Hai mangiato i dolci migliori d’Italia ma non conosci questi 20? Non puoi dire sul serio

L’impresa storica di mappare le migliori gelaterie italiane – e i suoi risultati record – ci hanno riempito la testa di zuccheri. E non c’è giornata in cui riusciamo a placare l’impulso di categorizzare qualsiasi cibaria.

La tradizione gastronomica italiana è un viaggio infinito, lo sanno anche i sassi. E anche in termini di dolci ci si addentra in un territorio infinito. Ma a noi piacciano le sfide. Specie quelle a carattere nazionale, dove potete ammonirci di non aver preso in considerazione la pasticceria sotto casa vostra, in provincia di Isernia, aperta ben 12 giorni fa, ma inventrice di un una nuova versione del tiramisù.

Quindi, eccovi i 20 migliori dolci italiani e dove mangiarli. Rigorosamente dall’ultima alla prima posizione, suspance rules.

pastiera Marigliano

20. Pastiera Napoletana.
Dolce pasquale ormai calendarizzato tutto l’anno. Realizzato con base di pasta frolla, ricotta, frutta candita, uova, zucchero e soprattutto grano bollito nel latte. Il top l’ha raggiunto ormai Pasquale Marigliano da san Gennarella d’Ottaviano, esimio pasticcere già apprendista in terra di Francia, ora uno dei più fulgidi astri del panorama mondiale.
Pasquale Marigliano, via G. D’Annunzio 23 – San Gennarello di Ottaviano, Napoli.

Torta Pistocchi

19. Torta Pistocchi.
La torta al Cioccolato più amata d’Italia, dalla goduriosa consistenza difficilmente descrivibile se non tirando di mezzo il pongo (cfr. Sara Porro). Un enorme ganache di cioccolato fondente extra al 65%, creata da un abile e non propriamente sobrio artigiano cioccolatiere toscano. Disponibile anche in versione mignom, come comfort-food d’emergenza.
Torta Pistocchi – via Ponte di Mezzo 20, Firenze

babà aiello

18. Babà.
Un classico assoluto, fatto con pasta sofficemente lievitata e cotta al forno e inzuppata nel rum. Come non papparselo nella muscolosa pasticceria Leone, con il ripieno di crema, oppure nel ristorante di Vittoria Aiello, al ristorante Torre del Saracino. Da replicare a casa.
Leone, via Riviera di Chiaia 61 – Napoli

cioccolato modica bonajuto

17. Cioccolato di Modica.
Pare avesse ragione Sciascia: la cioccolata di queste parti è imbattibile. Sarà la temperatura carezzevole con cui Franco Ruta, figlio di Rosa Bonajuto, lavora la pasta di cacao, o magari gli aromi più o meno insoliti che ne corredano il sapore, dalla vaniglia al peperoncino, fino alla cannella e persino al sale. Lo zucchero, che resta in cristalli distinti senza miscelarsi come sciroppo, compie il resto del miracolo.
Antica Dolceria Bonajuto Corso Umberto I, 159 Modica, Ragusa.

marron glaces

16. Marron Glacé.
Dolce tipico del cuneese per il quale abbiamo sempre litigato con i cugini francesi per la primogenitura. Altro non è che una castagna candita con sciroppi di zucchero via via di maggiore concentrazione, stando attenti a non rompere il frutto. Vi svelo un segreto: difficile segnalare produttori di nome perchè molti pasticceri utilizzano e vendono come loro i marron glacé prodotti da terzi. Tra tutti quelli del Valdostano Morandin, canditi secondo tradizione e poi usati anche nel loro panettone.
Pasticceria Morandin – via Chanoux 105, Saint Vincent (AO)

biscotti di prato

15. Cantucci Di Prato.
Più correttamente sarebbero da chiamare Biscotti di Prato perchè i Cantucci toscani sono una cosa diversa. Questi sono prodotti senza grassi aggiunti né lieviti, secondo l’antica ricetta di un forno aperto nel lontano 1858, il Biscottificio Mattei. Elegantemente incartati nella confezione blu legata da uno spago, sono perfetti da consumare da single, o accoppiati inzuppati, come vuole tradizione, nel vin santo. Se poi volete cimentarvi nell’opera, la ricetta perfetta per realizzarvi ve l’abbiamo anche regalata .
Biscottificio Mattei – via Bettino Ricasoli 20, Prato.

granita_assenza

14. Granita siciliana.
E’ stata dura ma alla fine la migliore granita siciliana l’abbiamo trovata al caffè Sicilia di Noto, il regno di Corrado Assenza. Inimitabile quella alla mandorla, ma non negatevi lo stupore di assaggiare la verticale di granite, un trittico impareggiabile.
Caffe Sicilia – corso Vittorio Emanuele  III 125, Noto.

