- 1. Criollo
- 2. Rosamundi
- 3. Zelato
- 4. Stefano Ferrara Formaessenza
- 5. Mavè Gelateria
- 6. Buono Così
- 7. Gelasio
- 8. La Gourmandise
- 9. Cremeria Aurelia
- 10. Torcé
- 11. Otaleg!
- 12. Fatamorgana
- 13. La Corona Gelateria Naturale
- 14. Gelateria daRe
- 15. Borghese Gelateria Naturale
- 16. I Mannari
- 17. Günther Gelato e Golosità
- 18. Gelato Romano
- 19. Come il latte
- 20. Gelato San Lorenzo
- 21. Tichetta
- 22. La gelateria di Giulio
- 23. Neve di latte
Roma ha una passione insensata per il gelato: sono oltre millequattrocento le gelaterie registrate, un numero che resta pazzesco anche mettendolo in rapporto con il vasto territorio comunale. Non c’entrano i chilometri quadrati né i milioni di abitanti o i milioni di turisti: Roma ama davvero il gelato. I cliché vogliono che il romano si alimenti esclusivamente di carbonara, ma è il gelato la sua vera passione. Togliergli la possibilità di godere di un cono tre gusti più panna (sovente, doppia panna) è la sfida più difficile da presentargli, che solo importanti motivi di salute rendono appena accettabile, e neanche sempre.
Questa passione per il gelato ha dato vita, nel tempo, a una scuola di maestri gelatieri di straordinario talento nella Capitale, tanto è vero che un decimo della classifica delle migliori 100 gelaterie italiane è composto da indirizzi racchiusi all’interno del Grande Raccordo Anulare. Maestri gelatieri che ancora oggi studiano e insegnano come migliorare il vero gelato artigianale, quello realizzato con materie prime di alta qualità. Quello che a noi piace, insomma. Va da sé che, con la crescita qualitativa del prodotto, anche i palati dei romani si sono fatti via via sempre più competenti ed esigenti. Evenienza questa che spinge molti gelatieri ad andare oltre l’impeccabilità delle textures, tentando di aggiungere un pizzico di brio nelle loro proposte.
Poi, come è fisiologico per una città che, quasi tre millenni fa, è persino nata da una dicotomia e i cui abitanti si schierano sempre e in maniera veemente, esistono le tifoserie legate a questo o quel maestro gelatiere. Ogni supporter è pronto a sostenere e difendere la propria gelateria del cuore, con gravi critiche mosse verso chi non ne certifichi la grandezza.
Noi lo sappiamo, conosciamo Roma, e guai ad averla diversa da così. Tuttavia, le nostre sono pur sempre delle classifiche e il primo posto può essere conquistato solo da una gelateria. Il bello della Capitale è che anche nelle vene dei maestri gelatieri scorre la stessa vitalità cittadina: costoro magari dicono di non badare alle classifiche, ma in fondo, sotto la cenere, c’è brace sufficiente a stimolarli. E fidatevi, tanto basta per fargli rimboccare ulteriormente le maniche e mostrare la loro arte. Quest’aspetto, ne siamo convinti, ha determinato la sostanziale differenza della classifica delle migliori gelaterie artigianali romane di quest’anno rispetto a quella del 2025 (qualora foste ancora dubbiosi o semplicemente incuriositi, potete consultare qui i nostri criteri di valutazione).
Prima di entrare nel vivo della classifica, una precisazione importante: le ventitré gelaterie che trovate in questa selezione sono quelle che, tra le decine di insegne romane messe alla prova e valutate secondo il nostro severo giudizio, hanno superato positivamente l’esame. In altri termini, e al di là del posizionamento in graduatoria, tutte rappresentano dei validi esempi di cosa che noi intendiamo quando parliamo di gelateria contemporanea. Sponsor del progetto, quest’anno, è Sepal Group.
