di Anna Silveri 11 Gennaio 2019

La mania del barattolo raro ha colpito il piccolo esercito di italiani che sta cercando –non senza una punta d’ossessione– la crema Pan di stelle sugli scaffali di ogni supermercato nel quale s’imbatte.

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L’antefatto è che Barilla ha lanciato la crema che porta lo stesso nome del famoso pasticcino –contenuto nella ricetta sotto forma di granella– dopo aver appreso che Ferrero è pronta a invadere il mercato dei biscotti, dominato da Mulino Bianco e Pavesi (entrambi marchi Barilla), con i Nutella biscuits, ovvero biscotti farciti di Nutella.

[Nutella Biscuits: guardate i nuovi biscotti Ferrero farciti di Nutella]

L’antefatto dell’antefatto è invece che la multinazionale di Alba, con Nutella, è il dominus tra le spalmabili con circa l’80% del valore di mercato (220 milioni di euro).

La distribuzione della crema tanto attesa era stata annunciata per il 7 gennaio, ma è iniziata con soli 4000 pezzi a Roma. Nel resto del Paese gli scaffali si riempiranno a tappe, più massicciamente dal 14-16 gennaio.

Si dovrà aspettare qualche settimana anche per la campagna pubblicitaria in tv: debutterà a Febbraio con uno spot dedicato dell’agenzia Armando Testa.

Ai redattori della rivista Wired va invece ascritto il merito della prima prova d’assaggio comparata. Quali sono dunque le differenze tra Crema Pan di stelle e Nutella?

Di quelle tra gli ingredienti dichiarati nelle due etichette vi abbiamo già detto.

[Crema Pan di Stelle vs Nutella: lista ingredienti e calorie a confronto]

Riassumendo, nella crema Barilla l’olio di girasole prende il posto del (fin troppo) vituperato olio di palma della Nutella. Detto questo –e non è poco– a parte la presenza della granella di biscotto sbriciolato, il prodotto è fatto per il 13,7% di nocciole, contro il 13% di Nutella, mentre il cacao magro è al 9,8%, contro il 7,4% del bestseller Ferrero.

Parlando di valori nutrizionali, per zuccheri, calorie e proteine le differenze tra le due spalmabili sono davvero minime.

Crema Pan di stelle

Colore.

Veniamo al confronto vero e proprio. Gli assaggiatori di Wired notano l’aspetto lucido della crema Barilla rispetto alla rivale e –molto evidente– il colore più scuro. Che attribuiscono alla percentuale di cacao più elevato. La granella di biscotto, assai pubblicizzata, in realtà s’intravede “leggermente tra le onde della crema”.

Aroma.

L’intensità del sapore tra le due creme è simile ma, ai degustatori del mensile Conde Nast non sfugge il sentore dominante di Nutella, ovvero la nocciola, mentre nella nemica di Barilla è il cacao che prevale, con richiamo istintivo al biscotto stellato. Purtroppo, la spiegazione di quali siano le conseguenze di questo dato di fatto è mancante.

Consistenza.

Se Nutella è innegabilmente setosa, pregio riconosciuto anche dai detrattori più accaniti, sembra che la consistenza della crema nuova arrivata sia assai diversa. La presenza della granella di biscotto, secondo gli avveduti assaggiatori di quella che un tempo era chiamata “la bibbia di Internet”, aggiungerebbe un notevole elemento di croccantezza. Benché ridimensionata una volta spalmata la crema sulla fetta di pane, quando l’incidenza della granella sull’assaggio diventa trascurabile.

Sapore.

Cacao (crema Pan di stelle) vs. nocciola e zucchero (Nutella). Questa, in estrema sintesi, la principale differenza tra le due spalmabili individuata da Wired alla voce sapore. Con un’aggiunta: l’ultima traccia di sapore lasciata dalla crema Barilla –il retrogusto– richiama il biscotto, lasciando una sensazione di piacere completo. Nutella, stando a quanto sostiene Wired, lascerebbe la bocca più pulita (ehm, siamo proprio sicuri?) con un retrogusto che per freschezza inviterebbe al secondo assaggio. Anzi, a svuotare il barattolo.

Concludendo.

In definitiva, secondo il mensile di tecnologia e innovazione che non disdegna di frequentare le dispense ben fornite, la multinazionale della pasta avrebbe condotto un’operazione intelligente.

Occupare la comfort zone del rivale Ferrero tenendosi distante dal pedissequo tentativo di imitazione. Anzi, esaltando con il richiamo al biscotto stellato, sia il family feeling aziendale che le differenze dovute alla presenza della granella.

Appuntamento a presto per scoprire se è davvero così.

[Crediti | Wired, Il Sole 24 Ore, Engage]