di Riccardo Campaci 20 Febbraio 2015
Ricetta pizzoccheri, valtellina vs antonella clerici

Non c’è pace per la tradizione culinaria italiana: dopo l’amatriciana, il pesto alla genovese e la gricia, tocca ai pizzoccheri valtellinesi la vera prova del cuoco. Letteralmente, visto che i pizzoccheri sono al centro dell’ultima mistificazione gastronomica condotta in diretta proprio a La Prova del Cuoco, con tanto di nulla osta di Antonella Clerici.

Cosa ha combinato la nostra Nonna Pina? Con la complicità dello chef Andrea Ribaldone, durante la puntata della trasmissione dello scorso venerdì 13 (che dite, la data sarà un caso?) febbraio ha diffuso una particolare ricetta dei classici pizzoccheri “secondo la ricetta tradizionale”.

Ecco, secondo la ricetta tradizionale (forse quella di San Salvatore Monferrato, dove vive il milanese Ribaldone) ai pizzoccheri “vanno aggiunti olio, latte e una fonduta di formaggio d’alpeggio”.

Noi aggiungiamo anche qualche manciata di stupore misto a scossoni del capo a non finire, e forse questa volta con un po’ più di convinzione.

Se infatti nel caso dell’aglio nell’amatriciana di Cracco o del burro nel pesto di Oldani si poteva parlare di “varianti” – in una certa qual misura giustificabili – della ricetta tradizionale, o almeno considerata tale dall’ortodossia, in questo caso sembra che si sia deciso di aggiungere i tradizionali cavoli all’altrettanto tradizionale merenda.

Perché il latte, l’olio e la fonduta di un formaggio a caso sembrano azzeccarci come i cavoli a merenda con i pizzoccheri alla valtellinese.

Su Facebook i valtellinesi hanno trasecolato, attaccando il programma, la Clerici e Ribaldone, travolti da un risentimento saraceno che più rustico non si può: “Bruciate lo studio…”, “Non si può sentire!”, “Peggio di Cracco”, “Mamma che schifo”, “oh mio Dio”, “ma un piatto di pasta non lo sapeva fare?” e “al rogo!” sono solo alcuni dei commenti più urlati dal popolo della rete sul gruppo di Facebook “Sei di Sondrio Se“.

Ricetta pizzoccheri, valtellina vs antonella clerici

A cui si uniscono anche alcune divertenti immagini.

Le urla di dolore dei cuori valtellinesi sono arrivati fino alla all’Accademia del Pizzocchero di Teglio che ha immediatamente tuonato contro la Prova del Cuoco: “quelli cucinati alla Prova del Cuoco chiamateli in un altro modo, ma non pizzoccheri.

Perché non si fanno così”.

Non poteva mancare l’illustrazione della ricetta della tradizionale: “Farina di grano saraceno, farina bianca burro, formaggio Valtellina Casera dop, formaggio in grana da grattugia, verze, patate, uno spicchio di aglio e pepe”.

Ora lo sappiamo e lo chiediamo a gran voce: la par condicio deve essere estesa anche e soprattutto nei programmi televisivi gastronomici.

Pretendiamo ed esigiamo il contraddittorio anche in cucina.

[Crediti | Link: Dissapore, Il Giorno, Facebook. Immagini: Sei di Sondrio se]

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