1. Criollo
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Via Giuseppe Bagnera, 59 – Se lo scorso anno avevamo raccontato Simona Papagno e il suo Criollo come una piacevole sorpresa, i risultati di quest’anno li collocano a pieno titolo tra le eccellenze dell’intero panorama italiano. La maestria di Papagno non è certamente frutto del caso: dietro ci sono anni di studio alla Scuola Italiana di Gelateria a Perugia e di gavetta in un’altra importante gelateria romana, quella Cremeria Aurelia che tuttora compare nella nostra classifica. L’indole da nerd si manifesta nell’attenzione posta alla composizione chimica delle materie prime, in modo da calibrare gli ingredienti al fine di ottenere gusti e textures desiderati. Materie prime che sono scelte ponendo attenzione anche all’etica lavorativa, come nel caso dei cioccolati di Two Sides Cacao.
Non sapendo mai cosa potrà comparire sulla lavagnetta di Criollo, il nostro consiglio è di pianificare più visite. Sicuramente troverete un sorbetto al cioccolato massa, avvolgente e appagante, o dell’ottima crema alla nocciola; poi arriva l’estro creativo di Papagno, e se sarete fortunati come lo siamo stati noi, potrete imbattervi in un sontuoso gelato alla senape, spiazzante e incantevole, uno dei migliori gusti provati nel 2026. Altrimenti correrete il rischio di assaggiare il suo cavallo di battaglia, lo Scacciapensieri, oppure fava tonka e cognac, o una delle tante variazioni di té, passione di Papagno, fino ad arrivare al gusto amatriciana, perché siamo pur sempre a Roma. Le occasioni di andare a curiosare non vi mancheranno, dati i numerosi eventi organizzati da Papagno nel suo accogliente bistrot del gelato.
2. Rosamundi
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Via Silvestri, 224 – Noi già lo scorso anno eravamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla verve creativa di Giorgia Ricci e Marco Puxeddu, rimasti fuori dalla top 100 italiana del 2025 per un nonnulla. Quest’anno i due maestri gelatieri si sono rifatti con gli interessi, emergendo con merito nel gotha italiano della dolcezza sottozero. La proposta di Ricci e Puxeddu è totalmente gluten free e assai contenuta nell’aggiunta dello zucchero, oltre che attenta alla provenienza e stagionalità delle materie prime.
Il risultato è una proposta di più di venti gusti di commovente golosità: alcuni sono fissi come il gettonatissimo Pop Art (arachide, caramello salato, noci pecan e pop corn caramellati) o lo Stragianduia (omaggio al loro maestro Stefano Ferrara); altri invece dipendono dalla stagione e dall’estro creativo dei maestri gelatieri. Noi abbiamo goduto del gusto carnevale di Roma, ossia una crema a base di frappe e castagnole, emozionante per l’evocativo e caratteristico aroma che resta in bocca dopo l’assaggio, oppure il sorbetto Stanza degli agrumi: clementine, crumble al caramello e olio nebulizzato direttamente sopra la spatolata di gelato, un colpo di genio tanto semplice quanto efficace nel lasciare al palato una girandola di sensazioni e la voglia di indugiare nella coppetta ancora e ancora.
Per non parlare della mandorla di Sicilia infusata, un sorbetto di mandorle tostate e affumicate in loco, irrorate al momento del servizio con infuso ai fiori d’arancio, per un viaggio multisensoriale.
3. Zelato
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Via degli Aurunci, 40 – Alberto Zezza non rientrerebbe nei canoni del classico maestro gelatiere, con il suo background di project manager in ambito statistico-economico. Ciò nonostante, alla maniera del bombo che secondo le leggi della fisica non potrebbe volare, Zezza ignora la sua non-canonicità e conferma Zelato tra le migliori gelaterie artigianali di Roma e d’Italia.
