Il meglio del peggio: le zuffe del cibo che hanno reso agosto bollente

Tutte le zuffe e le liti nel nome del cibo che hanno reso il mese di agosto bollente: il meglio del peggio

È stato il mese in cui Milena Gabanelli ha attaccato gli chef radical chic, trattati alla stregua di imbrattapentole, una botta di populismo con gran codazzo di odiatori h24 che poco sanno ma su tutto hanno un’opinione, alta cucina compresa.

E ancora: pizze di Cracco a 20 euro, gelaterie contro i no-vax, bruciature nella pizzeria più famosa del creato, Chef Rubio contro tutti, onnivori infiltrati nel festival vegano, e Asia Argento über alles.

Nell’ultimo giorno di questo bollente agosto urgeva un riepilogo delle più grottesche zuffe da cibo, che tanto rimpiangeremo da domani, quando –mestamente– inizierà settembre.

12 agosto 2018: Milena Gabanelli se la prende con gli chef

(1) Milena Gabanelli si esprime incautamente sull’alta cucina postando la foto del primo boccone di un menu degustazione lungo otto piatti, fatto per forza di cose di piccole porzioni, che al Marconi di Sasso Marconi (Bo) –chef Aurora Mazzucchelli– costa 90 euro. Anche se la giornalista di Data Room è ospite del ristorante.

Il suo commento: “Nulla di pesante. Questo è un antipasto. Non so cosa ho mangiato perché non sono riuscita a sentire il sapore (merluzzo mantecato c’era scritto). Ma questi chef…?!”, che allude alla sobrietà della portata specie in relazione al prezzo, chiama a raccolta leoni da tastiera a frotte, impazienti di sottoscrivere quanto questi chef/artisti le abbiano frantumate a tutti.

Gli esponenti del gastrofighettismo si sentono toccati nel vivo, e reagiscono come un sol uomo con centinaia di post su Facebook.

C’è anche chi, facendosi prendere la mano dall’indignazione, verga un articolo che non avrebbe sfigurato al tempo delle Corporzioni fiorentine. Come il populismo gabanelliano, anche questo è insolito: a scrivere è Massimiliano Tonelli, prima firma del Gambero Rosso, giornalista autorevole e quasi sempre tra i migliori.

Peggio di Milena Gabanelli foodblogger c’è solo il Gambero Rosso che risponde a Milena Gabanelli foodblogger [Dissapore]

Stati Generali ci va giù pesante. Il noto sito sul giornalismo commenta:

Il permalosissimo (e omertoso) mondo del food, incarognito dalla vita. [Gli stati generali]

“Cannoncini alzo zero si sono levati dalla tolda del Gambero Rosso, dove Massimiliano Tonelli ha scritto un pippone infinito sul niente, emblema del mondo food, così divisivo da generare più fazioni, da liberare energie, rancori antichi, che consentano a tutti di sgrassare le malefiche incrostazioni di un mondo troppo paludato e ipocrita, che era davvero molto, molto, molto divertente e che negli anni si è soltanto incarognito. Ecco la domanda finale è: perché cazzo vi siete così incarogniti?”

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3 agosto 2018: La pizza di Cracco costa ora 20 €, 4 € in più

(2) A marzo scorso le truppe social si erano parecchio indignate per il costo (16 euro) e l’aspetto poco ortodosso, che faceva somigliare la pizza di Cracco a una provocazione dello chef. Ci siamo tornati a distanza di qualche mese scoprendo che la pizza è cambiata. Anche il prezzo, che ora è di 20 euro.

In pratica, il rodaggio del ristorante ha permesso di calcolare la reale incidenza sui prezzi dei costi di gestione del locale, compreso il canone d’affitto milionario. Con un incremento sul prezzo della pizza del 25%. Che molti lettori di Dissapore non hanno gradito.

La pizza di Cracco a 20 euro risponde ancora alle leggi di mercato? [Dissapore]

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7 agosto 2018: La gelateria contro i No-vax

(3) Matteo Spinola ha appeso sulla vetrata della Cremeria Spinola, la sua gelateria di Chiavari, Levante di Genova, numero 63 tra le 100 migliori gelaterie artigianali d’Italia di Dissapore, una lettera contro i no-vax.

