Per i 250 anni degli Stati Uniti c’è anche la torta

Come ogni compleanno che si rispetti non può mancare il pezzo forte, con tanto di candeline (e polemiche) annesse.

Per i 250 anni degli Stati Uniti c’è anche la torta

Che compleanno sarebbe senza torta? Vale per chiunque, e ancora di più per gli Stati Uniti d’America che questo 4 luglio festeggiano 250 anni di esistenza. Tra alti e bassi, come il resto del mondo (purtroppo e per fortuna) sa molto bene. Specie adesso, in questo 2026 che politicamente e ideologicamente è più polarizzato che mai.

La situazione di caos che sempre accompagna la figura di Donald Trump e di conseguenza la sua amministrazione si riflette anche nelle cerimonie per l’anniversario solenne. Fra comitati organizzativi contrapposti, eventi “sportivi” decisamente opinabili e una fiera grandiosa sulla carta ma quasi deserta in concreto, l’atmosfera è decisamente sottotono. Per ravvivarla la soluzione è semplice: ci vuole una torta.

Anche su questo versante però non mancano le polemiche. Su chi la fa, come la fa, quando e dove la presenta. In un modo o nell’altro però, ci assicurano, oggi sarà pronta. A festeggiare un compleanno molto importante con il soffio dolce-amaro di 250 candeline.

Una tradizione americana

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Quella della torta per gli anniversari “tondi” degli Stati Uniti d’America è una tradizione piuttosto consolidata. Tutto parte da una ricetta del 1796, vent’anni da quello stupefacente documento che (per l’epoca) fu la Dichiarazione di Indipendenza. La Independence Cake di Amelia Simmons, autrice del primo libro di cucina made in USA, è raffinata e sostanziosa. Farina, zucchero, burro, brandy, vino, spezie e canditi. A renderla preziosa, oltre alla copiosa dose di spezie, sono glassa reale e decorazione in foglia d’oro.

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Ottant’anni più in là arriviamo al centenario del 1876. La torta per questa occasione (siamo in piena rivoluzione industriale) è assai più semplice e populista. Al posto dell’elaborato sugar icing, la decorazione usa l’americanissimo e friabile crumble con melassa. Inoltre nella ricetta entrano gli appena inventati lievito istantaneo (baking powder) e bicarbonato di sodio (baking soda).

Avanti veloce al duecentennale del 1976, con ben due torte celebrative di gusto decisamente massimalista. La prima, esposta a Philadelphia, era alta cinque piani e pesava 25 tonnellate. Realizzata dalla pasticciera Sara Lee, includeva migliaia di sfoglie di cioccolato decorate con scene della storia americana.

La seconda, realizzata a Baltimora, invece fu un disastro. Dal peso record di 35 tonnellate, la torta doveva essere trasportata su battello e venduta a 50 centesimi la fetta per finanziare i festeggiamenti. Il piano andò rovinosamente in fumo: con l’aumento delle temperature, la torta fu assalita dai ratti. Un temporale improvviso poi la sciolse definitivamente, disperdendo più di una tonnellata di glassa nel porto.

Candeline e polemiche

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Giungiamo dunque all’anniversario dei 250 anni nel 2026. La pasticciera incaricata dell’onore e onere si chiama Grace Pak, cake artist fra Aspen e New York City. Potreste aver intravisto lei o le sue creazioni su Netflix o su Food Network. Oppure, se siete più fortunati, a party esclusivi per brand di lusso, musei e perfino il corpo dei Marines.

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Il concetto per la torta nasce proprio lo scorso novembre, in occasione del catering per i 250 anni della marina militare. (Interessante notare che l’esercito nasca prima della nazione stessa, ma sorvoliamo). In quel caso Pak era riuscita a realizzare un dolce a tema America Made senza spendere un centesimo. I proventi infatti arrivavano da numerose donazioni, senza contare i volontari del team culinario della marina stessa.Così arriva l’illuminazione: una torta come “regalo alla nazione”.

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Grace Pak infatti è una volontaria. Questo perché nessuno aveva pensato a una torta per il 4 luglio, nonostante la tradizione di cui sopra. Viene fuori infatti che per i 250 anni USA ci sono due organizzatori diversi. America250, bipartisan approvato dal Congresso; e Freedom 250, spinto da Donald Trump e di chiara ispirazione MAGA. Il primo ha beccato 25 dei 150 milioni inizialmente previsti dal Congresso; il secondo si è preso tutto il resto. Insieme chiaramente al timone delle iniziative.

Dobbiamo proprio a Freedom 250 le trovate di dubbio gusto dei combattimenti UFC davanti alla Casa Bianca, più per il compleanno di Trump che per quello della nazione. E sempre Freedom 250 ha organizzato la disastrosa Great American State Fair, i padiglioni con annessi concerti che dovrebbero celebrare tutti gli stati USA. Peccato che le strutture siano spoglie e fatiscenti, la maggior parte degli artisti abbia rinunciato all’ingaggio e i visitatori si contino sulla punta delle dita.

Il design per i 250 anni

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Ci sorprende dunque che la torta non fosse nelle priorità (e nel budget) di Freedom 250? Figurarsi. Difatti Pak collabora con America250, che da organizzatore ufficiale è diventato ufficioso. Nonostante l’ok al progetto, la pasticciera ha dovuto telefonare personalmente a membri del Congresso per coinvolgerli nel design della torta stessa. E, fatto ancora più surreale, ha dovuto litigare con la commissione di Capitol Hill per il giorno di presentazione del dolce.

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Una torta di compleanno dovrebbe essere servita il giorno stesso, non quello precedente. Eppure la commissione ha insistito fino all’ultimo per il 3 luglio, con una cerimonia senza fronzoli in un’anonima sala conferenze. Fortunatamente Pak si è impuntata: il taglio si svolgerà il 4 luglio alla Madison Hall nella biblioteca del Congresso. Come un evento di questo calibro, francamente, comanda.

Ma quindi: come è sta torta? Si tratta di una struttura monumentale larga più di un metro e alta quasi due. Come capita a dolci scenografici del genere, solo una parte è edibile. In questo caso la base, realizzata con ingredienti dai quattro angoli d’America come farina della Virginia, burro del Vermont, bourbon del Kentucky. A parte l’aggiunta di mele Granny Smith, la ricetta è in tutto e per tutto simile alla primissima Independence Cake.

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A fare la differenza sono le elaborate decorazioni. La torta è avvolta da un nastro di cioccolato, sezionato in 56 quadratini. Ognuno di essi rappresenta il simbolo di ogni stato e territorio USA, compreso Puerto Rico. Altri elementi incorporano strutture metalliche realizzate grazie a un concorso nazionale che ha coinvolto migliaia di studenti.

Tutto bene dunque? In realtà c’è ancora qualche ma. Nonostante l’invio di un memo alla Casa Bianca settimane fa, molti membri dello staff Trump non sembrano essere al corrente della cerimonia. O se è per questo dell’esistenza stessa della torta. Tanto che nessuno del fronte Freedom 250 ha dato conferma di partecipazione.

La torta commemorativa dunque è diventata l’emblema dell’America di oggi: due realtà parallele che non si incontrano neanche per sbaglio, nemmeno su temi basici che in una democrazia sana dovrebbero mettere d’accordo tutti. Dai diritti civili e costituzionali fino a una fetta di dolce da condividere. Auguri dunque, anzi Happy birthday America. Quando spegni le candeline esprimi il desiderio giusto, che ne hai davvero bisogno.

 

 

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