Fulcro di Zelato è la sostenibilità dell’energia utilizzata nella gelateria, così come la selezione di materie prime prodotte da cooperative solidali, osservando rigorosamente l’eticità della filiera. Tutto ciò si aggiunge alla magnificenza di gelati che, permetteteci, dal punto di vista della consistenza vantano davvero pochi rivali. La crema “Galline felici” alla vaniglia del Madagascar è un meraviglioso biglietto da visita: texture setosa, con un aroma di vaniglia nitido e straordinariamente coeso. Altri gusti goduriosi sono il latte d’oro (curcuma, cannella e miele), dal colore illuminante e dal gusto pieno e riconoscibile, una ricotta e visciole che rende onore ai due semplici ingredienti in maniera commovente, o un sorbetto al lampone sontuoso per ricchezza aromatica e cremosità.
4. Stefano Ferrara Formaessenza
Via Enrico Fermi, 102/104 – Potremmo spendere centinaia di parole per parlare di Stefano Ferrara, della sua lunga carriera e, soprattutto, della sua attività di docente e mentore di tantissimi bravi mastri gelatieri che affollano la nostra classifica delle 100 migliori gelaterie italiane. Preferiamo concentrarci sul presente, su ciò che di delizioso Ferrara ha nelle carpine di Formaessenza e che offre generosamente in coppetta. L’offerta resta prevalentemente classica ma sempre con uno spazio dedicato alle sperimentazione, come l’eclettico mascarpone e prugna fermentata da noi provato, al contempo una coccola e una sveglia per il palato.
Tuttavia, la contemporaneità non è da ricercarsi solo nelle combinazioni di gusti proposti, ma anche in come essi vengono studiati e realizzati. In questo campo, Ferrara ha appena tracciato nuove rotte: nei suoi gelati, salvo rari casi, lo zucchero si ferma al 9%: gusti intensi, perfettamente caratterizzati e dalle textures al tempo stesso soffici e consistenti. Un esempio per tutti può essere una straordinaria nocciola romana DOP, o lo Stragianduia, specialità della casa (qui con il 13% di zuccheri, come indicato con trasparenza sulla lavagnetta). Ultima menzione la meritano i sorbetti, realizzati con minimo il 70% di frutta fresca: la fragola che abbiamo provato, nella sua semplicità e ricchezza, ci ha realmente emozionato.
5. Mavè Gelateria
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Via Gallia, 56 – Mavé altro non è che la combinazione delle prime due lettere di nome e cognome di Mattia Vernile, il giovane maestro gelatiere che nel 2024 ha alzato la saracinesca di questa sua prima gelateria. Il lungo apprendistato svolto presso altre gelaterie romane ha fatto sì che Vernile aprisse con idee piuttosto chiare: solo addensanti di origine naturale e attenta selezione delle materie prime, tra le quali meritano una menzione gli specialty coffee di Fax Factory.
L’unione di tutto questo con indubbie doti tecniche porta nelle carapine creme sinceramente impressionanti. Tra gli esempi va assolutamente citata la crema invernale, che per consistenza e gusto è risultata essere la più buona di Roma e tra i migliori assaggi della campagna 2026. Di grande impatto il caffè Inyambo, a base Rwanda lavato, oppure lo speziato Istanbul, una rivisitazione della bevanda golden milk; citiamo anche il bizzarro e goloso Wild Wild West, con arachide, paprika dolce e gocce di cioccolato base acqua, o infine il Fiore nero, un fiordilatte realizzato ad arte con aggiunta di carbone vegetale, allo scopo di annerire completamente la crema rimanendo neutrale in termini di gusto.
6. Buono Così
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Piazza dei Gerani, 30 – Centocelle è un quartiere di Roma che custodisce con tenacia la sua autenticità. In questo contesto è perfettamente centrata la gelateria Buono Così, aperta nel 2017 da Pietro Pizzi e Cinzia D’Agostini. La definizione di “gelateria naturale” espone già in insegna i dettami aziendali: materie prime di stagione, ingredienti naturali, nessuna scorciatoia.
