pizza

Esclusiva Dissapore: nell’ottava sfida del 1° Campionato Italiano della pizza si scontrano due pizzerie romane: Lazzaroni vs Tonda.

Lazzaroni

ristorante lazzaroni

Quartiere Appio Claudio, zona residenziale, più ci si allontana dalla Tuscolana più diminuisce il traffico. Parcheggiare, però, è sempre un problema. Il nome deriva da Villa Lazzaroni, sull’altro lato della strada. L’idea di Giancarlo Casa (arcinoto in Urbe per essere la figura di riferimento della Gatta Mangiona) è di fare una pizza autenticamente napoletana ricalcando ingredienti e tecniche dei locali storici partenopei. Farine leggere, cotture rapide, pizze morbide e mai pesanti.

La sala è di piccole dimensioni, il forno non a vista. Arredamento sobrio, ma la grande lavagna che oltre a presentare il menù del giorno spiega 2 o 3 cose sull’idea del locale, dona calore e atmosfera. Ordino, al solito, una margherita con bufala.

lazzaroni pizza

Aspetto visivo: disco regolare e di buone dimensioni, cornicione perfetto, da manuale. In breve, una cartolina.
Cottura: è una pizza che cuoce molto rapidamente (un minuto contro i 2/2 e mezzo della maggior parte delle pizzerie romane) a 450°C, ci troviamo nell’intorno del ben cotto ma certamente dalla parte delle cotture leggere.
Impasto/consistenza: impasto leggero, consistenza morbida ed elastica, ma non gommosa. C’è un po’ di acquetta, la tentazione di scarpettare con quel bel cornicione (un classico, a Napoli) è molto forte.
Leggerezza/digeribilità: molto leggera, nonostante la lievitazione rapida.
Sapore: delicata, ma sapida al punto giusto.
Birra/Vino: discreto assortimento di birre artigianali, vino e Champagne, in espansione.
Servizio: impeccabile, rapido e cortese, certo la sala piccola aiuta a non essere mai in affanno.
Prezzo medio: 10 Euro.

Giudizio finale: La clonazione napoletana può dirsi riuscita. E’ una pizza filologicamente impeccabile, senza troppe sovrastrutture mentali, leggera, digeribile e quasi quasi se ne mangia un’altra. Se dobbiamo premiare la pizza più napoletana di Roma abbiamo un vincitore, per la più buona –scivolando nel soggettivo- la discussione è aperta.

Voto: 80/100

lazzaroni pizza

Lazzaroni, Via Tommaso Fortifiocca 68/70. Roma. Tel. 06 7811772

Tonda

Montesacro, zona residenziale ad alta densità, vanta una certa tradizione nel campo della pizza: siamo a due passi da Angelo e Simonetta, che prima dell’avvento di Gabriele Bonci (e del diluvio dopo di lui) erano la migliore pizza al taglio della Capitale.

La sala è arredata in modo informale e colorato; il forno ancora in rodaggio (qui si è aperto a luglio), ma in questo momento sta tirando fuori delle signore pizze e probabilmente nel giro di qualche mese potremo ufficializzare che è il miglior forno a legna di Roma. Un forno che spinge temperature alte per pizze ben cotte e saporite.

La proprietà è la stessa di Sforno, e ritroviamo diverse pizze e proposte dell’amato locale di Cinecittà: ci sono anche i trapizzini! Rilevante la teoria di fritti, in cui i supplì fanno la parte del leone ma non possiamo scordare le patatine. Sulla piccola lavagna ci sono le proposte del giorno, ma ligio al dovere ordino l’ennesima margherita con bufala.