Cannoli di Dattilo

13. Cannolo siciliano.
Quando si dice cannolo espresso. Quelli di Dattilo li riempiono al momento. E sono piacevolmente grezzi, con la ricotta non setacciata ma semplicemente pecoreccia e naturale, unita a canditi e gocce di cioccolato. La cialda, croccante ma compatta e strutturata, completa il capolavoro.
Eurobar – Via Giuseppe Garibaldi, 11/13 Dattilo, Trapani.

caprese sal de riso

12. Torta Caprese.
Un classico della costiera Amalfitana: viene preparata con burro fresco, uova, mandorle tostate e cioccolato fondente. Non possiamo non citare il nome di uno dei figli pasticceri più famosi di questa terra, Sal De Riso. Di questa torta De Riso propone anche una versione più stuzzicante ed estiva, al limone della costiera, la cui ricetta appare nel suo libro I Dolci del Sole.

Sfogliatelle, Attanasio, Napoli

11. Sfogliatella Riccia.
La poco rassicurante stazione di Napoli ha dato i natali a un posto culto per la sfogliatella. Create da mani abili, conservate in forno e riscaldate al momento dell’ordine, quelle di Attanasio dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che non tutte le sfogliatelle sono create uguali. Il più antico dolce di Napoli, pasta sfoglia ripiena con rialzo per ricordare il cappuccio di un monaco, è stato inventato  non a caso in un convento di clausura della costiera amalfitana.
Antico Forno f.lli Attanasio, vico Ferrovia 1/2/3/4 – Napoli.

focaccai dolce claudio gatti

10. Focaccia dolce.
Non è un panettone, non è un pandoro, è un terzo sesso tra i dolci natalizi, un unicum che non può mancare nella palette gustativa di ogni gastrofanatico che si rispetti. Claudio Gatti fa una pasta morbidissima e più leggera del panettone (qui siamo a 11,3% di grassi contro i 16% tradizionali), profumata di maraschino nella versione classica, senza uvetta o canditi ma con pezzettoni enormi di frutta tagliata e lavorata (pesche, albicocche, ananas e arancie), ovviamente prodotta con lievito madre.
Pasticceria Tabiano – viale alle Fonti 7, Tabiano Terme (PR).

panettone iginio massari

9. Panettone.
Il Panettone è il re dei dolci lievitati italiani e Iginio Massari il suo profeta. Riconosciuto nume tutelare della pasticceria italiana, fondatore dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, nonché consigliere dell’associazione internazionale Relais Dessert, per lui l’arte dei lievitati non ha segreti – tanto che i suoi libri sono oggi punto di riferimento per ogni studente d’arte dolce. Il panettone di Massarri è splendidamente alveolato, morbido e dai piacevoli sentori di arancia, con tanti canditi morbidi e uvetta saporita. Numero uno!
Pasticceria Veneto -via Salvo d’Acquisto, Brescia.

cassata santi palazzolo

8. Cassata Siciliana.
Cuore di ricotta di pecora rivestito di pasta reale, base di morbido pan di spagna con tanta frutta candita (e scorze anche di grosse dimensioni) più le gocce di cioccolato fondente. Un dolce dai sapori forti e carichi che profuma di Sicilia e che da Palazzolo si può assaggiare nella più sublime pienezza.
Pasticceria Palazzolo – via Nazionale 123, Cinisi (PA).

tiramisu beccherie

7.  Tiramisu.
Stabilire chi sia stato l’inventore di questo dolce è più difficile che conteggiare il numero di copertine collezionate da Carlo Cracco. Tra le versioni discordanti sposiamo quella che vuole i natali avuti in terra trevigiana, precisamente al Ristorante Beccherie di Treviso, dove ancor oggi è ovviamente uno dei pezzi pezzi forti del menu.
Antico Ristorante Beccherie, via Giannino Ancillotto 11, Treviso.