Il laboratorio a vista racconta la stessa idea di trasparenza, mentre accanto al gelato trovano spazio yogurt, estratti e frullati preparati con identica attenzione alla qualità. Qualità che nei gusti di gelato è una diretta conseguenza dell’ottima mano dei due maestri gelatieri: le creme e i sorbetti sono di altissimo livello, morbidi e golosi. Meritano sicuramente un assaggio la classica e deliziosa crema all’uovo e l’intensa nocciola del Piemonte IGP, mentre il sorbetto all’infuso di fiori di hibiscus conquista con la sua delicata eleganza. Tutto ciò proietta con ampio merito Buono Così tra le migliori gelaterie della Capitale.
7. Gelasio
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Via Portuense, 727 f/g – Il successo di un esercizio commerciale è certamente agevolato da una posizione favorevole. Dunque, se una gelateria, nonostante sorga su una delle vie consolari della Capitale e lontano da zone mondane o turistiche, esibisce regolarmente una lunga fila all’ingresso, allora significa che il maestro gelatiere è davvero bravo. Ve lo confermiamo: Valerio Gaveglia ha gran talento. I suoi gelati si distinguono per una voluttuosa setosità, che carezza e avvolge il palato facendo risaltare il sapore di ogni ingrediente.
I gusti proposti sono circa una quarantina, e qui la fila viene in soccorso per valutare con calma cosa scegliere tra le proposte classiche e le novità del momento. Tra le prime, fanno bella mostra di sé un cioccolato fondente Uganda base acqua di meravigliosa cremosità e ricchezza di sapore e finezza di gusto, o una nocciola romana priva del benché minimo difetto; tra le seconde invece, si può avere la fortuna di imbattersi nel sorbetto bosco nero (mora, ribes e mirtillo), nella crema alle fragoline di bosco come anche, in autunno, nella zucca mantovana con semi di zucca caramellati. Tutti i gusti sono senza glutine e l’apporto zuccherino è assai moderato (sotto il 16%), quando non è proprio escluso in alcune proposte. Alla fine, la sorpresa non è tanto trovare una fila lunga davanti a una gelateria sulla Portuense, quanto realizzare che si sarebbe pronti a rifarla.
8. La Gourmandise
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Via Felice Cavallotti, 36b – Il piccolo principato del gelatiere Dario Benelli continua ad essere un punto di riferimento per i romani amanti del gelato. Questa enclave non si piega ai gusti richiesti dal mercato, non offre cittadinanza a variegati alla nutella o ai gusti puffo o Lotus: la Gourmandise va avanti per la sua strada.
Le ricette sono uniche e ormai ben calibrate: se non ci credete provate il sontuoso cioccolato al latte Bahibé 46% Valrhona con crumble al cioccolato amaro e sale, o la signorile nocciola gentile romana, per non parlare della peculiare resina di lentisco; altrimenti, indirizzatevi sui sorbetti limone e verbena o honey mango. La caratteristica di Benelli di utilizzare solo vaschette piccole garantisce un ricambio costante, cosa che aumenta le probabilità di trovare in vetrina un gusto temporaneo dato dalla disponibilità di materie prime e dal guizzo creativo del maestro gelatiere. Non vi resta che dirigervi a Monteverde Vecchio e cercare la rigogliosa bouganville, l’insegna ufficiosa de La Gourmandise.
9. Cremeria Aurelia
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Via Aurelia 388/B – Possiamo individuare nella personalità debordante di Nathalie Hugo il tratto peculiare della Cremeria Aurelia. Dalla sua verve nascono i tanti gusti che, a rotazione, popolano la vetrina di questa minuscola gelateria. L’attenzione alla materia prima è fondamentale per Hugo, così come la filosofia generale della gelateria, che manifestamente rifiuta l’uso di “coloranti, conservanti, emulsionati o semilavorati”.