Aspetto visivo: Il disco è un po’ asimmetrico, ma a parte questo non si può negare che questa pizza abbia una bella faccia. Cornicione definito il giusto.
Cottura: Ben cotta, ineccepibile.
Impasto/consistenza: Impasto leggero ma bella consistenza, si mangia con gusto, lievitazione impeccabile.
Leggerezza/digeribilità: La differenza la fa il lievito naturale, e come prevedibile è una pizza ad alta digeribilità
Sapore: Saporita e gustosa, gli ingredienti in ottimo equilibrio fra loro.
Birra/Vino: Ottimo assortimento di birre artigianali, e anche per quanto riguarda il vino ci sono un po’ di etichette giuste in carta.
Servizio: Rapido, efficiente e puntuale.
Prezzo medio: 10 Euro

Giudizio finale: Non ci scostiamo molto dalla proposta di Sforno, qui c’è un forno che lavora (e lavorerà) meglio e di là un impasto gustoso con qualche ora di lievitazione in più, in ogni caso la mano comune è percepibile. Considerando forno, acustica e un servizio giocoforza più agile essendo meno i coperti qui si rischia che nel derby l’allievo superi il maestro.

Voto: 82/100

Tonda, Via Valle Corteno, 31 (Batteria Nomentana) – Roma. Tel. 06 8180960

Passa al turno successivo Tonda.

[Gli editor del 1° Campionato della pizza sono: Carmelita Cianci, Fabio Cagnetti e Andrea Soban. Immagini: Fabio Cagnetti]

I turni precedenti: (1) Starita a Materdei vs Di Matteo (2) Sforno vs La Fucina  (3) Sorbillo ai Tribunali vs Di Napoli (4) I Tigli vs Sirani  (5) F.lli Cafasso vs Gorizia (6) Tric Trac vs Ciripizza (7) Antica Donnaregina vs Umberto.

commenti (72)

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  1. Tanto per la precisione, i Lazzaroni non sono in zona Appio Claudio (che si trova a Cinecittà), bensì più semplicemente Appio o Appio Tuscolano

    1. Avatar ForestOne ha detto:

      Confermo: via Tommaso Fortifiocca va più correttamente considerata quartiere Appio Latino o Appio, ma di certo non Appio Claudio che è da tutt’altra parte ad almeno 5-6 fermate di metropolitana…

  2. Avatar Jaws ha detto:

    Ma da quando Tonda fa le pizze a lievitazione naturale? Pensavo utilizzasse lievito di birra ( che poi la presunta digeribilita’ maggiore negli impasti con lievito naturale è relativa a mio parere )

    1. Avatar quinzi ha detto:

      Ho pensato la stessa cosa. A Napoli non la fa nessuno

    2. vero, a Napoli il lievito naturale non si usa.

      Per la precisione, il lievito madre di Tonda (sempre usato fin dall’apertura) viene da San Giorgio Jonico (TA) e ha almeno 200 anni; è lo stesso che si usa da Sforno e da Pizzarium.

    3. Avatar gianluca ha detto:

      ma Bonci ultimamente non aveva detto che era meglio rifare il lievito ogni 2 settimane? o qualcosa del genere?

    4. Gabriele ha pubblicamente abiurato sul lievito a Culinaria un paio di mesi fa, ma prima è sempre stato un sostenitore dei lieviti antichi, che a Roma ha certamente portato lui alla ribalta.

    5. Avatar gianluca ha detto:

      esatto, mi riferivo proprio a quello 😉

    6. Avatar Jaws ha detto:

      Cmq credo che facciano una lievitazione mista ( come da 00100 ) , in una pizzeria che lavora su pizze tonde simil napoletane lavorare esclusivamente con lievito madre è un bel rischio ( poi se lo fanno tanto di cappello )

    7. confermo, la formula magica è la stessa degli altri due locali di Stefanone (quindi anche Sforno), c’è un 2-3 per mille di lievito di birra a coadiuvare il lievito madre.

  3. Avatar Paola ha detto:

    Al max pasta di riporto….lguardando l’ultima pizza non mi sembra siano rispettate le quantita’ di pummarola e gli altri ingredienti,ci dovrebbe essere una separazione tra cornicione e bordo,non dovrebbe trasbordare…mah.

