Nome ha detto:

      Sì, ma non stavo affatto affermando che “non va bene”. Esprimevo una mia personalissima riserva riguardante l’ appetibilità del risultato.

  5. Elena Cattaneo ha detto:

    Mi stupisce la seconda posizione assegnata a Burbee.
    Mangio pochissima carne, ma l’esperienza che ho avuto un anno fa nel localino di Castel Morrone mi ha convinta a non tornarci (a parte la scomodità del luogo – di fatto, un take away): hamburger umidiccio e patate presentate ‘floride’, ma quasi subito flosce.

    Un caso? Possibile.
    Ad ogni modo, trovo Denzel decisamente superiore, sotto molti punti di vista: è un posto che vale una visita, anche per alcune proposte di cucina kasher di ispirazione mediorientale.
    E poi, una volta satolli, vi farà sorridere molto il nerdissimo gioco di parole fra il nome, DENZEL, e la via dove si trova, Washington. Potere del postprandiale. 🙂

  6. Cinzia ha detto:

    Invece la cottura cambia eccome la qualità dell’hamburger. Se lo si cucine male diventa duro o bruciato e basta. Quello di Different Burger l’ho provato e quella tipologia di cottura lo mantiene sempre succoso all’interno ma cmq cotto esternamente.

    1. Gillo ha detto:

      Sono d’accordo, Cinzia.
      Hai centrato la vera difficoltà della cottura dell’hamburger.
      Lo tecnica del Sous-Vide aiuta molto.
      Ma, con l’esperienza, si può ottenere un risultato simile anche non passando per il sottovuoto.
      Sempre a bassa temperatura inizialmente e poi, alla fine con la rosolatura delle due facce esterne.
      Ci vogliono più p…. così che con la sous-vide, ma si può fare.
      Anche con altezze ragguardevoli.
      Ciao
      🙂

    2. Paolo ha detto:

      Un’alternativa alla sous-vide potrebbe essere, senza bisogno di macchinari speciali e specifici, la reverse searing

    3. Gillo ha detto:

      Di quella tecnica parlavo, caro Paolo.
      Ciao
      PS
      Con l’aumentare dello spessore aumenta un po’ la difficoltà.
      Ma si può fare

    4. Daniele ha detto:

      Ciao Gillo, come fai il reverse searing a casa con il burger? 🙂

    5. Gillo ha detto:

      La tecnica è descritta qui:
      http://it.paperblog.com/segreti-incofessati-delle-steak-houses-di-successo-americane-1reverse-searing-o-metodo-finney-679590/

      Non condivido alcuni passaggi enfatici del link.
      Ma i principi su cui poggia ed i passaggi sono validi anche per l’hamburger.
      Chiaramente, adotto un mio sistema:
      1 Utilizzo una padella antiaderente
      2 Accendo il fornellino più piccolo della cucina.E lo metto al minimo: si può arrivare anche ad un cerchio esile di fiamma che si vede soltanto al buio,
      spegnendo la luce.
      3 Con tutto ciò, il calore riscalda la padella ed inizia la cottura.
      Ecc…
      Fino ad arrivare alla parte finale: su un’altra padella antiaderente a T alta rosolo velocemente le due facce dell’hamburger per accentuare e completare la reazione di maillard.

      Considerazioni personali:
      L’esperienza ci dirà quando girare e quanto tempo deve cuocere la prima facciata e poi la seconda, 1 in base al grado di cottura preferito ed 2 allo spessore dell’hamburger.
      E’ chiaro che una carne poco cotta possiamo facilmente correggerla con un piccolo ulteriore tempo di cottura.
      Impossibile correggere una carne molto cotta.

      Questa tecnica, che non prevede la rosolatura all’inizio(come generalmente si fa) ma alla fine ha dei vantaggi, secondo me, specialmente con spessori grossi.
      (All’opposto la “fettina” sottile va cotta ad alta temperatura per un brevissimo tempo)
      Nella cottura sottovuoto si conservano ancora meglio i liquidi ma in quella che ho descritto l’hamburger rimane morbido e succoso.

      Ciao

  7. MANUEL ha detto:

    VOLEVO RIVOLGERMI DIRETTAMENTE AL SIGN.ANDREA SABAN.
    HO L’IMPRESSIONE CHE IN QUESTE CLASSIFICHE CI SIANO SEMPRE GLI STESSI….MA LE GIRATE LE HAMBURGERIE?????
    CI SONO NUOVI POSTI ALTRETTANTO OTTIMI.
    SONO D’ACCORDO CON IL RAGAZZO CHE HA SEGNALATO IL DIFFERENT BURGER.
    LA QUALITA’ E ‘VERAMENTE ALTA, SI SENTONO GLI INGREDIENTI FRESCHISSIMI E IL PREZZO E’ UNO DEI MIGLIORI……IL CHEDDAR BUONISSIMO E ORA HANNO INTRODOTTO ALTRE BIRRE ARTIGIANALI.

  8. fontici ha detto:

    ma unq volta ogni tanto non si puo’ ” mangiare come parliamo ”
    va bene tutto ma se devo spendere 10\16 euri per un hambugher sono tutti bravi a farlo alla fine e’ un panino

  9. PhattyBoy ha detto:

    Baobab lo ho trovato davvero scadente, in realtà: pane molliccio, patate che pareva surgelate… mah, magari era la serata storta.

  10. Gibux ha detto:

    ho avuto modo di testare (più volte) sia Different Burger che 202 (212 in verità). ecco i miei 10 cent:
    – Pane: 202 troppo dolce, è quasi una brioche, meglio Different anche se senza brillare particolarmente
    – Carne: ottima in entrambi i casi, pari
    – Patatine: quelle del 202 sono delle buone fries. al Different sembrano più al forno e tendono a sgonfiarsi un po’. vince 202
    – Condimenti: a parità di composizione (burger + bacon + cheese) preferisco la qualità del Different, soprattutto per il bacon.

    In ogni caso, sempre IMHO su tutti a Milano vince Fatto Bene a mani basse

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