Tra le prelibatezze esibite, spicca per golosità il gusto Normandia: un gelato al burro salato aromatizzato alla vaniglia, un concentrato di sapori spaventosamente buono. Ma altri gusti ci hanno positivamente colpito, come il sorbetto agrumi e zenzero, tanto fresco quanto magistralmente equilibrato, una vaniglia del Madagascar sontuosa, o il soffice e clamoroso sorbetto al cioccolato fondente Abinao 85%, oltre a una piccola selezione di gusti “keto” allo 0% di zuccheri, senza però sacrificare l’intensità del sapore.
10. Torcé
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Viale dell’Arte, 9A – Torcé rappresenta ancora oggi una delle colonne portanti del gelato artigianale romano. I suoi quattro punti vendita sono affollati da schiere di persone che, pazientemente, attendono la loro dose di dolcezza giornaliera. La pazienza è ben ripagata dalle delizie che Juraj Detvaj & co. mettono a in mostra, spaziando tra gli oltre cento (ripetiamo: oltre cento) gusti.
Non che i grandi numeri ci ingolosiscano – anzi, spesso ci indispongono – eppure, in questo caso, l’ampia scelta si traduce in puro piacere per il palato. Merito di squisitezze come il sorbetto alle more di gelso o il sontuoso cioccolato puro Manjari del Madagascar, ma anche il meravigliosamente delicato del Fior di panna o la granitica certezza sensoriale data del celebre Gorgonzola e pere.
11. Otaleg!
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Viale dei Quattro Venti, 70 – Marco Radicioni resta saldamente uno dei punti di riferimento della gelateria artigianale capitolina. La celebrità non lo ha deviato minimamente dal suo percorso fatto di eclettismo e sincerità. I due punti vendita a Trastevere (via di San Cosimato 14/A) e a Monteverde – quest’ultimo con annessa caffetteria specialty – sono un ottimo punto di partenza per chi voglia comprendere la scena gelatiera romana.
I gusti proposti ruotano con frequenza, sotto il comando della disponibilità delle materie prime, e sono tutti di splendida fattura: esempi ne siano il ricco e avvolgente ricotta, arancia e mandorle, il goloso tiramisù, nel setoso sorbetto al cioccolato peruviano 100% Tocache “Tesoro Amazònico” o la pirotecnica liquirizia del Barone Amarelli. Poi si può sempre contare sul guizzo creativo di Radicioni, in grado di proporre sempre qualcosa di insolito ed inaspettato, magari folle ma meritevole di generosa spatolata.
12. Fatamorgana
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Via della Croce, 46 – A Roma Fatamorgana è la meta di chi è alla ricerca di gusti inusuali. Forte della sua diffusione sul territorio capitolino con cinque punti vendita, adeguatamente sparsi tra i Rioni del centro storico (più uno fuori dal Grande Raccordo Anulare, a Monterotondo), le gelaterie di Maria Agnese Spagnuolo fanno dell’offerta di gusti difficilmente reperibili altrove il proprio punto di forza.
Tra le decine di proposte nei banconi di Fatamorgana è possibile trovare uno straordinario finocchio, miele e liquirizia, intenso e dall’equilibrio pazzesco, oppure il Biancaneve (vaniglia Tahiti con tocchetti di mela in salsa di lampone), l’immancabile gusto seadas per chi adora l’abbinamento formaggio/miele o anche il sorbetto Cibo degli dei (uva e noci). Completa l’offerta una gran selezione di cioccolati, con l’imponente Kentucky, i fondenti venezuelano o del Madagascar oppure un cioccolato crudo peruviano con grué di cacao, tanto profondo quanto goloso.