    1. Avatar quinzi ha detto:

      Sei grande,Paola.In una intervista al titolare della Leggendaria pizzeriaMichele,il titolare accennò a questa metodica.Purtroppo,Michele è snobbato da tutti,anche dai nostri 3 moschettieri di D :))

    2. Trovo infatti assurdo e disdicevole che la MIGLIORE PIZZERIA di Napoli, Michele appunto, non sia menzionata. Chi ne capisce veramente di pizza sa bene che come la si mangia lì, da nessun’altra parte nel mondo.

  4. Avatar Antonio Scuteri ha detto:

    Visivamente la prima sembra molto meglio. Ma non avendo assaggiato….

    1. Avatar Mauro ha detto:

      io direi la seconda, ma l’ottica delle macchine gioca a volte brutti scherzi

      soprattutto il pomodoro della seconda di un colore più intenso, il primo mi da l’impressione del troppo “asciugato”

      Mi sembra che abbiamo già finito col Nord e con Milano,
      con queste due pizze, possiamo dire che Roma batte Milano 2 a 0

      PS meno male che a pochi passi da Milano che Legnano 🙂

    2. Avatar Fab ha detto:

      Anche io visivamente voto per la prima.
      Poi mi chiedo: ma le pizze non dovrebbero essere fatte dai pizzaioli che hanno reso famosi i rispettivi locali ?

    3. Ero in sala con Sorbillo quella sera per registrare la puntata di Romanzo Familiare ma ho monitorato la pizza lo stesso e secondo me andava bene …Inoltre il mio pizzaiolo sa esattamente come interpretare quello che io voglio e secondo me lo fa alla grande !! Inoltre voglio specificare alcune cose che non sono state dette. 1 : dal giorno dell’evento con Sorbillo Io sto usando lievito Madre /birra,ossia lievitazione mista “alla francese”, sotto consiglio di gabriele in quanto il lievito me l ha dato lui un mesetto fa’proprio per sperimentarlo all’ evento stesso. 2 : Fabio forse tu non lo sapevi questo (e nemmeno me l hai chiesto) ma oltre al madre noi facciamo una lievitazione “non breve” ma di 24 ore circa .
      3 : Ti ricordo che Lazzaroni e’ stato aperto da me Giancarlo e Sergio ed e’ un progetto comune che abbiamo e stiamo portando avanti con entusiasmo ove ognuno di noi ha dei “ruoli” il mio e’ stato quello dell’ impasto e della cottura. Per il resto va bene tutto e grazie della serata . un saluto a tutti

    4. ciao Massi, al di là del passaggio o non passaggio di turno secondo me il progetto Lazzaroni è fondamentale in una città come Roma portando avanti una sua idea distintiva e portandola avanti bene. Credevo che la lievitazione fosse meno lunga, invece da quel che mi dici è in linea con le altre pizzerie di riferimento che sono tutte tra le 24 e le 30 ore. Ti saluto, ti abbraccio e mi auguro che il locale abbia il successo che merita, la scena della pizza a Roma in questo momento è semplicemente splendida ed è qualcosa di cui è giusto parlare e riparlare.

    5. Avatar gianluca ha detto:

      “Credevo che la lievitazione fosse meno lunga”

      scusate ma le schede tecniche pensavo che fossero un attimino più precise….

  5. Avatar quinzi ha detto:

    Ogni tanto,nel mio peregrinare alla scoperta della pizza migliore d‘Italia,oltre a tantissime delusioni , incontro sempre più spesso pizzaiuoli che oltre fare la pizza hanno imparato un pò di markketting.E senti parlere di lievito naturale,maturzione di 72 ore…..E,mentre lo saluto,penso : impara a fare almeno una buona pizza.

    1. Avatar gianluca ha detto:

      cioè, lievito naturale e maturazioni lunghe sarebbero marketing?

