di Giorgia Cannarella 16 Ottobre 2013
Spesa proletaria

L’esproprio proletario 2.0 si chiama spesa sociale. È meno estremo e politicizzato. E ieri ha paralizzato un supermercato Panorama, in via Monti Tiburtini, a Roma.

La dannata crisi ha del resto vari volti “gastronomici”. C’è chi svende i polli a 50 centesimi. Chi si inventa le panetterie anarchiche. Chi propone il caffè sospeso. La spesa sociale è solo l’ultimo grido di allarme.

La dinamica con cui si sono svolti i fatti ieri è stata apostrofata dai media (mai in debito di sensazionalismo, ma chi siamo noi per giudicare?) un vero blitz.

Decine di persone sono entrate in un supermercato del gruppo Panorama e hanno fatto quella che apparentemente era una normale spesa: pane, olio, pasta ma anche articoli di cancelleria. Arrivati al momento di pagare, però, hanno bloccato le casse chiedendo di contrattare “un prezzo sociale” con il direttore.

In breve sul posto sono intervenuti una decina di agenti in tenuta antisommossa.L’azione è stata rivendicata da Blocchi Precari Metropolitani e altri movimenti collaterali.

Ma se il tema della crisi economica sensibilizza tutti, una certa sua politicizzazione anni Settanta pare lasciare molto perplessi.

Sul sito e sulla pagina Facebook di Roma Today, che per primo ha lanciato la notizia, i commentatori si sono infatti scatenati:

“ma quale FAME quelli so ladri e basta!!!!! ci sono supermercati alternativi che vendono prodotti al 30% IN MENO di listino rispetto a Panorama, Auchan, Gs, eccetera”.

“Che buffonata… E come farebbe poi il supermercato a pagare chi ci lavora e trarre il giusto profitto? Ha tanto senso quanto protestare con i benzinai per il prezzo del carburante”.

“Smettiamola di prendercela con i privati che con la crisi non c’entrano nulla…. Ricordiamoci sempre che queste aziende danno lavoro a migliaia di persone e se non hanno un profitto adeguato sono costretti a licenziare”.

Si mostrano solidali, ma con toni diversamente analitici:

“La prossima volta partecipo anche io….se va avanti così non basteranno agenti in tenuta antisommossa a fermare la gente”.

“Ci vorrebbe un assalto simile per ogni iper della Capitale, tutti i giorni. Ma è più importante aggiornare il proprio status di Facebook dallo smartphone, andare a fare shopping, mettersi in coda per le strade di Roma, organizzare il weekend…”

Voi come interpretate la cosa? Un atto dimostrativo di valore simbolico? Una buffonata disorganizzata? O un atto estemporaneo che restituisce comunque l’immagine dell’Italia di oggi?

[Crediti | Link: Dissapore, Roma Today, immagine: @indipendentieu]