di Adriano Aiello 1 Dicembre 2014
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E’ tempo di questionari. Quattro domande secche per voi:
– Vi piace la pizza gourmet (diversa dalla margherita nel lievito naturale, negli ingredienti, nel modo di degustarla e nei prezzi)?
– Vi piace il vino?
– Vi piace la pizza con il vino?
– Avete mai provato la pizza di Renato Bosco a Saporé?

Bene, per la gran parte degli indomabili pizzacentrici, sappiamo già la risposta, ma la sorpresa è che 10 di voi potrebbero mettersi subito in pari con le domande grazie al regalo del nostro sponsor Santa Margherita. Come? Facile: per domani 2 dicembre, alle 20.30 è stato organizzato un evento proprio in una pizzeria unica in Italia come Saporé (a San Martino Buon Albergo, VR), dove cinque portate lievitate saranno servite con altrettanti vini.

Per i dettagli pazientate qualche momento, prima anticipiamo come mettersi in saccoccia il regalo. Chi ci segue già conosce le nostre regole: basta commentare con solerzia in coda al post, indicandoci nome e cognome e raccontandoci la vostra esperienza con l’abbinamento pizza e vino.

Non sarete mica tutti dei fanatici dell’accoppiamento con la birra? Qualcuno il nostro post sul tema l’avrà letto a guardare i numeri. E ci piace pensare che abbia ispirato un po’ tutta la faccenda.

interno, saporè, pizza, renato bosco

saporè, pizza, renato bosco

Saporé da queste parti lo conosciamo e lo apprezziamo molto bene, tanto che si beccò un bel 91 su 100 nel nostro campionato della pizza. D’altronde le creazioni di Renato Bosco – il cui lavoro su accostamenti e lievitazione è di altissimo livello – insieme a quello di Simone Padoan de I Tigli  hanno elevato la Verona pizzocentrica a piccolo e inedito paradiso del gusto nordico.

Non solo quello. In realtà Saporè è l’unica pizzeria italiana dove gli appassionati possono provare contemporaneamente la pizza napoletana cotta nel forno a legna, la pizza in teglia alla romana, la fragranza della pizza a metro e giustappunto la pizza gourmet (chiamata REvoluzione). Gli ingredienti eccellenti come la farina macinata a pietra, il pomodoro Igp e la mozzarella Dop li diamo per scontati. 

Per l’occasione Renato, definito da Carlo Petrini di Slow Food il “pizza-ricercatore”, ha costruito un menù atto ad esaltare l’abbinamento con i vini di Santa Margherita secondo un tracciato di ampia goduria.

1) Si parte con delle sfoglie di pane madre condito con pomodoro pugliese e spuma di ricotta. Ci beviamo un classico apripista come il Prosecco “52” Extra Dry 2013, tutto freschezza e beva.

2) Poi si entra nel vivo con la punta più avanzata dei moderni esperimenti sulla lievitazione: l’idrolisi degli amidi. Ci poggiamo le acciughe di Sciacca e l’aglio rosso del polesine. Visti i sapori più decisi accompagniamo con un metodo classico da Pinot grigio.

3) Tranquilli, arriva la pizza margherita: versione classica e con verdure di stagione. Ci beviamo Luna dei Feldi, uvaggio ad alto tasso di aromaticità, con Chardonnay, Müller Thurgau e Traminer.

4) Per il primo rosso (Il Malbech “Impronta del Fondatore”) attendiamo l’Aria di pane Autunno, che siamo curiosi di scoprire cosa sia.

5) Si chiude con un gelato accompagnato a un lievitato di Natale (panettone?), abbinato al Dulcedo 2008, da uve Verduzzo.

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Insomma, fame vi è venuta, Saporé vale una messa e, nel caso non foste di quelle parti, pure una trasferta. Vi state organizzando? Basta postare il proprio commento, compreso di nome e cognome qui sotto, raccontandoci la vostra esperienza di abbinamento pizza-vino.

I 10 commenti più interessanti, a nostro insindacabile giudizio, verranno scelti e comunicati entro la giornata per partecipare all’evento di domani.

Valgono le solite avvertenze: no commenti multipli, non prenotatevi a nome di altri (nemmeno Mario Balotelli o Matteo Renzi) e non continuate a postare in coda al post nel successivo lustro, dopo la comunicazione dei partecipanti.

[Crediti | Link: Santa Margherita, Dissapore]

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