    2. Avatar Antonio Scuteri ha detto:

      In realtà dire lievito madre o di birra non ha molto senso se non si mette in rapporto al tipo di farina usato. Con alcune farine è meglio il lievito madre, con altre meglio quello di birra. Anzi, sbagliare la combinazione, sia pur con le migliori intenzioni, può essere controproducente

      Idem per il tempo di lievitazione: le lievitazioni lunghissime possono essere a loro volta insensate, non è che più è lunga e meglio viene la pizza. Per dire, a temperatura ambiente, mi spiegano, 8-10 ore vanno benissimo, mentre in frigo ne servono almeno 24. Ma il tutto ovviamente, ancora una volta in rapporto a tipo di farina e tipo di lievito

      Quindi, non so se Quinzi voleva dire questo, ma è probabile che in troppi si riempiano la bocca di parole d’ordine alla moda, ma se la pizza non la sanno fare, non la sanno fare. Non basta usare lievito madre di 1500 anni, lievitazione di 100 ore, farine griffate e prodotti Dop per fare una buona pizza. La pizza è un’alchimia tra tutti gli elementi in perenne scambio tra di loro. Mentre c’è chi si illuda che sia una semplice addizione, tutta teorica, del meglio del meglio del meglio

    3. Avatar quinzi ha detto:

      Antonio ti rigrazio per aver interpretato.Voglio aggiungere per Gianluca che molti dicono di fare lunghissime lievitazioni ,ma non è vero.Una saluto caro a tutti e due

    4. Avatar gianluca ha detto:

      ah dici dichiarare il falso per fare marketing. bhe’ allora in quel caso ovviamente sì, avevo capito tutt’altro, sorry 😉

    5. Avatar Mauro ha detto:

      se vivessimo in un mondo di onesti 🙂

    6. Avatar gianluca ha detto:

      ho capito cosa vuoi dire, se usi una farina con poca forza inutile spingere la lievitazione a 48 ore, non serve.
      e magari ora che va di moda molti giocano sponsorizzando farine e lievitazioni, pur sapendone poco.
      però, leggendo il commento di quinzi, non vorrei neanche che si arrivasse al paradosso per cui chi usa un buon lievito e impasti maturati a lungo, allora non sa fare la pizza.

      “Mentre c’è chi si illuda che sia una semplice addizione, tutta teorica, del meglio del meglio del meglio”
      secondo me non è SOLO quello ma sicuramente è ANCHE quello, se non c’è come base l’addizione del meglio del meglio del meglio difficilmente otterai un’ottima pizza. buona magari si ma non ottima.

      alla fine i parametri principali sono 3, impasto (con relativo lievito e tempo di maturazione), qualità delle materie prime (con relativo bilanciamento degli ingredienti in equilibrio tra di loro) e cottura. è ovvio che se curi molto l’impasto e le materie prime ma poi sbagli completamente la cottura, otterrai una pessima pizza.
      ma se hai tutti e tre i parametri a posto, la pizza sarà fenomenale. quindi spacciare maturazione e lieviti per oggetti di marketing, mi sembra più che altro una forzatura.
      quelle sono le basi da cui dover partire, poi è ovvio che il corso base di chitarra lo possiamo fare tutti ma non diventiamo tutti jimmi hendrix.

      sul discorso lievito madre invece non saprei risponderti, cioè con quali farine lo trovi inadeguato? per me il lievito madre è sempre, almeno gustativamente – non parlo di digeribilità -, superiore, nel senso che sprigiona più aromi rispetto a quello di birra. a me un impasto lievitato con il lievito madre ha un profumo che piace di più.
      poi non metto in dubbio che si possa fare comunque un’ottima pizza con il lievito di birra, anzi credo che di pizze ottime con lievito di birra ce ne siano parecchie.

    7. Avatar Antonio Lepore ha detto:

      Sul lievito madre c’è un altro capitolo da aprire che è legato all’età.
      Chi dichiara che il proprio ha 200 anni sta facendo solo marketing. Non c’è nessuna possibilità, non solo di dimostrarlo, ma neanche di provarlo con alcuna analisi.
      Un buon lievito madre non diventa migliore invecchiando, parlare di anni o addirittura secoli fa semplicemente sorridere.
      Poi senti dei pani e delle pizze con acidità totalmente fuori controllo e giù a spiegarti che quella è una nota carattesristica.

      Forse ora che lo ha detto anche Bonci la moda si invertirà.