Fin dall’attacco:“Free vax-no vax, siete un pericolo per la comunità in cui vivete, non siete i benvenuti nella mia gelateria”, la lettera di Spinola è piaciuta poco alle persone che scelgono di non far vaccinare i propri figli.

La gelateria schierata contro i No-vax è la Cremeria Spinola [Dissapore]

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9 agosto 2018: Da Michele a Forcella la pizza è bruciata

(4) La Boss delle pizze posta su Facebook una fotografia di sé stessa mentre addenta una pizza all’antica Pizzeria da Michele, la pizzeria napoletana per antonomasia, quella all’imbocco di Forcella con la fila chilometrica a ogni ora del giorno.

Senza volerlo l’influencer scatena l’inferno: sotto il post compaiono centinaia di commenti scandalizzati. “È carbonizzata”, “Rimandala indietro”, “La pizza bruciata è una prassi da Michele”.

Risponde per le rime Alessandro Condurro, gestore della pizzeria, sul suo profilo Facebook e in una nostra intervista, ribattendo punto per punto ai (pizzaioli) critici, “vittime del doping mediatico”.

La pizza bruciata Da Michele: imputato Alessandro Condurro dica tutta la verità [Dissapore]

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10 agosto 2018: Chef Rubio contro l’intero “sistema food”

(5) In un’intervista al Corriere della Sera, Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, il protagonista di Unti e Bisunti, si scaglia contro l’intero carrozzone del food: contro le stelle Michelin, contro i programmi TV per diventare cuochi, contro i ristoranti, contro le attività di street food spuntate come funghi, contro McDonald’s, contro il cibo a domicilio. Moltissimo contro gli chef.

Il cosiddetto sistema food” non gradisce.

Chef Rubio e l’intervista impertinente dove se l’è presa con tutti [Dissapore]

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17 agosto 2018: L’onnivoro estremista che mangia carne cruda al festival vegano

(6) Un estremista onnivoro s’infiltra nel pacifico festival vegan di Amsterdam, in Olanda, e come un’agit-prop degli umori mefitici mangia con lentezza ma platealmente un enorme bistecca, cruda e sanguinante come il macellaio l’ha fatta.

Gli organizzatori del festival hanno chiamato la polizia che, prontamente accorsa, ha interrogato l’uomo e se n’è andata senza colpo ferire. Delusi i vegani, un arresto per atti onnivori in luogo pubblico l’avrebbero gradito.

Mangia carne cruda a un festival vegano: l’onnivoro estremista è a piede libero [Dissapore]

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22 agosto 2018: L’idea di pagare l’accusatore di Asia Argento fu di Anthony Bourdain

(7) Non vive un momento facile Asia Argento e non è il caso di fare troppo gli spiritosi.

Ma la notizia che sarebbe stato Anthony Bourdain –il celebre cuoco, narratore e viaggiatore americano morto suicida nel giugno scorso, all’epoca dei fatti fidanzato dell’attrice italiana–, a incoraggiarla a pagare Jimmy Bennett, l’attore musicista che sostiene di essere stato molestato sessualmente dall’attrice romana quando aveva 17 anni, non è piaciuta ai moltissimi fan italiani di Bourdain.

“Facile accusare un uomo morto”, è stato uno dei commenti più benevoli.

Secondo Asia Argento l’idea di pagare il suo accusatore fu di Anthony Bourdain [Dissapore]

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

31 Agosto 2018

commenti (2)

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  1. Avatar Rollins ha detto:

    andando controcorrente io dico più Chef Rubio meno ristorazione stellata. parlandone con il massimo rispetto.

  2. Avatar Gourmet per Caso ha detto:

    La questione più importante è capire che parlando di cucina il focus primario deve essere il cibo. Il resto viene dopo. E’ come quando si parla di un libro: l’autore e il contesto in cui è stato scritto un romanzo sono importanti, ma prima viene il testo. Urge non invertire i ruoli.