di Adriano Aiello 16 Settembre 2014
Panino zozzone notturno

Dimentichiamoci ogni pedanteria gourmet, ogni esigenza di completezza e qualunque vezzo critico: parliamo del panino della notte. Quello che azzanni compulsivamente in avamposti diversamente igienici, con fare nervoso ma poco presente, con gli occhi gonfi e lo sguardo vitreo. Ignaro che qualche anno dopo ti renderà la nottata difficile e farà la fortuna del tuo reflusso gastrico.

Il punto è questo: il panino della notte non è un’esperienza eminentemente gastronomica, ma è un un immaginario. Fatto di post-adolescenza, fame chimica, abusi e stravizi. Puzza di nostalgia e di pacificazione con il mondo, azzera la lotta di classe.

Negli anni Novanta, a Roma, alle 4 di notte, si finiva tutti da Orfeo: discotecari e indie, coatti e pariolini, comunisti e rasati con il bomber ghiaccio. Tutti uniti nel silente rito mascellare di Centocelle, spesso ipnotizzati dall’abilità cartesiana del dispensatore di panini. Mai che dimenticasse un volto, una posizione e un condimento. Un faro nella notte.

Cosa è rimasto di questo immaginario foriero di ricordi e letteratura spontanea un paio di decenni dopo?

Si sono trasformati tutti in Ape Car con presidi Slow Food e lavagnette scritte a mano, indugiando anche in panini vegani, o resistono nella loro funziona storica? Sono ancora l’ultima tappa della notte, o il salutismo e i kebabbari hanno vinto?

Domanda a cui mi dovrete rispondere voi. Io sono vecchio (altri in redazione lo sono) quindi mi serviranno le vostre segnalazioni, perché quella che leggerete qui di seguito è una lista incompleta e archeologica. Ambisce a raccontare un’epoca più che a registrare il presente.

Da “Pinhead” a Torino.
Non so se la notte torinese promette ancora molto a livello di mattanza gastronomica ma un decennio fa, ai tempo dei miei primi trascorsi al festival del cinema, ci si imbatteva con grande facilità in “zozzoni”, porchettari e abusivi dall’epatite facile. La compagnia non era esaltante ma l’incartamento nello scottex ti getteva subito in una notte bukowskiana.

Insomma, Little Food – per tutti Pinhead, per la somiglianza del gestore con il protagonista dell’horror Hellraiser – non si faceva prigionieri, specie se sceglievi la porchetta con cipolle, crauti e peperoni. Una eccellente descrizione la trovate anche in apertura di questa fondamentale classifica.

Se poi volete un signor Kebab andate da Horas in San Salvario

È noto, a Bologna si va al Mi Furner.
Con la colpevolezza nel cuore di non essermi mai rovinato l’intestino a Genova, Trieste e Venezia (al lido sì ma quella era solo disperazione) devo saltare a Bologna dove ho bighellonato qualche volta.

Il Mi Furner si divide tra dolce e salato e ambisce a ben altri prosceni rispetto a questa lista. Trattasi infatti di un forno storico aperto tutta la notte ma che condivide con gli altri selezionati l’esubero calorico. I fritti, soprattutto, sono a prova di “uomini veri”.

Dalle zie a Milano.
L’offerta milanese è tra le più variegate e quella che più ha alzato l’asticella della qualità. Parliamo della città che monopolizza la stringa “panini notturni” di Google. Ma a noi interessa tradizione e fame chimica quindi segnaliamo il chiosco notturno di piazza Fusina, detto anche delle zie, per la gestione in mano a due dinamiche sciure.

Le poche volte che sono passato avevo superato i 30 e le zie non le ho viste ma i panini rimangono impressionanti, specie quello speciale, dove si può inserire qualsiasi ingrediente ad accompagnare la sacra salamella. Il risultato: un mappazzone inaudito che fa bene allo spirito. E a poco altro.

A Firenze da Maurino.
Il nomignolo arriva subito ed è tra i meno equivoci: Maurino è detto i’Merd, credo per l’abilità nel dibattito socratico. Le due volte che l’ho privato era ubicato nel Parco delle Cascine. Ora mi dicono si sia spostato vicino la Stazione Leopolda.