torroni limited editiion scaldaferro6. Torrone.
Scordatevi il sapore del torrone al quale siete stati abituati. Pietro Scaldaferro vi farà scoprire un dolce che grazie al suo lavoro (soprattutto nella serie limited edition) ha raggiunto nuovi traguardi gustativi, con abbinamenti e usi di ingredienti (disponibili in piccole quantità come il miele di barena della laguna di Venezia) finora mai esplorati. Dalla tradizione del torrone alla mandorla veneto al torrone posato a fiocchi incredibilmente buono.
Torronificio Scaldaferro – Vicolo Ca Tron, 31, Dolo (VE).

crema spalmabile nocciola castagna +55

5. Crema spalmabile.
Un dolce che è tipicamente italiano, nato dalla nostra inimitabile capacità di arrangiarci nel momenti di difficoltà. Così nacque l’antesignano della Nutella, “tagliando” nel dopoguerra il cioccolato troppo caro a favore della più economica nocciola, abbondantemente disponibile in Piemonte. Ma tra tutte le creme spalmabili gourmet per noi questa è il paradiso.
Guido Castagna Cioccolato – via Maria Vittoria 27, Torino.

tourinot guido gobino

4. Giandujotto.
I giandujotti, in  costante rotazione sul comodino della mia camera, sono dolcetti a forma di piccola barca rovesciata, inventati dai cioccolatieri torinesi per reagire al blocco europeo del cacao imposto da Napoleone. Sostituito nell’impasto dalle nocciole tostate (prima clandestinamente, poi come cioccolato alla nocciola detto “Gianduja”), a prescindere da come è fatto –a mano, modellato e colato in stampi, oppure estruso da una macchina– il Tourinot di Guido Gobino con il 30% di nocciole in 5 grammi di cioccolatino resta le migliore tra le mille tentazioni dolci della città.
Guido Gobinovia Lagrange 1, Torino.

gelato di pomponio neve di latte

3. Gelato.
Il gelato che negli anni ’90 Ermanno Di Pomponio produceva per la sua prima gelateria, Il mio gelato naturale, è entrato nella leggenda. Non è da meno quello che oggi possiamo assaggiare nel suo nuovo negozio. Neve di latte a Roma, di fronte al MAXXI, propone gusti come il caffè Haiti Jamaica di Gianni Frasi o il Fondente Black Toscano di Amedei che nel 2013 gli ha fatto guadagnare il primo posto della nostra classifica delle 50 migliori gelaterie d’Italia.
Neve di latte – via Luigi Poletti 6, Roma.

pasticceria mignon martesana

2. Piccola pasticceria.
Assaggiare la piccola pasticceria di questo tempio del dolce milanese è obbligatorio: crostatine, crumiri, mousse concentrate in bicchierini. Non per nulla il laboratorio è il regno di Davide Comaschi, enfant prodige della pasticceria italiana, fresco Campione Mondiale di Cioccolateria nientedimeno che in Francia, a Parigi.
Pasticceria Martesana – via Cafiero 14 Cagliero 4, Milano.

Millefoglie

1. Millefoglie.
Studiosi dell’arte pasticcera nelle cucine più blasonate d’Europa i fratelli De Bellis stanno convertendo Roma, un pezzo alla volta, ai loro meravigliosi croissant fritti, ai profitterole, alle mousse, ai bigné con la pasta sempre soda e asciutta, la crema freschissima e la panna montata baldanzosa. Sotto, una piccola crosticina caramellata che offre uno spunto di croccantezza. Ad arricchire la colazione favolosa anche la recente vocazione da Millefoglie bar, con il celebre dolce in versione espressa e personalizzata secondo i gusti di ognuno.
Pasticceria De Bellis – Piazza del paradiso 56/57, Roma.

[Crediti | Immagini: Luxirare, Il sapere dei sapori, La finestra sul mondo Fotografico diely, Urbanpost]

Andrea Soban Andrea Soban

17 gennaio 2014

commenti (88)

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  1. C’è un piccolo errore, la Pasticceria Martesana è in via Cagliero, 14 e non via Cafiero (che è in tutt’altra zona di Milano)! 🙂

  2. Debora Tomeucci ha detto:

    Mettere il millefoglie di De Bellis al primo posto mi pare veramente esagerato!

  3. Che meraviglia poter dire che li ho assaggiati quasi tutti, alcuni dei quali “in loco” (biscotti di Prato dal Mattei e granita siciliana a Noto, al caffè Sicilia)

    1. Jimmy ha detto:

      Per la precisione, il produttore dei biscotti Mattei si chiama Francesco Pandolfini; da provare anche le nuove linee dolci e salate Deseo , sempre di Pandolfini.

