Alzi la mano a chi non è mai capitato di dimenticarsi cibo in frigo. Nessuno? Molto bene, prendiamo nota. L’annosa questione del cibo scaduto o andato a male perché nascosto nei meandri di quel forziere freddo così fondamentale nelle nostre cucine e nelle nostre vite è tristemente nota. E non basta avere frigoriferi smart che ci controllano la lista della spesa e fra un po’ la giudicano pure. Quel limone ammuffito o barattolo aperto sembrano tristemente destinati all’oblio – e alla pattumiera.
Niente paura. Dalla radiosa e iper tecnologica California arriva una novità che potrebbe risolvere il problema una volta per tutte. La UC Berkeley, università della Bay Area, ha sviluppato un naso elettronico in grado di individuare i gas e le molecole del cibo. Lui semplicemente annusa, e ti avverte quando è ora di (o meglio, l’ultimo giorno disponibile per) consumare questo o quell’altro prodotto prima che vada a male.
La start up promette in sostanza che il frigo del futuro ci aiuterà a organizzarlo meglio. Non vediamo l’ora. Intanto però noi possiamo scegliere di fare due cose. O attendere che il prototipo diventi un’applicazione di routine in campo elettrodomestico chissà quando. Oppure ricordarci che già adesso, nel presente e senza tecnologia avanzata, esistono buone pratiche per evitare di buttare gli avanzi o stare male per un cibo avariato.
Il naso elettronico per i cibi in scadenza

La protagonista della nostra rivoluzione nascente si chiama Carla Bassil, PhD in ingegneria elettronica e scienze informatiche alla UC Berkeley in California. Insieme al suo team, Bassil ha creato il prototipo di un naso elettronico: essenzialmente un dispositivo a 16 sensori collegati tramite nano tubi in carbonio. Un detector sensibilissimo, in grado di catalizzare anche soltanto una manciata di atomi corrispondenti ai gas e molecole del cibo.
Il naso è allenato su delle categorie specifiche. Sa riconoscere l’odore di sette alimenti (banana, mirtillo, fragola, anacardo, arachide, noce, nocciola) associati ad altrettanti allergeni. Inoltre è in grado di individuare gli effluvi di pollo, latte e uova esposti a temperatura ambiente fra le 24 e le 48 ore. In pratica il naso ha memorizzato già in partenza il cambiamento nella composizione chimico-fisica di quei prodotti che possono causare intossicazione alimentare.
“Immaginatevelo come un set di papille gustative, in cui ogni sensore reagisce unicamente alle molecole gassose che gli si presentano”, ha detto Bassil in una presentazione. “Ognuno di essi ha una pellicola sensoriale che converte le reazioni chimiche che avvengono tra la superficie del chip e le molecole di gas in un segnale elettrico”.
Come già detto a Berkeley sono ancora in fase di prototipo. Nelle parole della stessa Bassil, il dispositivo ha ancora molti limiti e serviranno ulteriori aggiustamenti per renderlo potente e sofisticato come da design. Il team ci sta lavorando con l’esposizione a composti chimici sempre più complessi e in concentrazioni minori, nonché con un pattern di machine learning che ricalca quello dell’AI.
L’obiettivo è sviluppare la tecnologia in modo da poterla applicare con facilità e su larga scala. Per la start up l’intento è duplice: da una parte, limitare lo spreco di cibo; dall’altra, ridurre i rischi per la salute. Il naso in questo modo diventa spia per alimenti potenzialmente pericolosi, nonché alleato di soggetti allergici e intolleranti. Il tutto grazie a un comodo bip bip in frigorifero e su tutti i device a esso collegati, smartphone compreso.
Le buone pratiche per non buttare il cibo

Fin qui tutto bene. Il futuro almeno da questo punto di vista si preannuncia roseo ed efficiente. Eppure, alla luce di questa notizia, vale la pena farsi qualche domanda. Possibile che l’unico modo per combattere gli sprechi sia quello di affidarsi a una tecnologia sensibilissima e sofisticata? Che fine hanno fatto i nostri sensi, compreso il buon senso quando si fa la spesa e si usa il frigorifero?
Perché il naso elettronico sarà extra sensibile, ma lo stesso vale per l’essere umano. Che finora se l’è cavata benissimo senza. E, almeno per chi ha un briciolo di responsabilità e (diciamolo pure) amor proprio, organizzare il frigo e non far andare a male il cibo che c’è dentro non è una missione impossibile. Basta seguire alcune buone pratiche che aiutino a conservare al meglio il cibo, evitare sprechi e intossicazioni e anche, in ultima analisi, risparmiare.
Partiamo proprio dal portafoglio, dunque dalla spesa. Evitare di comprare più del necessario è un buon punto di partenza. Di conseguenza, evitare di riempire troppo il frigorifero. Ci sta che gli scaffali siano pieni dopo la mega spesa mensile o bisettimanale: ma da quel momento in poi è bene cercare di usare quel cibo, idealmente fino allo svuotamento. In questo contesto, ricordiamo la cara vecchia categoria delle ricette svuota frigo, eredità di un passato frugale che ogni tanto torna utile in quest’epoca di iper consumismo.
Sempre in corso spesa, occorre LEGGERE LE ETICHETTE (non finiremo mai di ripeterlo, anche in maiuscolo). Due cose da individuare: ingredienti, per capire se qualcosa vi piace e se ci sono eventuali allergeni da evitare; data di scadenza, l’orientamento principale per l’inventario del frigo. Ricordiamo sempre la differenza fra le diciture da consumarsi entro e da consumarsi preferibilmente entro. La seconda indica il limite di qualità del prodotto, che comunque resta sicuro da mangiare. In quel caso usate il naso (umano, non elettronico).
Infine, occorre avere contezza di come riporre il cibo in frigorifero. Intanto la temperatura, che deve mantenersi fra i 4-5 °C. Poi la disposizione degli alimenti all’interno del frigo, tenendo presente che la temperatura scende dall’alto in basso. In alto latticini e uova; in mezzo cibi cotti, affettati, sughi; in basso carne e pesce; nei cassetti frutta e verdura; negli sportelli bevande e salse.
Ultimissime considerazioni: fate raffreddare i cibi cotti prima di riporli in frigo; usate i contenitori e usateli puliti; volendo, etichettateli; evitate di riporre certi alimenti in frigo, come patate e cipolle. Sembra chissà che, ma come sappiamo tutti è molto più semplice a dirsi che a farsi. In fondo è vita quotidiana, almeno da quando il frigorifero in quanto elettrodomestico esiste. Ed è già un gran traguardo, anche senza naso elettronico.





