di Francesca Romana Mezzadri 22 Novembre 2014
Tofu sale e pepe

Doverosa premessa: mangio di tutto. Non sono vegana (per dire, in frigo ho da fare la trippa), non ho intolleranza al glutine o allergie di sorta, se si esclude il fatto che le ostriche sono capaci di mandarmi al creatore (ahimé!). Però capisco che ci sia tutto un mondo di chi mangia diverso, senza questo (sale e lievito), senza quello (glutine) o quell’altro (carne), sostituiti da questo e quell’altro ancora. Ed è un mondo che incuriosisce e fa venire voglia di sperimentare. Non fosse altro che per mettere in tavola, all’amica celiaca o vegana invitata a cena, qualcosa di più di un piatto di riso o di una insalatona.

Così, ho comperato il tofu, perché mi piace affrontare subito le sfide più grandi. Del resto, con la ricetta del seitan avevo già dato.

Assaggiato più volte nella vita (a un certo punto nei primi anni Ottanta era diventato persino un po’ di moda e mamma deve averlo portato in tavola, in un paio di occasioni, al posto dello stracchino dicendo: assaggia ciccia, è formaggio), devo dire che l’unica via che mi ha mai stuzzicata è quella orientale, tipo il Mapo Tofu annegato in un intingolo rosso fuoco super piccante.

tofu

Sicché, ho scelto di ricettare il mio tofu, comprato in un negozio giapponese ma prodotto negli Stati Uniti (!), con una miscela di sale e pepe, il mio più recente colpo di fulmine per quanto riguarda le spezie cinesi, che si compra facilmente a Chinatown o si prepara unendo in parti uguali sale fino e grani di pepe di Sichuan, prima tostati, pestati nel mortaio e setacciati.

Con buona pace di chi dirà che ho mescolato ingredienti di tradizioni diverse, questa non è una ricetta cinese o giapponese, non è una ricetta vegana, ma è una mia ricetta, adatta a chi non mangia carne, pesce e derivati.

Eccola quindi, per 1 persona.

Ingredienti
170 g di tofu
1 fettina di zenzero fresco
miscela sale e pepe
4-5 fettine di porro
peperoncino piccante verde
salsa di soia
erba cipollina
coriandolo
zucchero
olio di soia o di arachidi
per servire: lattuga, 1 pomodorino sardo

Ho asciugato il tofu con carta da cucina e l’ho tagliato a cubetti. A proposito, tagliarlo dà grandissima soddisfazione perché ha una consistenza unica, sembra che la lama ci voli attraverso.

L’ho asciugato di nuovo e l’ho condito sul tagliere con una spolverata di sale e pepe e una presa (quel che rimane fra pollice, indice e medio) di zucchero.

Ho tritato fine lo zenzero e un pezzetto di peperoncino (quantità ad libitum).

Li ho rosolati a fuoco vivo in poco olio con il porro finché sono diventati ben dorati. In genere soffriggo a bassa temperatura, con l’aggiunta di un filo di liquido, ma in questo caso volevo sapori concentrati e ho calcato un po’ la mano.

Tofu sale e pepe, cottura

Ho unito al soffritto il tofu, rigirandolo con delicatezza, ma senza troppo timore (incredibilmente, non si disfa molto).

Dopo 3-4 minuti ho unito un filo di salsa di soia.

Tofu sale e pepe

Spento e servito con lattuga a striscioline, pomodoro a dadini, ancora sale e pepe, erba cipollina sminuzzata e coriandolo spezzettato.

Piccola nota: prima di questa versione ne avevo provata un’altra, vagamente ispirata a una ricetta di Ken Hom, celebrity chef americano di origini cinesi, in cui il tofu prima veniva deep fried, poi ripassato in padella con gli altri ingredienti. Però, ho trovato che con la frittura assorbisse troppo olio senza diventare anche solo leggermente dorato o croccante. Sicché, ho abolito il passaggio.

Per finire: attenzione che appena tolto dal fuoco il tofu è rovente, e conserva il calore per un bel po’.

Ora, mi manca solo un’amica vegetariana da invitare a cena.

E voi, lo cucinate? Sapete come farlo diventare un poco rosolato? Come lo insaporite?