13. La Corona Gelateria Naturale
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Via Santi Martiri di Selva Candida, 18 – La Corona Gelateria Naturale è una di quelle gelaterie romane di quartiere che negli anni si sono costruite una reputazione solida a forza di ottimi gusti, senza per questo abbassarsi a facili compromessi. Aperta nel 2017 da Federico Molinari ed Erika Di Lucca in zona Selva Candida, quadrante nord-ovest di Roma, La Corona ha fatto della naturalità la propria bandiera: gli ingredienti vengono selezionati privilegiando i piccoli produttori locali.
Il banco propone una trentina di gusti, alternati tra scelte classiche ed altre più briose, tutti collegati dal fil rouge della coerenza stilistica: le consistenze sono esemplari e golose. Prove ne siano l’elegantissima nocciola romana DOP, il magnifico Salatino (arachide salata variegata al caramello) o il delicato Chiaro di luna (cioccolato bianco con cocco rapé variegato al passion fruit).
Non mancano le proposte in versione limitata, come il gelato alle fave e pecorino, obbligatorio per un primo maggio romano, o alle frappe per il periodo carnascialesco, o anche il Trio settembrino, con gorgonzola, fichi caramellati e noci di Sorrento.
14. Gelateria daRe
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Via Bisagno, 19 – La Gelateria daRe è riuscita a diventare negli anni un solido punto di riferimento per il proprio quartiere, il quartiere Trieste, nonché per i molti appassionati romani di gelato artigianale. Veruska Cardellicchio è la maestra gelatiera che, nel 2011, dopo anni di formazione con il maestro gelatiere Giacomo Schiavon, decide di rilevare uno storico negozio di borse in via Bisagno, a pochi passi da piazza Istria, per creare un punto di diffusione del vero gelato artigianale.
L’idea è piuttosto semplice: fare gelato con tutto quello che la natura ha da offrire, soprattutto quella della campagna romana, mettendoci talvolta un pizzico di fantasia. Nascono così piccoli capolavori come la crema daRe, dalla stupenda alternanza aromatica di vaniglia Tahiti e limone di Sorrento, o il sorbetto lampone e basilico, che magari non sarà più una novità ma provate voi a farlo così centrato e così buono. Menzione finale merita la panna, montata di fresco davanti ai vostri occhi.
15. Borghese Gelateria Naturale
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Piazza Testaccio, 26 – Sebbene Borghese Gelateria Naturale abbia aperto i battenti solo nel 2024 a Piazza Testaccio, la fila costante all’esterno del locale dà un’idea molto precisa del suo radicamento nel quartiere e della qualità dei gelati realizzati da Giuliana Borghese. Gli ingredienti, come dichiarato sulla lavagna di fianco al bancone, sono tutti di origine naturale: nessun additivo sintetico ammesso.
Come se non bastasse, la frutta secca viene tostata e lavorata in loco. Quest’ortodossia si ritrova felicemente nelle vaschette, dove ci si può imbattere in sorbetti succulenti come quello di more, così come ci si può far tentare dalla vaniglia del Madagascar o da un gran caramello al burro salato. Gusti classici, cui ogni tanto si affianca qualche chicca golosa come una crema alle ciambelle ‘mbriache di vino passito con semi di anice, un’esplosione di aromi che sanno di buono, di casa.
16. I Mannari
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Via di Grotta Perfetta, 125 – Difficile che qualcuno possa considerare un dono l’essere andato in coma, eppure è ciò che racconta Giuseppe Bassanelli, il talentuoso maestro gelatiere della gelateria I Mannari: nel mezzo della sua carriera universitaria in ingegneria, mentre cammina sul marciapiede una volante della polizia lo centra in pieno mandandolo in coma.
Non staremo qui a fantasticare sulla dinamica dell’incidente, fatto sta che dopo il risveglio e durante il lungo percorso riabilitativo Bassanelli decide di cambiare strada e di dedicare anima e corpo al gelato artigianale. Ora, puoi togliere uno studente da ingegneria, ma non puoi togliere l’ingegneria dall’ex studente diventato maestro gelatiere: l’applicazione di Bassanelli nella genesi dei suoi gelati è da sempre precisa, rigorosa, ponderata.
