Sebbene le Dolomiti bellunesi siano considerate una delle culle del gelato artigianale – da Val di Zoldo e Cadore partirono nell’Ottocento generazioni di gelatieri che contribuirono in modo decisivo a diffondere il gelato italiano in Europa e nel mondo – il Trentino ad oggi non è certo una regione di riferimento per il settore, nè ci pare sfrutti il trend in crescita dell’ingrediente di prossimità a proprio vantaggio.
Notiamo invece una certa difficoltà a sganciarsi da un’idea di gelato d’antan, nell’accezione meno felice del termine, a partire proprio dalle basi standardizzate, alle quali nella migliore delle ipotesi viene aggiunto questo o quell’elemento, magari stagionale, magari del territorio, per rendere più “crafty” la proposta in carapina, artigianale nell’apparenza.
E se non vi capacitate del fatto che non siamo riusciti a scovare nemmeno un’agri-gelateria degna di menzione in una zona dove non mancano pascoli e alpeggi, beh, siamo un po’ stupidi anche noi. Ma un bravo allevatore non è detto sia anche un bravo casaro, né tantomeno un gelatiere degno di menzione per proprietà transitiva.
Notiamo invece con una certa frequenza che le aziende agricole che scelgono saggiamente di trasformare internamente il latte per evitare di conferirlo, faticano ad avere visione e mezzi per valorizzare al meglio la materia prima. In alcune zone peraltro è complicato recuperarla, soprattutto quando in azienda sei gelatiere ma devi occuparti anche di ordini, logistica e servizio. Insomma, alcune criticità sono palesi, di certo appare evidente che il gelato artigianale non sia al momento un tema granché sentito in Trentino. Ma nel nostro peregrinare abbiamo selezionato due realtà che si sono distinte per proposta e filosofia, con una soltanto a rappresentare la Regione nella top 100 delle gelaterie italiane del 2026, sponsorizzata da Sepal Group.
1. Lado Lab
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Avevamo scommesso sull’insegna di Stefano De Gaspero e Yael Fierro. Inaugurato ad aprile 2025, il progetto clean label di questi due ex insegnanti votatisi al mantecatore è cresciuto in consapevolezza e proposta a banco, una ventina di gusti che valorizzando la materia prima con caratterizzazioni nitide. È migliorata la mano sulle strutture, ma anche sulla gestione delle temperature di servizio, ancora più determinanti quando si sceglie di non ricorrere a coadiuvanti per stabilizzare il gelato.
Il menù ricalca grossomodo la proposta a banco dello scorso anno, circa una ventina le proposte dove il concetto di contemporaneità si legge per lo più nella gestione di zuccheri. Non mancano proposte più audaci per i palati meno pavidi: come tequila, sale e limone, parte di una proposta alcolica presente a rotazione (solitamente il Giovedì) per sollazzare i palati dei molti studenti universitari che animano il centro cittadino. Commovente il mandarino tardivo, una cucchiaiata fresca e intensamente aromatica che crea dipendenza, sontuosa la stracciatella di avocado, un sorbetto che sfrutta l’avvolgenza e cremosità dell’avocado in un match sensoriale riuscitissimo.
2. Fior di Gusto
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È il 2011 quando Francesca Di Giorgio rileva Fiore, una piccola gelateria di quartiere alle porte della città Trentina. Dopo un anno di formazione presso Artigeniale, ente tra i più accreditati in zona, quella stessa insegna riapre con due nuovi timonieri al comando, Francesca e il compagno Andrea Pontalti. L’attività ha cambiato pelle e nome negli anni, divenendo un punto di approdo per gustare un ottimo prodotto, anche per chi ha esigenze particolari.
Dal 2022 la gelateria ha infatti eliminato il glutine da ogni preparazione, autoproducendo tutti gli elementi utilizzati in variegatura come savoiardi, biscuit, crumble, salse e confetture. La proposta a banco è ampia e ben bilanciata tra creme, soprattutto a base latte, paste grasse e frutte a base acqua. Il menù si snoda sul filo della classicità, ma non mancano proposte e accostamenti più inconsueti proposti a rotazione. Ottimi i base latte, come il memorabile Fior di Bufala, una cucchiaiata ricca e aromatica, o il sontuoso mascarpone, miele e noci, caratterizzato dall’ottimo miele in variegatura.