    8. Avatar gianluca ha detto:

      in parte concordo ma credo che il mito della longevità del lievito madre derivi dal fatto che ottenere una pasta madre stabile e con l’acidità ben bilanciata non è un lavoro semplice, bisogna fare molti tentativi prima di arrivarci. e quindi per questo credo che storicamente, chi riusciva ad ottenerne una buona, poi cercasse di tenerla in vita il più possibile piuttosto che riniziare tutto da capo, con tutti i rischi annessi, soprattutto quelli non controllabili, come le condizioni atmosferiche, temperatura umidità ecc…
      oggi credo che sia più facile con frigoriferi, celle a temperatura controllata, tecnologia, ecc……

    9. Avatar nico aka tenente Drogo ha detto:

      io vorrei sapere chi è costui che, protetto dall’anonimato, si diverte a lanciare insulti qua e là

    10. Un lievito madre se lo porti a 72 ore significa che nn hai capito come si usa nn ha senso !!!…Inoltre se usi una farina debole e il madre doresti fare l’impasto e lavorarlo anche dopo 4/6 ore .Ad esempio gabriele mi diede La Dario Mulino Marino con un w 130 !!!!!!! Nn sapendolo lo portai a 24 ore e quando andai a stenderlo mi accorsi che la maglia glutinica era “partita” anche se poi cuocendolo il risultato nn era male.

  6. Avatar Jaws ha detto:

    Continuo a sostenere che la lievitazione naturale rende meglio in panificazione , e in alcune tipologie di pizza in teglia , ma nella pizza tonda al piatto non c’è questa grande utilita’ e si corre pure il rischio che il lievito in una giornata non sia al top e le pizze escano fuori bianchiccie e con alveoli minuscoli…. se succede a casa poco importa ma se devi vendere pizze non è la stessa cosa…il gioco non vale la candela

    Ci tengo a precisare che questa è una mia personale opinione 🙂

    1. Avatar quinzi ha detto:

      Massimiliano,se non sbaglio ,sei contitolare della pizzeria Lazzaroni che in altre foto che ho visto,rendono meglio la qualità della pizza che fai.Vorrei che ci dicessi da esperto, se credi a quelli che dicono di usare questa metodo.Grazie

    2. La lievitazione naturale con lievito madre abbiamo iniziata a sperimentarla nel lontano 2005 …anzi inizio’ Gabriele poi mi contagio’ quando avevo La Tomatina a e credo contagio’ anche stefano che andava in giro con il lievito madre liquido nel barattolo di vetro nello zainetto !! .Ma ovviamente Lele mi spiego sin da subito che si trattava di una lievitazione “misto Birra “(come fanno i panificatori francesi da anni) poiche’ serviva comunque uno “starter” che bilancesse il madre per renderlo piu’ stabile ogni giorno in modo da nn avere un impasto nn “lavorabile ” e andare in m…con la serata 🙂 . Questo metodo e’ molto valido poiche’ unisce l’utile al dilettevole..Ergo usando una piccolissima parte di birra riusciamo comunque a valorizzare le grandi caratteristiche del Madre senza avere brutte sorprese.
      Morbidezza, effetto frittata della pasta cotta quando si taglia o meglio dire lo “strappo” , profumo intenso della pasta,grande durata del prodotto nel tempo (specie per il pane) e per quanto riguarda la digeribilita’ voglio specificare che non necessariamente un prodotto in questo caso la pizza fatta con lievito madre sia necessariamente piu’ digeribile di quello fatto con il birra.Concludendo credo anzi ne sono sicuro che oggi non serve necessariamente usare il lievito madre per fare un ottimo prodotto…anzi.( chi lo fa come me,stefano ,lele e tanti altri lo fa per passione,storia e tradizione)
      E come diceva Lele quando fece una recensione per la Tomatina :
      ” Ecco un altro che come me , ha voluto complicarsi la vita con il madre :-)”.
      Gino Sorbillo ad esempio nn lo usa ma fa una pizza strepitosa e come lui tantissimi altri !!! Oggi troppa gente si fa “condizionare ” da certi stereotipi ..fa molto Glamour dire : ” Io uso solo Madre ” !!! La gente guarda molto “l’ Abito ” oggi giono : Forno, lievito Madre..”super farine” di MOLINI LONTANI…tutte cose che hanno un “importanza” a mio avviso “secondaria” se poi alla fine non c’e’ “chi” sa veramente valorizzarli al meglio sopratutto con l’ esperienza del pizzaiolo…Come diciamo a Roma ..” Ci vuole il manico ” !!!. Ps : Voglio sottolineare che tra la mia pizza e quella della Gatta,di Sforno e Tonda sopratutto ci sono delle differenze sostanziali( nonostante io le ami tutte !! ) che vanno oltre l’aspetto e il GUSTO PERSONALE…” La mia e’ PIZZA NAPOLETANA ” e basta !!
      Cio’ significa che abbiamo una tecnica d’ impasto ,maturazione,staglio delle palline e cottura sopratutto (450 gradi in 1 minuto !!)che si stacca completamente dalle altre citate.Detto questo rimane soltanto la scelta personale di cosa e dove magiare ..le pizze sono tutte valide ma questo credo lo sapevate gia’. Buona serata a tutti.

