Crema Pan di stelle: cosa nasconde la concorrenza di Barilla a Nutella

Fa una certa impressione leggere sul sito inglese di Reuters –una delle principali agenzie stampa internazionali– le ragioni che avrebbero spinto Barilla a sfidare Ferrero entrando nel mercato delle creme spalmabili con un nuovo prodotto, in concorrenza diretta con Nutella.

[La crema spalmabile Pan di Stelle sfida Nutella]

Barilla avrebbe deciso di lanciare la Crema pan di stelle –dal nome dell’omonimo biscotto, contenuto nella ricetta sotto forma di granella– dopo aver appreso che Ferrero si stava preparando a invadere il mercato italiano dei biscotti, dominato da Mulino Bianco e Pavesi (entrambi marchi Barilla) con i Nutella biscuits, ovvero –com’è facile intuire– biscotti farciti di Nutella.

[Nutella Biscuits: guardate i nuovi biscotti Ferrero farciti di Nutella]

Nel quartier generale di Barilla la notizia è stata vissuta come una sfida aperta ai Ringo (marchio Pavesi) e ai Baiocchi (marchio Mulino Bianco).

La discesa in campo della crema spalmabile Pan di Stelle, prevista per il 2019, si preannuncia tutt’altro che facile: con un fatturato internazionale di 2 miliardi di euro, Nutella domina il mercato praticamente senza concorrenti a livello di marchi conosciuti.

Cokocrem, della turca Yildiz Holding, è la seconda crema spalmabile più venduta del mondo con una quota di mercato del 2%, secondo Euromonitor International, società di ricerche di mercato.

Come sarà la Crema Pan di stelle

Le indiscrezioni raccolte finora sulla nuova spalmabile, raccontano di un prodotto dal profilo qualitativo superiore rispetto alla rivale, realizzato con olio di girasole –dunque niente olio di palma– meno zucchero, e nocciole 100 per cento italiane. Il cacao arriverà da una filiera sostenibile e l’unico formato annunciato al momento, il barattolo da 330 grammi, conterrà Pan di Stelle sbriciolati.

La multinazionale di Parma produrrà la sua crema negli stabilimenti piemontesi di Nutkao, in collaborazione con il gruppo svizzero Barry Callebaut. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 euro, quindi superiore a quello di Nutella.

È evidente che Barilla voglia approfittare del principale punto debole di Nutella: l’impiego dell’olio di palma, ingrediente malaccetto da molti consumatori perché percepito come causa di problemi legati a salute e ambiente.

Nutella si è trovata a fronteggiare momenti di calo nelle vendite dovuti a questa consapevolezza da parte dei consumatori, e alla crescita di marche alternative come Rigoni –fatturato 15 milioni di euro– che impiega olio di girasole, o Novi – fatturato 7,5 milioni di euro– senza alcun olio aggiunto.

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Ma l’anno scorso, in un’imponente campagna pubblicitaria, Ferrero ha affermato di usare olio di palma sicuro perché ricavato da frutti premuti a freddo e processati a temperature controllate. Per giunta provenienti da coltivazioni sostenibili.

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Come saranno i Nutella biscuits

Se la sfida di Barilla è di quelle complicate soprattutto all’estero, pensate solo al costo per assicurarsi nei supermercati gli stessi scaffali occupati da Nutella –si parla di milioni in euro– per Ferrero affrontare il mercato dei biscotti dovrebbe essere più semplice.

Per mesi la multinazionale di Alba ha testato i Nutella biscuits nei supermercati di Lussemburgo e Germania, scelte come aree pilota. I riscontri sono stati positivi, il nuovo prodotto potrebbe debuttare presto sugli scaffali italiani. Come per la Crema Pan di Stelle si parla di Aprile.

La fattura dei nuovi biscotti prevede una divisione in due parti:

– una base di pasta frolla leggermente scavata per contenere la (non trascurabile, si dice) farcitura di Nutella;
– un cerchio più piccolo nella parte superiore a fare da “coperchio”.

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La confezione, un tubo rigido da 230 grammi che contiene 7 biscotti, con apertura facilitata e zip richiudibile, rende ideali i Nutella biscuits per il consumo in movimento.

Ma si sono viste anche confezioni per il consumo domestico, in stile Mulino Bianco, tanto per capirsi.

Insomma, notare che i “biscotti croccanti con cuore cremoso di Nutella”, come si legge nella confezione, sembrano fatti apposta per rivaleggiare con Ringo e Baiocchi è perfino pleonastico. Ma anche Mondelez International, multinazionale proprietaria del marchio Oreo, è avvisata.

Ben lontana dalle velleità filo-salubri di Barilla/Mulino Bianco/Pavesi, Ferrero continua a indossare l’abito dello snack di conforto, quello che fa spallucce a qualsiasi tabella nutrizionale. Anche per i Nutella biscuits.

[Crediti | Reuters]

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

22 novembre 2018

commenti (2)

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  1. ROSGALUS ha detto:

    Barilla ce la farà ad avere successo con questa linea produttiva innovativa.
    Giocano a suo favore competenza, serietà e grande attenzione alle componenti salutistiche e di innovazione delle produzioni agro-alimentari.
    Sono convinto che – più che la componenti competitiva tra i due colossi che affascina i media – saranno i consumatori a trarne beneficio e l’intero sistema Italia.

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