  4. Tony ha detto:

    Soprattutto fa molto ridere la crema spalmabile (che non è manco la nutella) più in alto di pastiera cannoli e cassata. Eretici, ma vi amo lo stesso…

  5. Magic Luke ha detto:

    Fermo restando che ogni classifica è comunque soggettiva, e che i dolci siciliani e campani sono straordinari, così facendo mi pare vi dimentichiate di tante prelibatezze regionali, magari meno conosciute, ma forse più buone di almeno la metà dei prodotti in lista. ad esempio, ci sono almeno 2/3 dolci pugliesi/salentini che possono tranquillamente competere con i siciliani o i campani ( di cui sono parenti)
    Se inserite i marron glacé, non vedo perchè non mettere il mont blanc o la sacher allora….
    mio personalissimo giudizio sulla classifica fatta in base alle vostre scelte: il millefoglie non è da prima posizione, fate assaggiare ad uno straniero una vera cassata siciliana o un vero cannolo e poi vediamo se non chiedono l’immediato trasferimento in sicilia…

    Per quanto riguarda i giandujotti di torino, posso dire che in città si trova di meglio. E si tratta comunque di un prodotto che non è così conosciuto all’estero come possa sembrare, ragion per cui avrei magari inserito ben altro tipo di prelibatezza.

    1. Andrea soban ha detto:

      Ho voluto cercare soprattutto dolci di creazione italiana, per questo anche giandujotti (una sublime poesia ad alti livelli) e creme spalmabili (la più famosa, la nutella, la trovavi anche in birmania con l’embargo), dando giusto merito al marron glaces (come miglior rappresentante, per me, di tutta la frutta candita), che pochi considerano ‘nostro’ …e senza di lui addio mont blanc

      ..cmq la sacher tanto italiana non è 😉

    2. Magic Luke ha detto:

      Lungi da me far partire una futile polemica sulla vera nazionalità dei marrons glacés 😉 volevo semplicemente dire che non li presenterei ad uno straniero come una vera specialità italiana (qui in francia ne sono molto fieri, come un pò di tutto del resto) e, personalissima opinione, ci sono altri prodotti che meriterebbero più spazio come magari gli struffoli (purceddhruzzi), le zeppole di san giuseppe, il panforte o perché no la 900 di Ivrea.
      Per questo motivo ho scritto che, se ci stanno i marrons, ci potevano stare anche mont blanc o sachertorte che ovviamente italiane non sono benché si possano trovare ottimi produttori.

      Ecco, una polemica che vorrei fare sui marrons riguarda il loro prezzo, non so quanto costino a cuneo e non ricordo il loro costo a torino, ma qui praticamente ci vuole un mutuo per comprarne più di 2/3 😀

    3. Andrea Soban Andrea Soban ha detto:

      infatti, i francesi (se ascolti loro) hanno inventato tutto quello che son capaci di far bene, pure il Gelato 😀
      sul prezzo dei marrons non ho parametri, ma farli è un lavoraccio. Come scrivevo però sono pochissimi ormai che lo fanno e tanti rivendono quelli, buonissimi, fatti nel cuneese 😉

      di dolci, in Italia , ne abbiamo tantissimi e tutti fantastici: solo a Trieste, per dire, di autoctoni ce ne saranno almeno quattro

    4. sermar47 ha detto:

      A Milano da € 50 (in pasticceria!) a € 80 (in panetteria!!!)al chilo. Ma nelle pasticcerie top si arriva anch a € 100.

    5. susinadamaschina ha detto:

      Millefoglie a parte, ho apprezzato l’articolo incentrato sui dolci italiani e soprattutto l’assenza della Sacher, che, manco fosse la carbonara del regno zuccherino, tutti usano senza motivo come dolce di paragone in ogni circostanza.
      Io mi sarei spinta più in là. Di questi dolci ed indirizzi parlate in continuazione e penso che ormai anche a Timbuctù sappiano come orientarsi nelle pasticcerie siciliane e napoletane. Mi piacerebbe veder proseguire il lavoro cominciato con i marron glacé e di leggere in futuro i suggerimenti per trovare dolci come la rocciata, il panpepato, la gubana, il pasticciotto, la pinza, la sbrisolona. C’è tanta e più Italia di cui scrivere.