Mito notturno fiorentino in cui la sosta mangereccia si apriva a disquisizioni di ogni tipo: un corso di antropologia in un panino con la salsiccia.

Altra Toscana.
La nostra Camilla Micheletti mi suggerisce anche che a Colle di Val d’Elsa c’è Poldo (un nome un programma), frequentato dagli studenti di Siena e da quelli che tornano affamati dal Sonar.

Ma c’è anche La banda del panino a Livorno, noto perché ti chiede ‘”Che salse vuoi”. Devi rispondere: “stupiscimi”. Poi si stupisce pure il gastroenterologo.

Da Capitan Paninok a Roma.
Di Orfeo ho già parlato (e la versione Orfeo 2, nonostante lo avessi sotto casa, non aveva quel “sapore”) ma andrebbero citati almeno gli zozzini di Porta Maggiore e Ponte Milvio, il mitico Pippo a Tivoli, o il glorioso forno a Ostia con la pizza alla mortazza.  Quando la disciplina del panino notturno cominciava a non vedermi più tra gli entusiasti ricordo che tutti andavano da Capitan Paninok a testaccio.

Ricordo in modo particolare un super hamburger con formaggio, spinaci, funghetti, peperoni, formaggio, ketchup e maionese preso alle 5 di mattino, capace di riportarti sulla retta via dopo una notte già ben poco salutare.

 A Latina c’è Il Maresciallo.
Pare che Latina valga più di un bel panino notturno, ma l’istituzione è Il Maresciallo. Qui la fila è sfiancante ma il risultato è un mostro che non sfigurerebbe in Man Vs. Food.

Personalmente però ricordo di averlo mangiato a mezzanotte, ma non sono certo tirasse fino a notte tarda.

A Frattochie la recensione di un lettore
La segnalazione di Damiano De Rosa era troppo bella per editarla:

Frattocchie, vicino do stava la scuola de partito del P.C.I., all’angolo tra Nettunense e Appia c’è sempre stato e c’è ancora un posto senza insegna che cià tre cose tre: Na porchetta enorme, er pane de Lariano e er prosciutto. Un panino so du fette doppie e grosse come le mani de mi zio potatore. La doppiezza de prosciutto e porchetta idem. 3 euro a panino spesi bene. Un solo tavolino de plastica bianca, con veduta su traffico dell’Appia. Tipo de poche parole. Un paradiso.

E a Napoli?
No, non me la sentivo proprio di non menzionare Napoli. Eppure i partenopei indugiano molto più nel dolce che nel salato durante la notte. Motivo per cui, qui il vostro aiuto è fondamentale.

Intanto Vincenzo Pagano mi suggerisce Il Furgone in Via Panoramica Monte Di Procida (ex struttura esterna diventata pizzeria) e Charlie Bread, a Via Kerbaker. Mentre a Salerno domina il paninetto della pineta davanti ai cancelli dell’esercito: laidi con le melanzane sott’olio.

Mai stato invece da una leggenda come Gigino è sempre un amico a Ercolano.

A Palermo da Nino o ballerino.
Palermo richiederebbe un post intero, soprattutto perché da queste parti parlare di apertura notturna è quasi pleonastico: la gran parte dei bar non chiude fino a notte inoltrata.

Necessario segnalare un maestro del panino con la milza come Nino, focacciere da quattro generazioni ma celeberrimo perché balla mentre ti prepara il capolavoro.

[Crediti | Link: Dissapore. Immagine: TeladoioFirenze]

commenti (26)

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  1. Avatar Maurizio ha detto:

    Come si fa a fare un articolo sui paninari senza aver provato gigino é sempre n amico? Basta fare un tour ad Ercolano, paninari ogni 500m

  2. Avatar Enzo ha detto:

    I panini dei “caddozzoni” del Cavalluccio Marino al Poetto di Cagliari!!! Dal mitico “Baffo” a tutti gli altri rappresentano ancor’oggi il vero presidio (??) slow food cagliaritano. Da ricordare, in particolare, i panini con la carne di cavallo (con l’attenzione di non dire MAI cavallo per non incorrere nello sbertucciamento da parte degli astanti in virtù di un “simpatico” modo di dire locale!!).