Il risultato sono gusti attraenti come l’azteco, ossia cioccolato Valrhona aromatizzato con cannella e peperoncino, oppure un sorbetto al passion fruit di impressionante intensità; una gamma di proposte molto ben realizzate che dal 2001, anno di apertura della gelateria, deliziano chiunque voglia spingersi fino alla Montagnola, ripagandolo ampiamente dell’eventuale viaggio.
17. Günther Gelato e Golosità
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Piazza di S. Eustachio, 47 – Günther Rohregger, come si può facilmente intuire, non vanta un albero genealogico prettamente romano. Tuttavia, è a Roma che si innamora perdutamente del gelato, convertendosi da maestro di sci a maestro gelatiere.
Le origini però non si dimenticano, tanto che per realizzare i suoi gelati Rohregger ricorre all’acqua Plose, che sgorga direttamente dalle Dolomiti, oppure all’essenza di pino mugo che caratterizza uno dei suoi tanti gusti esposti. Noi quest’ultimo lo abbiamo provato, trovandolo decisamente balsamico ma magistralmente dosato. Altri gusti che hanno destato il nostro interesse sono stati il Blue Chocolate (ossia cioccolato fondente e gorgonzola), dove anche in questo caso la mano sapiente del gelatiere ha reso molto gradevole un abbinamento quantomai rischioso, oppure l’intenso strudel di mele o il piacevole sorbetto al mango.
18. Gelato Romano
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Via Giacomo Boni, 33 – Il lavoro di Simone Romano è assai valido e punta a realizzare gusti di gelato golosi e cremosi; la cerebralità viene lasciata da parte, qui si va sul concreto. Le vaschette (vascone) di Gelato Romano traboccano di creme e sorbetti deliziosi, realizzati con ingredienti accuratamente vagliati, come zucchero di canna grezzo Demerara dal Brasile o zucchero di canna mascobado biologico dalle Filippine, frutta di stagione, latte biologico, cioccolato Amadei, etc.
Le textures sono carezzevoli per il palato, ma il punto in più va all’attenzione posta alle consistenze di ciò che viene aggiunto al gelato. E qui non possiamo non menzionare lo straordinario gusto cheesecake ai frutti di bosco, dove la caratterizzazione piena degli ingredienti è accompagnata da un crumble al cacao fragrante in maniera stupenda. I golosi di piazza Bologna già sanno dove andare, gli altri hanno un motivo in più per mettersi in cammino.
19. Come il latte
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Via Silvio Spaventa, 24/26 – Collocata tra gli alti palazzi umbertini del quartiere Sallustiano di Roma, la gelateria Come il Latte sembra lì apposta per ricordare a tutti il valore di una pausa dal lavoro a base di gelato. La creatura di Nicoletta Chiacchiari, dall’elegante interno piastrellato in scala di grigi, si distingue per la sofficità delle creme, tutte avvolgenti, setose e realizzate con materie prime accuratamente selezionate, come il latte fresco dell’Azienda Agricola Salvaderi.
Creme che, va detto, possono essere gustate nelle cialde prodotte direttamente dietro al bancone, come suggerisce anche il profumo che si spande all’esterno della gelateria. Fra la decina di proposte al bancone, una marmorea certezza è il gusto mascarpone e Gentilini, un concentrato di sapore dalla consistenza di una nuvola che farà la gioia dei ghiottoni. Ma anche orientandosi verso la classica crema o i sorbetti ricchi di frutta non si resterà delusi.
20. Gelato San Lorenzo
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Via Tiburtina, 6 – Le gelaterie Gelato San Lorenzo di Maurizio Dattilo, diffuse sul territorio di Roma in cinque punti vendita e sei corner, sono connotate dal dettame aziendale “100% naturale”. Il concetto di usare solo stabilizzanti di origine naturale quali farina di semi di carruba o fibra di bambù, così come la rinuncia a coloranti o aromi di sintesi, ci rallegra molto, purché il gelato possieda l’inderogabile prerogativa di essere buono.