    6. Magic Luke ha detto:

      Ottima idea, io dalla mia posso suggerire qualche buon indirizzo per tutti i prodotti salentini (ma anche torinesi), pasticciotto incluso ovviamente essendo il principe della nostra tradizione culinaria.
      Sono convinto possa essere un progetto molto stimolante e utile, certamente ben più di qualunque guida online spesso e volentieri “taroccata”

    7. alessandra ha detto:

      la gubana di cividale irrorata con la grappa! e la pinza fatta con i fichi secchi, la farina di polenta, il vino rosso e i semi di finocchio, che si mangia con il vin brulè sotto i panevin la sera del 5 gennaio!
      sono dolci meravigliosi ma “grossolani” e forse non rientrano nell’idea di pasticceria cremosa dell’immaginario comune

    8. Marcello Polimeno ha detto:

      Proprio così. E’ un dolce unico, non dolcissimo ma dal sapore delicatissimo e superbo. L’ho imparata facendo il militare a cividale. Ora ne sto gustando una della pasticceria Cattarossi proprio di Cividale. Mi diletto di poesia ed in una di esse “Terra Friulana” l’ho citata con tutto il cuore.

    9. mafi ha detto:

      …la torta di riso, la zuppa inglese…

  6. Luigi ha detto:

    Mi chiedo se abbiate mai assaggiato la millefoglie di Massari…!???
    Cambiereste la classifica..

  7. noname ha detto:

    Grande assente ingiustificato: la sbrisolona. E direi anche la crostata.

  8. gab ha detto:

    Raga perdonate ma se non avete assaggiato la “torta setteveli” del bar Costa (oppure Cappello) di Palermo vi state perdendo il dolce in assoluto più buono al mondo.
    Provare per credere 🙂

    1. Andrea soban ha detto:

      Annosa diatriba…per essere previsi, Setteveli è una torta a marchio registrato dei pasticceri Mannori, Biasetto e Beduschi, che ha fruttato loro la vittoria al Campionato del Mondo di pasticceria

    2. Luigi ha detto:

      Andrea , sarà anche una diatriba infinita ma forse pochi conoscono la vera storia.
      la ‘ setteveli’ e’ stata creata x il campionato del mondo di pasticceria del 97, e chissà un po’ chi era l’ allenatore dei tre…
      Che poi i tre abbiano registrato il marchio escludendo il’principale’ componente della squadra…
      Ciao

    3. ivan ha detto:

      sentiamo quale sarebbe la VERA storia della setteveli. Luigi racconta senza allusioni.

    4. Guglielmo ha detto:

      Alla setteveli ho sempre preferito un’altra torta siciliana al cioccolato, la savoia. Adesso dovrò provare la pistocchi per decidere quale sia la degna rivale italiana della sacher.

  9. Daniele ha detto:

    Non capirò mai l’amore nato negli ultimi anni per il cioccolato di Modica, è semplicemente massa di cacao fatta nel 95% dei casi da una nota industria cioccolatiera lombarda con mediocre cacao forastero sciolta e addizionata di zucchero e qualche spezia per coprire l’amaro e l’assenza di aromi secondari del cacao di bassa qualità. Forse il cioccolato italiano, eccellente, meritava di essere rappresentato da ben altri nomi. Solo Sabadì sta finalmente portando un po’ di cacao decente a Modica, finalmente.

    1. Fabio ha detto:

      Naturalmente i gusti sono gusti, pero’ il vero cioccolato di Modica ha una tradizione nonche’ un metodo di preparazione assolutamente diverso da quello “standard”.

      Se qualcuno spaccia preparazioni ad minchiam per cioccolato di Modica e’ un altro paio di maniche.

    2. Daniele ha detto:

      A Modica non si produce più cioccolato a partire dalle fave da tempi immemori, tutti comprano un semilavorato industriale di mediocre qualità e poi aggiungono zucchero e spezie e quindi risultato finale è purtroppo quello che è, io giudico il prodotto non la tradizione che peraltro nasce da quella spagnola che prevedeva il consumo come cioccolata calda e non come tavolette, quella è un usanza decisamente recente

  10. vartan ha detto:

    La Sacher meglio escluderla, non ve ne sono di paragonabili alle originali viennesi in tutto il territorio nazionale.
    Circa il primo posto a Palazzolo per la cassata è perlomeno sconcertante.
    Bello il/la millefoglie di De Bellis..vista la foto appare problematico il taglio e/o l’introduzione in bocca.

    1. ElisabettaNome ha detto:

      Sbagliato a Trieste ci sono due pasticcerie che la fanno meglio di quella che si mangia nella blasonata Vienna, assaggiate quella di Penso, ma anche quella di Jerian non è niente male, se poi andate alla Sant’onore di Opicina……..sublime

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