    1. Avatar Alberto M ha detto:

      Da Cagliaritano concordo appieno !

    1. Avatar lapo ha detto:

      Maurino era il top, quando distribuiva i preservativi alle ragazze che andavano a magiare, una volta sono entrato e mi ha detto: che cazzo vuoi??..e io: un panino, da bere lo vuoi o bevi a casa??…

  3. Avatar Nicola ha detto:

    Aiello potrebbe fare anche la lista dei più bei cognomi sulle pagine bianche tanto è dotato nella scrittura. Le prime 15 righe si mettono dietro molti presunti grandi scrittori italiani celebrati e tradotti. Complimenti!

    1. Adriano Aiello Adriano Aiello ha detto:

      Esagerato! Prendo i complimenti, incarto e porto a casa. Ma soprattutto i bei cognomi (meglio quelli strani) sulle pagine bianche è una grandissima idea!!!:)

  4. Avatar carlo ha detto:

    Le “zie” (che tutti qui chiamano “luride”) non sono male, ma a Milano c’è “l’isola verde” di Mimmo – piazza melozzo angolo via novara – che padroneggia (il Mc Falson è la miglior rivisitazione italiana di un Hamburger che abbia mai provato)

    1. Avatar ste ha detto:

      Viva Mimmo, altro che hamburger gourmet!

  5. Avatar Robi ha detto:

    I paninetti del “Roma” a Rivanazzano Terme prov. di Pv un vero must notturno dopo le 4 am però

  6. Per la Puglia ti posso nominare 2 posti a Taranto. Il primo è sicuramente Damiano (Damiano the best) https://www.facebook.com/…/Damiano-The…/35947871645… nel rione italia a Taranto (Via Lombardia 6/B (all’altezza di Piazza Sicilia)). Aperto tutta la notte (una rarità a Taranto nei ruggenti anni novanta). Ha una ampia offerta di panini ma si distingue anche per la rosticceria d’asporto, su tutto il polletto (u’ pollétt) e le polpette al sugo (alle 3 di notte? si-può-fare). Si configura come una macelleria quindi si possono provare vari tipi carne che portano all’ascesa nirvanica, al cui vertice c’ il goulasch Offre vari tipi di fritture, cucinate in finissimo olio 4 tempi ma non è mai morto nessuno … credo.
    Il secondo posto è Poldo,sempre a Taranto nella frazione di Lama. E’ forse la prima pucceria di Taranto, per i non autoctoni la puccia (la puccia alla tarantina, è un impasto per pizza lievitato in forno, tagliato e riempito con quello che si vuole). Da un ritrovo semi sperduto d’asporto oggi è diventato un ristorante pizzeria sempre pieno, perdendo la sua aura leggendaria come si può vedere qui: http://www.cibodistrada.it/locali/poldo-forever resta però la cosa più importante condimenti a mio avviso le migliori pucce quella con gli uccelletti (pancetta arrotolata su scamorza) e salsiccia ai ferri con o senza patate fritte, il non plus ultra è la Poldo” dove ci sono diversi tipi ci carni e insaccati che arrivano a far pesare il solo condimento quasi un chilo che si contiene a stento nella puccia del diametro di 30 cm, senza esagerare roba da ManV.Food.

  7. Avatar Gianluca ha detto:

    a Napoli è vero, la notte va di più il dolce. Il cornetto dopo la serata in discoteca è un classico. posti molto frequentati sono il beboo, il tico e l’eden a fuorigrotta. poi ci sono gli chalet a mergellina, da citare Ciro. Verso via marina c’è il ciottolo e al vomero il bar spaziale. Non eccelleno per qualità, ma sicuramente hanno molta folla dopo la mezza notte.
    come panini ardui da digerire c’è poco da citare, qualche furgoncino, il beboop ha fuorigrotta a qualche cosa di salato . . . Merita una citazione i venditori di “O’per e musso” a via caracciolo e zone limitrofe.