    3. Avatar quinzi ha detto:

      L‘ho letta adesso.Un mix di ricordi e dati tecnici bellissimo.Grazie,Max

    4. Avatar Me Medesimo ha detto:

      Sono d’accordo con quinzi: questo commento di Massimo è bellissimo!

    5. concordo con i due qua sopra, e pure qui ti ringrazio per il contributo alla discussione!

    6. Avatar Mauro ha detto:

      grazie di ciò che hai condiviso Massimiliano

      un piccolo appunto sulle farine, anche se parli con un dilettante, un pizzaiolo casalingo :), mi sento dire che queste sono molto importanti, più del lievito.

      I livelli d’idratazione di cui si parla su dissapore, che rendono l’impasto morbido, sono impensabili senza farine di qualità

      Non ci sono solo le farine esoteriche, ma la farina va scelta attentamente, una a caso non va bene, neanche per un neofoita

    7. Mauro intendevo dire che le farine ovviamente debbono essere selezionate nn uso mica la barilla per lavorare …ho solo detto che oggi giorno molta gente si fa condizionare dalle Mode …Quindi se nn hai un forno di una “certa marca” o una farina di un MULINO rimacinato a pietra (sembra sia questa la “moda>” del momento..)allora ti guardano in maniera titubante …Ma in realta’ bisogna imparare ad usarle le farine prima di avventurarsi senza senso…Te lo dice uno che sin dal 1999 dopo il Corso con Angelo Iezzi ne ha provate a centinaia di farine e semilavorati..dalla Soia (che era la moda degli anni 90) alla rimacinata di grano duro , all’integrale (con Gabriele nel 2005) fino ad un anno fa’ con Spigadoro quando ero il consulente del Molino stesso e ho testato Nutridea una farina di tipo 2 ricca di fibre e sali minerali.
      Credevo fosse scontato dirlo…

    8. Avatar Mauro ha detto:

      le mode possono essere deleterie, ma hanno l’innegabile vantaggio di guidare persone, non conoscitori del mercato, su prodotti indubbiamente validi, anche se poi non vengono valorizzati appieno.

      Sono convinto anch’io che per una buona pizza domestica non sia necessaria la seppur ottima e blasonata Marino macinata a pietra, tra l’altro difficilmente reperibile.

      per cui ti chiedo, secondo te qual’è una buona farina o un buon mix tra quelle facilmente reperibili?