Fortunatamente, i ragazzi di Gelato San Lorenzo hanno una bella mano: le carapine sono rifornite con costanza di creme e sorbetti ottimi. Una prova è il sorbetto lampone e basilico, dal magnifico equilibrio aromatico, ma concorrono anche un’intensa mandorla della Val di Noto base acqua, come sempre base acqua è il fondente venezuelano 80% Sur de Lago, morbido e dal gusto pieno.
21. Tichetta
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Via Appiano, 4 – Aperta nel 2018 da Mattia Altobelli e Martina Serravento, tichetta – gelato label nasce dall’intreccio tra la passione per la comunicazione (web radio e podcast) e quella per il gelato artigianale. Noi siamo qui per la componente calorica, e il palato non è rimasto affatto deluso. Gelateria ormai consolidata nei due quartieri Balduina e Monte Mario, tichetta fa dell’attenzione al dettaglio la propria bandiera, dalla selezione delle materie prime alla cura nella realizzazione dei gelati.
Il banco si muove con sicurezza sul classico: sorbetti ricchi di frutta come il bilanciatissimo pera e zenzero, o un intenso cioccolato extra fondente base acqua. Ma se volete una prova di quanto sia valida la mano di Serravento e Altobelli, vi consigliamo la crema alla vaniglia, abbacinante per caratterizzazione, equilibrio e cremosità, senza dubbio tra le migliori di tutta Roma (e non solo). Il desiderio, guardando questo livello tecnico, è uno solo: che Altobelli e Serravento osino, che spingano di più sull’acceleratore della contemporaneità; siamo certi che il risultato non potrà che essere felice.
22. La gelateria di Giulio
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Via della Casetta Mattei, 145 A/B – Situata in quel di Casetta Mattei, la Gelateria di Giulio è un locale luminoso, ampio, con un bancone carico di vaschette che invitano a indugiare con pazienza. Giulio Nicolucci ha aperto la sua gelateria nel 2019 con un’idea precisa: niente basi industriali, solo ingredienti selezionati e ricette provate e riprovate nel laboratorio retrostante.
I felici risultati finiscono nel banco frigo, il quale racconta due anime: la maggioritaria è classica ed attenta alle richieste dei clienti più affezionati (e solo per questo motivo riusciamo a perdonare i gusti nutella e Dubai white); poi c’è quota di creatività di Nicolucci, che non rinuncia a proporre ogni tanto qualche gusto eclettico come un salmone affumicato e pepe rosa, un Grana Padano o anche un sorbetto al dragon fruit, naturalmente fucsia. Ogni gusto è realizzato con maestria, si percepisce il rispetto che Nicolucci ha del gelato, ed essendoci anche del talento ci aspettiamo un colpo d’ala da un momento all’altro.
23. Neve di latte
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Via Nomentana, 335F – La cosa sicura di Neve di Latte è il pedigree delle materie prime che vengono utilizzate, tutte accuratamente dettagliate nei cartellini indicatori dei gusti esposti nei banconi dei sei punti vendita romani: latte biologico e biodinamico dell’Alta Baviera Berchtesgadener Land, cioccolati monorigine Amedei, caffè Giamaica Gianni Frasi, acqua Plose, uova di Paolo Parisi.
Da ingredienti di una simile qualità è difficile produrre gelati non all’altezza, difatti noi siamo rimasti piacevolmente colpiti da un gusto crema di grande pulizia, morbidezza ed intensità. Sebbene l’offerta di Neve di Latte non subisca grandi mutamenti nel corso dell’anno, finché la qualità dei gelati rimane di questo livello non saremo certo noi a farcene un cruccio.



