di Anna Silveri 6 Febbraio 2019

Io adoro le verdure. D’inverno divento dipendente dalla zucca e mi nutro di inverosimili quantità di broccoli e cavolfiore. D’estate il mio frigorifero si riempie di melanzane, zucchine e peperoni. E quelle epiche scarpette nell’insalata di pomodori!

Mi piacciono perfino le verdure meno simpatiche, come l’asparago o i cavoletti di Bruxelles.

Però non tutte le verdure.

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Il premio dell’immangiabilità lo assegno al sedano. Nel minestrone, sfranto in nauseabondi cubetti mollicci mi rovina la cena. Passi nel pinzimonio, poi però lo ritrovo nelle polpette, nelle zuppe, nei sughi per la pasta. Ma se lo sanno tutti che l’unico uso accettabile del sedano è nel soffritto del ragù, insieme alla carota.

Ovviamente sono un arnese preistorico, completamente fuori moda.

Perché nel frattempo il sedano si è guadagnato nuova gloria, diventando l’ingrediente essenziale per chi cerca il benessere a tavola, e il suo succo un elisir che risolve praticamente tutti i disturbi.

La moda è trasversale. Tanto da mandare in pensione quella precedente: mirtillo e melograno? Succo passato Acqua passata.  Negli Stati Uniti le vendite dei succhi di sedano sono aumentate del 454% negli ultimi 5 mesi, mentre su Instagram impazza l’hashtag #celeryjuice.

Il New York Times per bocca dei suoi nutrizionisti ha esaltato il sedano come uno dei cibi che ti cambiano la vita. Possibile? Non certo per il sapore, visto che è composto per il 95% d’acqua e non garantisce al palato soddisfazioni indimenticabili.

Eppure Anthony William, scrittore che su Instagram si descrive come “colui che ha originato il movimento globale del succo di sedano”, è convinto: Vi assicuro che se oggi sono migliaia le persone che lo bevono, in futuro saranno milardi”.

[Crediti | Quartz]