      Io uso la Spadoni 00 con un 10% d’integrale ed un altro 10% di Manitoba, tutto Spadoni, soddisfatto del gusto, cerco qualcosa che mi permetta di aumentare il contenuto di acqua senza avere una pasta troppo collosa, ora non vado oltre il 50-60%

    9. puoi aumentare il contenuto di acqua anche con le farine commerciali, solo che devi usare un’impastatrice altrimenti ti si attacca tutto alle mani

  7. Avatar Me Medesimo ha detto:

    Oltre a tutto quello che avete già detto sull’importanza della giusta maturazione dell’impasto, del tipo di farine da utilizzare, della qualità degli ingrediente, aggiungo che spesso si sottovalutano due aspetti importantissimi che possono fare la differenza e che possono compromettere la riuscita di una pizza anche partendo da un ottimo impasto: la cottura, ma soprattutto la stesura (lo dico pure per esperienza personale, visto che la stesura è il punto debole della mia carriera di pizzaiolo casalingo…).

    Detto tutto questo, la pizza di Lazzaroni non l’ho mangiata, ma l’aspetto mi sembra buono. Tra Sforno e Tonda, invece, preferisco quella di Sforno. Mi sa che il superforno di Tonda, che doveva essere il valore aggiunto, oggi rappresenta il loro limite (’sto rodaggio comincia ad essere un po’ lunghetto!).

    1. Il forno di Tonda sarebbe perfetto per la mia pizza napoletana…se riesco a fare “4 soldi” me lo compro 🙂 per ora cerchiamo di valorizzare quello che abbiamo e a dire la verita va anche bene se nn fosse che consuma come una ferrari !!

    2. La cottura e la stesura secondo me e’ l’80 percento di una buona pizza poiche’ possono cambiarti veramente la “vita” specie su quella Napoletana !!!

    3. Avatar Me Medesimo ha detto:

      Massimo, allora passo da te e mi insegni a stendere la pizza come si deve 😉

    4. Avatar Me Medesimo ha detto:

      Non so perché, ma continuo a chiamarti Massimo. Scusami Massimiliano.

  8. Avatar Mauro ha detto:

    Sbaglio o in questo interessante (almeno per me 🙂 )torneo di è discusso troppo poco d’ingredienti, Mozzarella e pomodoro in primis

    1. Avatar Giuseppe ha detto:

      Verissimo! E a giudicare dalle foto, la passata di Tonda non regge il confronto con i pelati di Lazzaroni.

    2. Avatar gianluca ha detto:

      dalla foto riesci a capire il sapore del pomodoro? hai dei poteri magici, suppongo.

    3. Giuseppe sei formalmente invitato a Lazzaroni per la prova assaggio della salsa di pomodoro …una volta fatto allora potrai dire quello che vuoi..t’aspetto 🙂

    4. Avatar jade ha detto:

      e già che ci sei prova i pomodori della pizza filetto. poesia.

    5. Avatar Mauro ha detto:

      io intendevo dire, che i redattori non hanno detto nulla o quasi su come vengono preparate le salse, se vengono acquistate o preparate dal pomodoro, tutto info molto utili, forse segrete

      Avevo letto, ma non metto le mani sul fuoco, che Padoan se le preparava personalmente scegliendo i pomodori

      sulle mozzarelle ho letto pochissimi nomi

    6. Non ho problemi nel dire cosa uso figurati…e’ solo che nn mi e’ stato chiesto dal redattore tutto qui. Se vuoi passa a trovarmi e ne parliamo e ti faccio vedere.

    7. Avatar Mauro ha detto:

      verrei stasera se non abitassi a 600 km da Roma :), città che adoro tra l’altro

  9. Mai stata né da Lazzaroni né da Tonda, ma a giudicare dalle foto la prima mi fa venire molta più voglia di mangiarla per… tutto, dal cornicione al pomodoro, passando per l’olio, che nella seconda sembra non esserci proprio. La pizza di Lazzaroni nella foto la mangierei all’istante.

    Detto questo, chi mi porta da una qualsiasi delle due?
    Sono anni che voglio andare da Sforno ma i miei amici sono troppo pigri e troppo poco gastrofanatici o almeno gastrointeressati per andare da quelle parti apposta per la pizza… soprattutto perché la maggior parte sono napoletani emigrati e perciò fanno i difficili xD

  10. Avatar jade ha detto:

    Lazzaroni ieri sera: la migliore crocchetta di patate mai mangiata a Roma in 8 anni. cheapeau.