La “pausa idratazione“ non piace ai tifosi dei Mondiali

La nuova policy della FIFA interrompe troppo il gioco e, secondo alcuni, è solo una scusa per mandare più pubblicità.

La “pausa idratazione“ non piace ai tifosi dei Mondiali

Un saggio diceva: “L’acqua è l’essenza dell’idratazione, e l’idratazione è l’essenza della bellezza”. Siamo in pieni Mondiali 2026 e in questo caso a bellezza possiamo tranquillamente sostituire performance. La nuova policy FIFA per questa coppa del mondo prevede la cosiddetta “pausa idratazione” o hydration break, obbligatoria nell’estate torrida del Nord America. Serve, anche in caso di temperature non eccessivamente alte, a ristorare i giocatori (e in alcuni casi il campo da calcio stesso). Il problema è che non piace ai tifosi, e per più di un motivo.

Per molti infatti la pausa è solo una scusa tattica per mandare in onda più pubblicità rivolta ai telespettatori a casa. Per altri è inammissibile l’interruzione del gioco che di fatto passa dai due canonici tempi da 45 minuti ciascuno a quattro quarti. E poi ci sono quelli che si lamentano della perdita di slancio, sfumando (secondo loro) occasioni preziosissime per fare gol. Ma c’è anche chi difende la pratica: dagli allenatori ai tifosi delle squadre che segnano proprio in seguito alla rinfrancante pausa acqua.

Le polemiche sulla pausa idratazione

mondiali fifa usa 2026

Tutti i telegiornali, puntualissimi come ogni estate, ce lo stanno ripetendo da giorni: nella stagione più calda è importantissimo bere tanto. Acqua, idealmente, ma in ogni caso è fondamentale mantenersi idratati per non soccombere sotto il sempre più cocente solleone. Per non parlare della combo micidiale con l’umidità, che rende il tutto ancora più insopportabile e insostenibile per l’organismo.

I Mondiali di calcio stanno già facendo aumentare le vendite degli alcolici I Mondiali di calcio stanno già facendo aumentare le vendite degli alcolici

Su questa raccomandazione siamo evidentemente tutti d’accordo. Perché non dovrebbe valere lo stesso per i calciatori, peraltro costretti non solo a stare al sole ma pure a correrci sotto per ben novanta minuti? Ebbene, molti tifosi ai Mondiali 2026 non sembrano pensarla così. Il problema non è tanto con i calciatori stessi, quanto con l’organizzazione dell’evento. FIFA certo, ma soprattutto il suo controverso presidente Giovanni Infantino. Più imprenditore che appassionato di calcio, questo è evidente, e amicone di Donald Trump.

Il sospetto dei tifosi è che la famigerata “pausa idratazione” non sia altro che un disservizio al gioco stesso, e allo stesso tempo un servizio al becero capitalismo. Grazie ai break, normalmente non previsti nel corso dei due blocchi da 45 minuti, le emittenti televisive possono scatenarsi con le pubblicità. Guarda caso vale solo per quelle americane (Telemundo non trasmette nulla). Quello che probabilmente molti si immaginano sono tanti CEO con il sorrisone e gli occhi a formato di dollaro. Francamente non ci sentiamo di biasimarli.

Per i Mondiali di calcio Lay’s crea la patatina ispirata all’Italia assente Per i Mondiali di calcio Lay’s crea la patatina ispirata all’Italia assente

L’altro problema secondo i tifosi è che l’interruzione rischia di fermare il ritmo di gioco, e soprattutto spezzare il momentum o slancio. Del resto i giocatori si allenano apposta per durare quarantacinque minuti filati senza pause, e non vale solo per il fisico. Vale anche per il focus psicologico sulla partita, quello che viene accuratamente coltivato da molti mental coach. In molti dunque si chiedono: quante occasioni di gol stiamo perdendo per questa dannata pausa idratazione?

Pausa idratazione: chi ha ragione?

mondiali

L’accusa velata in sostanza è quella di stare trasformando la Coppa del mondo in una specie di Super Bowl di calcio. Guarda caso i tempi così forzati combaciano (quattro quarti come il football) e in mezzo ci stanno mettendo un sacco di opportunità esclusive per le adv. In gioco però qua non c’è la reputazione di questa o quella squadra universitaria o città americana. C’è di mezzo l’orgoglio di intere nazioni.

Come la sete ha influenzato l’umanità: storia mondiale dell’acqua Come la sete ha influenzato l’umanità: storia mondiale dell’acqua

Nel coro dei contrari non ci sono solo tifosi. Si sono espressi in maniera negativa anche Mauricio Pochettino, allenatore della squadra USA; e il calciatore olandese Virgil Van Dijk. Entrambi hanno definito la pausa “non necessaria”, specie quando le temperature sono nella norma. Perché sì, l’hydration break è obbligatorio sempre, a ogni condizione meteo.

C’è una città in Colombia che sta lottando contro la Coca Cola che le ruba l’acqua C’è una città in Colombia che sta lottando contro la Coca Cola che le ruba l’acqua

Nella polemica però va sentita l’altra campana. Anzi, ce ne sono almeno due. Da una parte quella degli allenatori, tra cui il nostro Carlo Ancelotti CT del Brasile. Grazie alla pausa l’allenatore può, ad esempio, fare alcuni aggiustamenti tattici. Nel match contro il Marocco guarda caso gli sono valsi il gol e la conseguente vincita della partita.

Dall’altra parte ci sono i tifosi che nella pausa acqua vedono una possibilità, e non uno svantaggio per i giocatori. L’idratazione e il fatto di fermarsi un momento può aiutare a riprendere energia e avere la mente fresca in tutti i sensi per continuare a giocare. E, possibilmente e idealmente, migliorare la prestazione. Del resto come negarlo?

È successo ad esempio nel match Croazia-Inghilterra di mercoledì scorso. Dopo la prima pausa idratazione, la squadra croata ha segnato subito. Cori di sdegno e di dagli al break (se bevevano la birra era meglio!) da parte dei tifosi inglesi. Poi però è arrivata la rimonta, e il risultato finale è stato di 4 a 2 per l’Inghilterra. Aiutata chissà, magari anche dal bicchiere d’acqua che fa sempre bene.